Donne afghane e le imposizioni dei talebani

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Donne afghane

Dalle più recenti cronache internazionali avrete senz’altro capito che quello che appariva evidente ormai è diventato palese. Mi riferisco all’Afghanistan. Finito ripetutamente in prima pagina negli ultimi giorni. Con almeno due notizie di segno opposto. Che comprendiano, in tutta la loro lacerante contraddizione. Il destino gramo di una nazione che non conosce pace da 40 annni e la conferma, dopo la conquista talebana, di essere tornati al punto di partenza. Nonostante le parole concilianti e vaghe, promesse dal mullah Abdul Ghani Baradar, alla comunità internazionale. Perchè da quando la coalizione ha abbandonato il Paese al proprio destino, la situazione dei diritti delle donne afghane è velocemente deteriorata.

Donne afghane: quali sono i diktat dei talebani?

Il tentativo che farò qui, è quello di riannodare brevemente i fili della cronaca e raccontare quel che sta succedendo ad un Paese dal quale l’America si è disimpegnata. Lasciando alle spalle il caos. Parto dalla notizia battuta da tutte le agenzie. I talebani hanno annunciato che le donne in Afghanistan potranno studiare all’università. Ma solo in corsi separati per genere. E con docenti donne. A dichiararlo, in conferenza stampa, è stato Abdul Baqi Haqqani. Ministro dell’Istruzione superiore del governo dei talebani in Afghanistan. Inoltre Haqqani ha affermato che sarà permesso alle donne, di continuare la loro istruzione universitaria. Ma con l’obbligo di indossare un hijab. Non è chiaro però, se si riferisce a un velo o alla copertura integrale dei volti.

La vita delle donne al tempo dei talebani

I talebani confermano di essere un regime repressivo. Da quando hanno preso il potere, tuttavia, molte studentesse sono rimaste a casa per incertezza e paura. E le donne che nei giorni scorsi sono scese in piazza per protestare chiedendo parità di diritti sono state accolte con violenza e colpi di arma da fuoco. Tutti i progetti volti a migliorare la situazione delle donne afghane sono stati chiusi. “Stiamo ricevendo sempre più segnalazioni in cui i talebani hanno proibito alle donne di apparire in luoghi pubblici senza accompagnatori maschili. Hanno impedito loro di lavorare. Hanno limitato l’accesso delle ragazze all’istruzione in alcune regioni. E le hanno vietato di praticare lo sport“. E’ quanto dichiarato la scorsa settimana al consiglio di sicurezza da Deborah Lyons. Rappresentante speciale del segretario generale delle Nazioni Unite per l’Afghanistan.

Il ritorno di un incubo

Dunque miliardi di dollari buttati al vento. Perchè le donne afghane oggi, con il dominio dei talebani, basato sulla sharia, sono sottoposte ad una forte repressione. Che prevede dei divieti particolarmente pesanti. E’ come un incubo che ritorna. Assistiamo a un déjà vu. Esse sono già sparite nelle strade di Kabul. Autochiuse in casa. E se ciò fa già pregustare il sapore amaro di una sconfitta sul piano morale, cosa c’è di peggio del lasciare il popolo afghano alla mercé dei sostenitori della rinascita dell’Emirato Islamico? Che solo due decenni fa lapidava le donne e convocava il popolo negli stadi per le esecuzioni capitali collettive? Le brutte notizie per l’Afghanistan, e per quegli americani e non, che considerano folle questo patto col diavolo, temo non finiranno qui.


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