Donne che hanno segnato la storia, perché ricordarle

Ricordare per combattere la violenza

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donne che hanno segnato la storia

Oblio. Quell’abisso infinito nel quale si ha paura di precipitare. Quel dimenticatoio di cui paradossalmente tutti si ricordano. Si dice che la memoria di una persona sia distrutta solo quando questa cade nell’oblio. Quand’è dunque, che si capitombola in questo buio universo? Quando nessuno si ricorda più di noi. Nel momento in cui la nostra essenza vitale si disperde nel nulla. L’arte, come altre discipline, ci viene incontro. Grazie alla scrittura, alla musica, alla pittura e altre forme artistiche possiamo rendere indelebile lo scorrere del tempo. Tutti abbiamo studiato la storia sui banchi di scuola. I personaggi che l’hanno caratterizzata e quelli che lo fanno ancora oggi sono numerosi. Solo che questi dati sono spesso di parte. Si tende a ricordare perlopiù gli uomini, tralasciando le figure femminili. Ed è un peccato, perché le donne che hanno segnato la storia sono molte. E vale la pena conoscere i loro vissuti.

Donne che hanno segnato la storia: perché molte sono state dimenticate?

Non si tratta di una semplice défaillance. Né tantomeno di una casualità. In passato la figura maschile ha sempre dominato le scene. Un tempo i ruoli di genere erano rigorosi e ben ripartiti. In linea di massima, alle donne spettava il compito di occuparsi del focolare domestico, agli uomini invece quello del lavoro. Ciò non ha portato solamente a una preclusione di alcuni compiti da parte delle figure femminili. Questa visione binaria della società ha incrementato il fenomeno della violenza sulle donne, sminuendo quest’ultime all’ennesima potenza. E impedendo loro di ambire a un qualsiasi ruolo scardinato da quello di madre e moglie a tempo pieno. Le ragazze che riuscivano a sfuggire da questa mentalità retrograda e maschilista avevano comunque poche possibilità di emergere, dato che, in ogni caso, la loro autorità non era riconosciuta quanto quella maschile.

Chi sono queste donne?

Quella che seguirà non è una lista completa di nominativi femminili degni di essere ricordati. Riporteremo l’esempio di qualche donna che ha inciso il suo nome sulla pietra miliare della storia. Vi è inoltre un dato che è bene tenere a mente: 0,5%. Secondo uno studio di The Representation Project, questa sarebbe la percentuale con la quale le donne vengono registrate nella storia. La storia “vera”, quella che s’impara sui banchi di scuola e nelle aule universitarie. Un dato a dir poco vergognoso. Ecco perché è il momento di agire. A questo proposito, è partita una sorta di campagna nata dalla piattaforma Reddit. L’utente Dundermifflinhoe, sdegnato da quel numero, ha esortato i suoi followers a postare sui social foto e racconti di donne che hanno segnato la storia. Noi vogliamo fare la nostra parte per combattere questo genere di violenza. Ecco dunque alcuni nominativi femminili di cui prendere nota.

La prima delle donna che hanno segnato la storia: Artemisia Gentileschi

Questo nome non si rifà solo a un’erba dalle proprietà curative. Artemisia Gentileschi è una donna del XVII secolo. Stiamo parlando di un’artista. Una pittrice che ha lottato con le unghie con i denti per poter realizzare un sogno. Tanto da essere stata la prima donna della storia ammessa all’Accademia d’Arte di Firenze. Un tempo, quello della pittura era un campo riservato esclusivamente gli uomini. Non era contemplato che una donna si formasse come pittrice. Un po’ perché non ritenuta all’altezza, ma anche perché questa tipologia di studi comprendeva anche lo studio della figura umana nuda. Cosa ritenuta scandalosa per una signora, dato che la donna era per molti vista come un semplice oggetto atto alla procreazione. A confermare questo scenario è un pezzo di storia della pittrice. Vittima di violenza sessuale, è stata una delle prime donne della storia a denunciare lo stupro, facendo causa al suo carnefice.

Mary Anning

I dinosauri costituiscono un immagine parecchio fantasiosa per grandi e piccini. Questi animali storici li s’immagina immersi in una natura incontaminata dall’uomo. Esistono migliaia di pellicole dedicate alla loro storia. Ebbene, a scoprire la loro esistenza è stata proprio Mary Anning. Quest’ultima è stata la prima paleontologa donna al mondo. La sua scoperta è stata riconosciuta solo nel 2010 dalla Royal Society of London, che l’ha nominata una delle dieci scienziate britanniche più influenti di sempre.

Madam CJ Walker

A questa donna è stata dedicata la serie Netflix “Self- made: la vita di Madam CJ Walker”. Si tratta di una signora statunitense, diventata milionaria grazie a una serie di prodotti adatti ai capelli scuri. Potrà sembrare banale, ma in realtà ciò rappresenta una dichiarazione di guerra al razzismo. Con i suoi articoli, Madame CJ Walker ha lanciato un messaggio ben preciso: le persone afroamericane esistono. E meritano cure adeguate come qualsiasi altro essere umano di questo mondo.

Mary Anderson

“Donna al volante pericolo costante”, recita un detto maschilista ancora parecchio in voga. E se invece vi dicessimo che uno dei componenti dell’automobile è stato inventato proprio da una donna? Stiamo parlando dei tergicristalli. All’epoca nessuno credeva che quest’ultimi fossero un oggetto di una qualsiasi utilità. Si credeva che una signora non fosse in grado di occuparsi del campo automobilistico.

Ada Lovelace

Ecco un’altra delle donne che hanno segnato la storia rimasta nell’ombra per via della presunta superiorità maschile. Riconosciamo ad Ada Lovelace l’invenzione delle basi della programmazione del computer, messe a punte osservando l’amico Charles Babbage sulla sua macchina analitica. Ragionandoci sopra, la donna è riuscita ricavare un sistema che permetteva di eseguire calcoli in maniera molto più rapida.

Irena Sendler

Questa volta non tireremo in ballo alcun marchingegno innovativo. Stiamo piuttosto parlando di un’eroina. Una donna che ha salvato la vita a migliaia di persone. In particolare, Irena Sendler ha permesso a liberazione di molti bambini dal ghetto di Varsavia, durante la seconda guerra mondiale.

Tra le donne che hanno segnato la storia della medicina: Virginia Apgar

Chi è pratico di medicina conoscerà senz’altro il famoso indice di Apgar. Si tratta di una serie di valutazioni neonatali che si eseguono sul bambino durante i suoi primi minuti di vita. Grazie a questo test, tutt’oggi eseguito nelle sale parto, la mortalità infantile è calata drasticamente, permettendo il goal della vita. Ebbene, quest’invenzione risalente al 1952 la dobbiamo proprio alla dottoressa Virginia Apgar.

Bessie Coleman

Ecco a voi una donna che è riuscita a spiccare il volo. Nel vero senso del termine. Bessie Coleman è una donna statunitense. Discriminata per via del suo genere d’appartenenza e per il colore della sua pelle, la ragazza decide di emigrare in Francia. Qui impara il francese e realizza un sogno. Diventa una delle prime aviatrici della storia. E una volta imparato a volare, insegna a farlo a molte altre donne. In modo far ricrescere quelle ali troppo spesso spezzate in due.

Marie Tharp

Ecco un’altra delle donne che hanno segnato la storia. Si tratta di una persona di scienza, che ha rivoluzionato il mondo della geologia e dell’oceanografia. A Marie Tharp dobbiamo la prima mappa del fondo oceanico, che ha portato alla scoperta delle placche tettoniche e alla teoria della deriva dei continenti.

L’ultima delle donne che hanno segnato la storia: Nellie Bly

Nellie Bly è una giornalista del diciannovesimo secolo. Il suo merito più importante è stato quello di dare voce a chi non ne aveva. E’ anche questo il bello della scrittura e dell’arte in generale. Cedere la parola a coloro a cui è troppo spesso negata. In modo da far evadere dall’interno quell’urlo tanto pesante. Nellie Bly c’è riuscita alla perfezione. E’ stata la prima giornalista ad aver messo alla luce le violenze che avvenivano dentro i manicomi statunitensi. Ha trascorso dieci giorni all’interno di una struttura manicomiale sull’Isola di Blackwell, fingendosi una paziente. Una volta uscita ha riportato i fatti New York World. L’inchiesta, intitolata “dieci giorni in manicomio”, ha permesso la liberazione di molte vittime. Oltre ad aver apportato benefici e cambiamenti all’ambito della salute mentale e al giornalismo investigativo. Ecco dunque una donna che ha saputo combattere la violenza, anche a costo di rischiare la vita.