Don Luigi Sturzo: il sacerdote politico

Il politico di Dio

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don luigi sturzo

Don Luigi Sturzo nasce a Caltagirone il 26 novembre del 1871. Fin da piccolo, causa la sua debole costituzione fisica, don Luigi Sturzo fu costretto a rimanere a casa con le tenerissime cure dei genitori. Non potendo andare a scuola andò al seminario di Acireale dove soggiornò fino al 1886. Nel 1888 Luigi Sturzo andò al seminario di Caltagirone dove si diplomò e riconosciuto come: studente modello.

Don Luigi Sturzo

Il 19 maggio del 1894 fu ordinato sacerdote alla chiesa del Santissimo Salvatore. Sempre nel 1894 s’iscrisse all’università della Sapienza di Roma e all’Accademia di San Tommaso d’Aquino. Qui don Luigi Sturzo, allo scopo di mettere in contatto gli studenti delle diverse regioni d’Italia, fondò l’Associazione dei Giovani Ecclesiastici della quale divenne presidente.

Un Uomo attivo su tutti i fronti

Mentre si preparava alle lauree insegnò al seminario di Caltagirone filosofia, sociologia, diritto pubblico ecclesiastico, italiano e canto sacro dando prova di una vastità culturale invidiabile.

Don Luigi Sturzo il politico

Il sacerdote politico

Nel 1919 fondò il Partito Popolare Italiano del quale divenne segretario politico fino al 1923 e il 18 gennaio 1919 si compie ciò che a molti è apparso l’evento politico più significativo dall’unità d’Italia: don Sturzo lancia l’Appello ai Liberi e Forti, carta istitutiva del Partito Popolare Italiano.

La carta Istitutiva di don Luigi Sturzo

A tutti gli uomini liberi e forti, che in questa grave ora sentono alto il dovere di cooperare ai fini superiori della Patria, senza pregiudizi né preconcetti, facciamo appello perché uniti insieme propugnano nella loro interezza gli ideali di giustizia e libertà”.
Nello stesso anno, infine, esce a Roma Il Popolo Nuovo, organo settimanale del neonato partito. don Sturzo rende il Partito Popolare Italiano una formazione molto influente nella politica italiana.

Contro il governo con Mussolini

Contro il parere di don Sturzo, dopo la marcia su Roma, il PPI accettò di sostenere il primo governo Mussolini, ottenendo due importanti ministeri :Tesoro, Lavoro e Previdenza sociale. Al IV Congresso del Partito Popolare don Luigi Sturzo, sostenuto dalla sinistra di Francesco Luigi Ferrari e di Luigi e Girolamo Meda, fece prevalere la tesi dell’incompatibilità fra la concezione “popolare” dello Stato e quella totalitaria del fascismo.

Esilio e il ritorno

Don Luigi Sturzo: Il sacerdote politico

Luigi Sturzo decise di lasciare gli incarichi nel partito e si rifugiò prima a Londra poi a Parigi e New York. A Londra animò diversi gruppi politici di italiani esiliati e di cattolici europei fondando il: People and Freedom Group. Dopo il referendum tra monarchia e repubblica ritornò in Italia nel 1946 stabilendosi nella casa generalizia delle Canossiane in Roma. Fu il primo a sollevare il problema della “questione morale” pubblicando già nel novembre 1946 su L’Italia un articolo dal titolo: “Moralizziamo la vita pubblica“.

Una vita politica attiva

Pur riprendendo una vita politica attiva non aderì formalmente alla Democrazia Cristiana. Nell’aprile 1952 per il timore di un’affermazione nelle elezioni amministrative del comune di Roma della lista socialcomunista, chiamata Blocco del Popolo e capeggiata da un ottantaquattrenne Francesco Saverio Nitti, il Vaticano avallò l’iniziativa che prospettava un’ampia alleanza elettorale.

L’alleanza del Vaticano

L’alleanza coinvolgesse oltre ai quattro partiti governativi anche il Movimento Sociale Italiano e il Partito Nazionale Monarchico. Tutto questo per impedire che Roma, centro della cristianità, divenisse una succursale di Mosca, una serva obbediente del Cremlino. L’iniziativa, impropriamente chiamata operazione Sturzo, fu portata avanti da Luigi Gedda, presidente dell’Azione Cattolica, con l’incoraggiamento di Papa Pio XII e l’appoggio e sostegno di una fetta della Curia romana, quella conosciuta come partito romano.

Don Luigi Sturzo Beatificato

Il 24 novembre 2017 si è chiusa a Roma nel Palazzo Apostolico Lateranense la fase diocesana della causa di beatificazione del Servo di Dio don Luigi Sturzo. La sessione era presieduta da monsignor Slawomir Oder che dirà: “Un lavoro notevole, come notevole è la figura di don Luigi Sturzo, il quale certamente eccelse in molti campi del sapere e dell’agire umano, in particolare della politica, ma che di se stesso usava ripetere: ‘Io sono sacerdote, non un politico. Speriamo di chiamarlo presto santo”.

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