Divi & serie tv: Tanti auguri a Will Smith

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Will Smith

Willard Carroll “Will” Smith Jr., nato a Filadelfia nel 1968, spegne oggi 51 candeline. La star statunitense è un’artista impegnato in molti settori, è infatti attore, rapper, produttore, sceneggiatore, regista e doppiatore cinematografico. Interprete stimato per la sua grande capacità di adattarsi a ruoli molto diversi tra loro, in carriera ha conquistato anche alcuni premi e candidature per riconoscimenti molto prestigiosi: 2 nomination al Premio Oscar (nel 2002 come “Miglior attore protagonista” per Alì e nel 2007 come “Miglior attore protagonista” per La ricerca della felicità), 5 nomination al Golden Globe (nel 1993 e nel 1994 come “Miglior attore in una serie commedia o musicale” per Willy, il principe di Bel-Air, nel 2002 come “Miglior attore in un film drammatico” per Alì, nel 2007 come “Miglior attore in un film drammatico” per La ricerca della felicità, e nel 2016 come “Miglior attore in un film drammatico” per Zona d’ombra), una nomination allo Screen Actors Guild Award (nel 2007 come “Miglior attore protagonista cinematografico” per La ricerca della felicità) una nomination al Satellite Award (nel 2016 come “Miglior attore” per Zona d’ombra), 5 MTV Movie Award vinti (più altre 12 nomination) ed il Premio César onorario vinto nel 2005. Nell’aprile del 2007 la rivista Newsweek lo ha definito “il più potente attore di Hollywood”; inoltre viene regolarmente inserito dalla rivista Fortune Magazine nella lista dei 41 statunitensi più ricchi. Will, anche assieme alla moglie collega Jada Pinkett, è fortemente impegnato nelle attività sociali ed umanitarie a sostegno dei bisognosi.

La carriera da rapper

Come detto Will è anche un cantante, che si occupa prevalentemente di Pop rap e di Hip hop. Come solista ha all’attivo ad ora 5 album pubblicati, 4 in studio: Big Willie Style (1997), Willennium (1999), Born to Reign (2002) e Lost and Found (2005); ed uno di raccolte: Greatest Hits (2002). Prima ancora, al suo debutto sulla scena musicale, conobbe Jeff Townes con il quale iniziò una collaborazione artistica formando il duo DJ Jazzy Jeff & the Fresh Prince; ed insieme, con grande successo, pubblicarono 7 album: Rock the House (1987), He’s the DJ, I’m the Rapper (1988), And in This Corner… (1989), Homebase (1991), Code Red (1993), Greatest Hits (1998) e The Very Best of D.J. Jazzy Jeff & The Fresh Prince (2006). In totale Smith ha vinto 4 Grammy Award.

La carriera cinematografica di assoluto successo

In seguito al grande successo ottenuto grazie al suo ruolo televisivo più celebre, inizia ad essere chiamato a lavorare anche al cinema, ed i primi 3 film a cui partecipò, che gli consentirono di essere notato da chi di dovere, furono: I dannati di Hollywood (Marc Rocco, 1992), Made in America (Richard Benjamin, 1993) e 6 gradi di separazione (Fred Schepisi, 1993). Fu così che la carriera cinematografica dell’attore spiccò il volo, anche in modo inaspettato, dato che infilò un successo appresso all’altro: Bad Boys (Michael Bay, 1995; il primo grosso successo dell’attore), Independence Day (Roland Emmerich, 1996; cult in cui interpretò il capitano dei Marines Steven Hiller con l’arduo compito di combattere gli alieni), Men in Black (Barry Sonnenfeld, 1997; altra pellicola iconica), Nemico pubblico (Tony Scott, 1998), Wild Wild West (Barry Sonnenfeld, 1999) e La leggenda di Bagger Vance (Robert Redford, 2000). La definitiva consacrazione di Smith arrivò nel 2001, anno in cui interpretò addirittura l’icona Muhammad Ali nel biopic Alì (di Michael Mann), che gli valse la sua prima candidatura agli Oscar come “Miglior attore protagonista”. Da lì in poi azzeccò tanti altri ruoli, generando enormi successi al botteghino grazie a: Men in Black II (Barry Sonnenfeld, 2002), Bad Boys II (Michael Bay, 2003), Io, Robot (Alex Proyas, 2004), Hitch – Lui sì che capisce le donne (Andy Tennant, 2005; primo film realizzato dalla neonata compagnia di produzione cinematografica fondata dall’attore, la Overbrook Entertainment), La ricerca della felicità (Gabriele Muccino, 2006; pellicola ancora prodotta dalla Overbrook Entertainment, e prima collaborazione di Will col regista italiano. Inoltre grazie a questo film Smith ricevette la seconda nomination all’Oscar come “Miglior attore protagonista”), Io sono leggenda (Francis Lawrence, 2007; film di grande successo tratto dal romanzo omonimo di Richard Matheson), Hancock (Peter Berg, 2008) e Sette anime (Gabriele Muccino, 2008; seconda collaborazione professionale tra i due). Will, ormai da 15 anni uno degli attori più importanti e richiesti di Hollywood, non accennò a diminuire di lavorare, continuando anzi a rafforzare la sua posizione di potere all’interno dello star system anche in quest’ultima decade, raggiungendo una fama ed una popolarità eguagliate solo da pochi altri attori in circolazione. In questi ultimi anni ha infatti recitato in: Men in Black 3 (Barry Sonnenfeld, 2012), After Earth (M. Night Shyamalan, 2013; prima volta in cui l’attore ha recitato assieme al figlio Jaden Smith), Focus – Niente è come sembra (Glenn Ficarra e John Requa, 2015; Will promosse il film insieme alla collega Margot Robbie durante l’ultima serata del Festival di Sanremo), Zona d’ombra (Peter Landesman, 2015), Suicide Squad (David Ayer, 2016; film del DC Extended Universe in cui ha interpretato il noto personaggio dei fumetti e protagonista Deadshot), Collateral Beauty (David Frankel, 2016), Bright (David Ayer, 2017), Aladdin (Guy Ritchie, 2019; remake live-action dell’omonimo film d’animazione Disney del 1992 basato a sua volta sull’omonimo racconto de Le mille e una notte. Nel film, uscito nelle sale italiane il 22 maggio, Smith ha vestito i panni del celebre Genio della lampada) e Gemini Man (Ang Lee, 2019; pellicola che negli Stati Uniti uscirà nelle sale l’11 ottobre). Infine, a 17 anni di distanza, nel 2020 tornerà nuovamente in sala al fianco di Martin Lawrence nel terzo capitolo della buddy-cop saga Bad Boys, il cui nuovo capitolo, molto atteso, sarà intitolato Bad Boys For Life.

La sit-com: Il successo mondiale con Willy, il principe di Bel-Air

Will iniziò la propria carriera televisiva recitando un paio di ruoli da comparsa in due serie televisive ad inizio anni novanta. Poi, mentre stava ancora cercando di capire se seguire la strada della musica o della recitazione, gli arrivò un copione di un’idea originale su una sit-com basata sulla sua vita a Bel Air; Smith amò subito l’idea, che venne così mandata in porto dal network produttore. Fu così che Smith divenne il protagonista della ormai celebre sit-com Willy, il principe di Bel-Air, la cui semplice trama era: Will (quasi come se l’attore interpretasse se stesso), un ragazzo di strada di Filadelfia, viene mandato dalla madre a vivere dagli zii a Bel Air, uno dei quartieri più “in” di Los Angeles, per impedirgli di prendere una brutta strada; una volta giunto sul posto il giovane con la sua esuberanza stravolgerà (in modo positivo o negativo?) la vita dei parenti. La serie riscosse un successo clamoroso tanto negli Stati Uniti quanto all’estero, tanto da durare per ben sei stagioni (e 148 episodi totali). La sigla originale Yo Home to Bel-Air è stata scritta ed eseguita dallo stesso Smith, che all’epoca ancora si faceva chiamare come artista musicale “The Fresh Prince”. Questa situation comedy spalancò al giovane Smith le porte del successo, aprendogli un portone verso un futuro cinematografico radioso. Inoltre nel 2018 l’attore ha condotto i 10 episodi del documentario a puntate One Strange Rock: Pianeta terra.

Buon compleanno Will!

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