Domani il vincitore del Premio Strega: quando ad aggiudicarselo fu Margaret Mazzantini

Domani verrà annunciato il libro vincitore della 73esima edizione del Premio Strega 2019

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Domani verrà annunciato il libro vincitore della 73esima edizione del Premio Strega 2019. Sono cinque i finalisti: Nadia Terranova con “Addio Fantasmi” edito da Einaudi Stile Libero; Claudia Durastanti con “La straniera” edito da La Nave di Teseo; Benedetta Cibrario con “Il rumore del mondo”, edito da Mondadori; Antonio Scurati con “M – Il figlio del secolo” edito da Bompiani; Marco Missiroli con “Fedeltà” edito da Einaudi. L’ultima edizione ha visto sul podio il libro di Helena Janeczek, La ragazza con la Leica.

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Helena Janeczek, vincitrice del Premio Strega nel 2018

Il Premio Strega

Il Premio Strega – organizzato dalla Fondazione Bellonci – è un premio letterario istituito a Roma nel ’47. Il Premio viene assegnato annualmente all’autore di un libro che è pubblicato in Italia tra l’1 aprile dell’anno precedente e il 31 marzo dell’anno in corso. È considerato il premio letterario più prestigioso d’Italia e, nel corso degli anni, ha riscosso successo anche in Europa e nel resto del mondo. Nell’elenco dei vincitori del Premio Strega, dalla prima edizione del ’47 ad oggi, vi sono nomi importantissimi: Cesare Pavese, Corrado Alvaro, Alberto Moravia, Primo Levi, Umberto Eco, Dacia Maraini e Margaret Mazzantini.

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Il vincitore viene scelto dalla giuria, Amici della domenica, formata da un gruppo di 400 uomini e donne di cultura, tra cui anche gli ex vincitori del Premio. È ammessa la partecipazione di un massimo di 12 opere, se il numero è maggiore il Comitato direttivo deve scegliere le 12 che potranno partecipare. Nel mese di giugno viene fatta un’ulteriore selezione per scegliere i 5 finalisti. La proclamazione del vincitore avviene, come da tradizione, il primo giovedì di luglio presso Villa Giulia a Roma.

Margaret Mazzantini vincitrice premio strega nel 2002

Margaret Mazzantini

Margaret Mazzanti – scrittrice, drammaturga e attrice italiana – è senza dubbio tra le vincitrici del Premio Strega più amate di sempre. “Non ti muovere”, romanzo edito nel 2001 da Mondadori, si aggiudica il primo posto nell’edizione dell’anno 2002.

Non ti muovere è una confidenza fatta tutta d’un fiato da un padre: Timoteo, chirurgo, in un giorno di pioggia si ritrova nella sala operatoria dell’ospedale in cui lavora, la figlia Angela, una quindicenne gravemente ferita in seguito ad un incidente stradale in motorino. Un’attesa infinta davanti ad un letto di ospedale. Come andrà la vita da ora in poi? Sospeso fra i dubbi e le paure, Timoteo decide di raccontarsi, di tirare fuori tutto il suo passato.

Come un viaggio a ritroso, affronta ogni errore commesso fino a quell’istante, affidando ad Angela, nel silenzio pesante dell’attesa, ogni sua fragilità: <<ero felice, non ci si accorge mai di esserlo, Angela, e mi chiesi perché l’assimilazione di un sentimento così benevolo ci trovi sempre impreparati, sbadati, tanto che conosciamo solo la nostalgia della felicità, o la sua perenne attesa>>.

Ora Timoteo è un padre che non sa più riconoscersi nel suo camice verde, non sa chi sia realmente quell’uomo che spera che “tutto andrà bene”. La paura di perdere Angela lo porta a spogliarsi di ogni peso, a ripercorrere quell’unico amore grande della sua vita, Italia, una prostituta incontrata per caso e rimasta per sempre. Un amore extraconiugale, un segreto profondo che ora vede sgretolarsi in quell’attesa di paura e dolore.

Il coraggio di guardarsi dentro

L’incidente di Angela sembra essere il punto di incontro fra la sua doppia vita, il punto in cui ogni finzione crolla. Tutto questo fa nascere in Timoteo il coraggio di indagare nei vuoti fra lui ed Elsa – la moglie – nelle cose andate storte, su ciò che dev’essere recuperato. Timoteo dimostra che il dolore, la paura di perdere, insegnano al contempo il coraggio di essere nudi al mondo. Il coraggio di guardarsi dentro, fino ad arrivare a quei luoghi interiori più temuti e nascosti. Il coraggio di far pace con il proprio passato e ricominciare.

È la crudezza della Mazzantini ad aggiudicarsi il Premio Strega, il modo in cui riesce a raccontare le sfaccettature di un amore senza veli, senza sconti. La Mazzantini descrive minuziosamente ogni stato d’animo, ogni sensazione ed emozione. Questa caratteristica è, senza alcun dubbio, la forza dei suoi libri. Ogni storia riesce a far immedesimare completamente il lettore.

Il viaggio interiore di Timoteo è un viaggio che tutti intraprendiamo sfogliando le pagine del libro: perché ogni dolore dev’essere vissuto alla luce del sole, senza vergogna. Ed è proprio questo che Margaret Mazzantini ci insegna.

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