Domenico Gnoli e la pittura analitica a Milano

Fondazione Prada ospita le opere dell'artista che riflette sui meccanismi interni dell'espressione artistica

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Domenico Gnoli
Alcune delle opere in mostra (immagine dalla pagina press della Fondazione Prada)

Scenografo, artista e illustratore, Domenico Gnoli è un esponente della pittura analitica da scoprire partecipando alla mostra milanese. La Fondazione Prada fino al 27 febbraio propone una retrospettiva dell’artista che unisce minimalismo, iperrealismo e pop art.


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Cosa dipinge Domenico Gnoli e in che modo?

Nei suoi lavori compaiono busti, ciocche di capelli, accessori e complementi d’arredo riprese con inquadrature fotografiche. Un approccio al dettaglio anche secondario che si nota nella realizzazione delle scenografie e comunica un metodo paratattico di raffigurazione. La scelta degli elementi da rappresentare è finalizzata all’indagine sulla pittura, cioè non è il soggetto a essere studiato. La pratica artistica ha un suo meccanismo interno che la rende interessante e i talenti esplorano la relazione che instaurano col supporto.

L’artista e le sue esperienze

Il pittore è nato nel 1933 a Roma. Gnoli si è fatto poi conoscere come scenografo e costumista teatrale nel 1955 sul set di “As you like it” di William Shakespeare. Poi, dal 1959, si concentra maggiormente sull’attività artistica. Ha quindi esposto in diverse gallerie e realizzando illustrazioni per riviste a Parigi e Londra. La pittura analitica di Domenico è altro dall’astrattismo diffuso nel periodo e dal concettualismo: è l’artista di fronte a se stesso.

La retrospettiva di Domenica Gnoli

Lo studio di design “2×4” si è occupato dell’allestimento della mostra alla Fondazione Prada di Milano. Le opere dell’artista sono disposte su due piani all’interno del podio dello spazio espositivo. Disposti in unità monografiche, i lavori seguono un filo logico nel percorso di Gnoli che da un progetto passa a un altro per associazione d’idee. La retrospettiva fa parte di una serie di eventi che presenta gli artisti che nel Novecento si sono distanziati dalle tendenze principali. Il progetto è di Germano Celant che ha trovato i materiali negli archivi di Domenico a Roma e Maiorca.