Donazione Cappagli Serretti: vetro veneziano e europeo

Mostra promossa in collaborazione con Fondazione Musei Civici di Venezia col patrocinio di Association internationale pour l'histoire du verre - Comitato Nazionale Italiano e International Year of Glass 2022

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Donazione Cappagli Serretti
Museo Civico Collezione Davia Bargellini di Bologna (Roberto Serra / Iguana)

La mostra Vetri dal Rinascimento all’Ottocento. La donazione Cappagli Serretti per i Musei Civici d’Arte Antica di Bologna prosegue fino al 25 settembre. Hanno collaborato alla curatela Mark Gregory D’Apuzzo, Conservatore del Davia Bargellini, Massimo Medica, Direttore del Civico Medievale. Ha partecipato anche Mauro Stocco dell’esposizione del vetro di Murano.


Con Rosemberg “Arca di vetro” e le fornaci lagunari


Quanti pezzi ha la raccolta di materiali della donazione Cappagli Serretti?

L’esposizione al Museo Civico Medievale consente di ammirare per la prima volta l’intera inedita collezione acquisita nel 2020 dal Comune di Bologna. Una raccolta diventata della collettività per la donazione di Bruno Cappagli e Liana Serretti, toscana di origine e bolognese di adozione. Un gesto di ringraziamento e riconoscenza alla città che ha accolto e ospitato la sua famiglia. Con la destinazione all’Istituzione Bologna Musei è assicurato alla fruizione e alla valorizzazione pubblica un nucleo composto da 117 vetri, per oltre 150 pezzi tra manufatti singoli, coppie e servizi. I pezzi sono databili dal XVII al XIX secolo e incrementa il già cospicuo patrimonio permanente delle opere in silicio dei Musei Civici d’Arte Antica. Integra quindi e implementa la varietà di manufatti per tipologie e provenienze geografiche.

I vetri ai Musei di Bologna

Ai Museo Civico Medievale e Davia Bargellini sono conservate ricche raccolte in cui spiccano alcuni capolavori dell’arte vetraria. Degno di nota è il rarissimo calice blu decorato a smalto e dorature con l’Adorazione dei Magi, considerato uno dei pezzi più antichi e preziosi del Rinascimento italiano. Il manufatto è attribuito alla mano del muranese Angelo Barovier (1405-1460), celebre inventore del vetro cristallino simile al cristallo di rocca. La donazione si completa con la cessione di oltre 50 pubblicazioni specialistiche sulla Storia dell’arte vetraria acquistate in oltre quarant’anni di passione collezionistica. I proprietari infatti coltivavano l’interesse con un’assidua ricerca tra i più importanti antiquari e case d’asta nazionali e internazionali. Le riviste sono consultabili alla Biblioteca dei Musei Civici d’Arte Antica.

La donazione Cappagli Serretti e le manifatture europee

La collezione Cappagli Serretti si distingue per l’altissimo pregio, il considerevole numero di oggetti e la loro indubbia qualità artistica. Quindi frutto di un preciso e raffinato gusto estetico, una raccolta che consente un’ampia e esaustiva panoramica su tutte le principali manifatture europee dal Seicento all’Ottocento. Il percorso permette di apprezzare le più interessanti evoluzioni negli indirizzi formali e stilistici. La mostra allarga infatti lo sguardo ben oltre gli orizzonti italiani per presentare il mondo vetrario anglosassone e spagnolo del Settecento. Una produzione documentata dai calici decorati a spirali di lattimo e dai motivi decorativi di matrice islamica dalla brillante tavolozza cromatica. Da notare i lavori boemi del periodo Biedermeier con la vasta produzione di vetri smaltati e incisi. Le varie manifatture sparse nel continente non costituivano mondi a sé stanti, erano in stretta relazione condividendo tecniche, forme e motivi decorativi. Mantengono però caratteri specifici.

I vetri del Seicento veneziano della donazione Cappagli Serretti

Spicca per unicità e qualità tecnica il gruppo di opere del Seicento veneziano, noto per lo stile fantasioso, talvolta fino al bizzarro. I pezzi si distinguono per la sperimentazione di metodi decorativi con eccellenti livelli di virtuosismo raggiunti nella funzione ornamentale a discapito di quella d’uso. La tipologia nasce nel XVI secolo sulla scia del successo del prodotto lagunare in Europa e in conseguenza della massiccia diaspora dei vetrai muranesi verso Paesi Bassi, Germania, Inghilterra e Spagna. Simili opere sono realizzate per circa due secoli, risentendo sempre di più delle tradizioni del luogo di origine.

Il dipinto Lot e le figlie

La rappresentazione della leggerezza, fragilità e trasparenza nel linguaggio pittorico trova riflesso in mostra in Lot e le figlie di Alessandro Tiarini (1577-1668). Le due figlie fanno ubriacare il patriarca, servendogli del vino contenuto all’interno di un calice veneziano. Si tratta di una riproposizione pressoché fedele dell’esemplare riferibile alla fine del XVI secolo conservato al Museo Davia Bargellini, da cui proviene la stessa tela del pittore bolognese. Appartiene alla rara collezione Verzaglia Rusconi composta da 138 vetri soffiati e intagliati di Murano e Boemia.

Vetri veneziani a imitazione boema

Ben documentato in mostra è il fenomeno, ancora poco studiato, della produzione veneziana ed europea settecentesca a imitazione della boema. Gli oggetti testimoniano la progressiva crisi economica dell’industria lagunare e l’affermazione di nuovi centri produttivi che stimolano un cambiamento di gusti e forme. La grande svolta settecentesca nella storia del vetro è rappresentata dal diffondersi di nuove tecniche originate nell’Europa settentrionale. Già verso la fine del XVII secolo segnano la fine della supremazia del vetro italiano dopo secoli di incontrastato predominio. Il superamento dell’influenza muranese si deve all’innovazione del processo di composizione delle paste vitree con l’utilizzo di piombo e potassio.

Vetri di uso corrente e strumenti di produzione

Accanto a oggetti pregiati presenti nelle tavole aristocratiche o borghesi, alzata, bottiglia, calice, fiasca, bicchieri, reliquari è presente un gruppo di oggetti “popolari”. Inoltre ci sono i i vetri utilizzati nelle spezierie come strumenti da laboratorio, storte, imbuti, versatoi.

La donazione Cappagli Serretti

Oltre a determinare un ingente incremento del patrimonio civico, la donazione ha consentito lo sviluppo di collaborazioni virtuose sul piano della ricerca e della didattica. Richiesta infatti la preziosa consulenza tecnico-scientifica della direzione e dello staff curatoriale del Museo del Vetro di Murano afferente alla Fondazione Musei Civici di Venezia. Tutti i pezzi della collezione sono studiati e catalogati al fine di identificarne epoca di costruzione, manifattura di produzione, area di provenienza. Le ricerche hanno riguardato anche i materiali costitutivi, le caratteristiche stilistiche e formali.

Una mostra che ha coinvolto gli studenti del Liceo artistico Arcangeli

La progettazione dei materiali di comunicazione visiva della mostra è realizzata coinvolgendo oltre 50 allievi di quinta del Liceo Artistico “Arcangeli” di Bologna, indirizzo grafica. In linea con una didattica che prevede uno stretto dialogo col territorio, la collaborazione ha permesso ai ragazzi di applicare le conoscenze a un compito reale. Diventano protagonisti della comunità locale, conoscitori e divulgatori di cultura. Tale esperienza si è rivelata altamente proficua e funzionale dal punto di vista formativo e professionalizzante, offrendo una concreta possibilità di crescita.

Il catalogo della mostra

Silvana Editoriale pubblica un catalogo a cura di Mark Gregory D’Apuzzo e Massimo Medica, contenente schede scientifiche dei singoli oggetti redatte da Mauro Stocco. Le cartelle sono realizzate sulla base di una precedente meticolosa ricerca di schedatura curata da Liana Cappagli Serretti. I testi introduttivi sono di: Maurizio Ferretti, Direttore Istituzione Bologna Musei, Françoise Barbe, Conservatrice Département des Objets d’art, Musée du Louvre, Parigi. Chiara Squarcina, Dirigente Area Musei Fondazione Musei Civici di Venezia.

La mostra della donazione Cappagli Serretti

L’esposizione si avvale del patrocinio del Comitato Nazionale Italiano di Association Internationale pour l’Histoire du Verre – AIHV. L’organismo internazionale di studio e promozione del vetro tratta il tema nell’archeologia e nel design e nella ricerca alla produzione artistica. Approfondisce anche aspetti tecnologici e storico-economici della produzione. 
La concessione del patrocinio è inoltre accordata da The International Year of Glass 2022. Un’iniziativa riconosciuta dalle Nazioni Unite per celebrare il ruolo essenziale che il vetro ha e continuerà ad avere nella società. L’evento presenta l’importanza scientifica e economica del materiale.

Immagine da cartella stampa.