Donna iraniana arrestata in Turchia: silenzio stampa

0
333
Donna iraniana

Donna iraniana arrestata in Turchia: ancora nessuna dichiarazione trapela dal governo turco, circa l’arresto di una donna iraniana ad Ankara. L’evento che scuote il già turbolento scenario politico in Medio Oriente, risale alla settimana scorsa. Tuttavia, dinnanzi alla rivelazione dell’accaduto, la Turchia si scherma dietro ad un imperscrutabile silenzio. La notizia scottante concerne l’arresto di una donna di nazionalità iraniana da parte del MIT, l’organizzazione nazionale turca di intelligence. Dopo aver visitato l’ambasciata israeliana ad Ankara, la donna è stata arrestata e deportata nell’IRGC iraniano. Una notizia alquanto sconcertante, considerando la natura dell’IRGC.

Donna iraniana arrestata ad Ankara: cosa è successo?

In seguito alla visita della donna all’ambasciata israeliana in Turchia, il MIT consegna la detenuta al Corpo delle guardie della rivoluzione islamica (IRGC). Di cosa si tratta? L’IRGC è un organo militare riconosciuto dal Dipartimento di Stato americano come un’organizzazione terroristica. Infatti, l’IRGC ha rivestito un ruolo cruciale nell’uccisione di centinaia di soldati americani in Medio Oriente. Secondo la fonte, che preferisce mantenere l’anonimato, la donna iraniana sarebbe reclusa nel carcere di Evin, a Teheran. La conferma della veridicità circa l’accaduto giunge dal Jerusalem Post, che ha passato al vaglio il resoconto della fonte sulla deportazione.

In virtù di questo, il Jerusalem Post riporta quanto risulta da una serie di messaggi, scambiati tra il giornale e un portavoce del governo turco: “We have received your email. If there is a response, you will receive it via email. Thank you”. Confermando, dunque, l’intenzione di mantenere “l’affare” entro le porte del proprio Stato.

Cos’altro rivela la fonte sulla donna iraniana?

In accordo con quanto dichiara la fonte, le accuse nei confronti della donna sono di spionaggio e terrorismo, pertanto la condanna corrisponde a 16 anni di reclusione. Inoltre, stando alle informazioni rivelate, la donna dichiara di essere una credente e praticante mussulmana ma, al contempo, di avvertire una connessione con Israele. Il fidanzato, in ultima istanza, è un uomo israeliano che lavora come medico per l’IDF, Israel Defense Forces.

I rapporti tra la Turchia e Israele

Ad un primo impatto questo evento ha tutta l’aria di essere, nella realtà dei fatti, un tradimento da parte della Turchia. In realtà, non è la prima volta che il governo turco volta le spalle allo stato di Israele, strizzando l’occhio al regime iraniano. Nel 2013, infatti, proprio il Jerusalem Post ha gettato luce su un episodio in cui la Turchia islamista mise in atto una scorrettezza nei confronti di Israele. Nella fattispecie, Recep Tayyip Erdogan, il primo ministro turco, avrebbe divulgato l’identità di dieci spie di nazionalità iraniana, incontratesi sul territorio turco con i funzionari del Mossad. Mossad è il servizio di intelligence di Israele, che assolve il compito di preservare la sicurezza sul territorio dello stato.

La Turchia e l’alleanza con la Repubblica Islamica dell’Iran

Sul versante opposto, invece, si fa sempre più concreto l’evidente sostegno che il governo turco offre all’Iran. In primo luogo, venendo in aiuto a Teheran nell’eludere le sanzioni statunitensi. Solamente la scorsa settimana, infatti, i legali dell’istituto finanziario turco Halkbank, hanno chiesto l’archiviazione di una causa legale mossa dagli USA contro la banca. Di fatto l’istituto di credito è accusato di aver concorso in riciclaggio di denaro sporco, aggirando le sanzioni economiche per oltre 20 miliardi di dollari. Nel 2017, Reza Zarrab, un commerciante di oro turco-iraniano, si è auto dichiarato colpevole di aver svolto un ruolo strategico in questo schema operativo illegale. Zarrab ha dunque svelato la dinamica tramite la quale, il regime iraniano ha potuto riuscire nell’impresa mediante importanti transazioni, che implicavano scambi di oro. Operazioni che hanno avuto successo grazie all’aiuto di Halkbank e del governo turco.

Una stretta di mano silente

A corroborare il sempre più evidente mutuo sostegno tra Turchia ed Iran intervengono le dichiarazioni di Nikos Michailidis, professore di antropologia all‘Università Missouri-St. Louis. Michailidis sostiene infatti: “Abbiamo visto rapporti che rivelano come il regime turco abbia deportato cittadini iraniani che cercavano di scappare, per sfuggire alle persecuzioni del regime“. Aggiunge anche: “Stanno cercando di minare gli interessi e la presenza degli Stati Uniti nella regione, nonché di minacciare Israele. I servizi di intelligence turco ed iraniano collaborano strettamente in vari campi“.