Ricade oggi il compleanno di tre importanti attori nordamericani, noti per le loro interpretazioni televisive e cinematografiche: Peter Dinklage, Joshua Jackson e Shia LaBeouf.

Peter Dinklage

Nato a Morristown, New Jersey, nel 1969, spegne oggi 50 candeline. Attore statunitense famoso in tutto il mondo per la sua interpretazione di Tyrion Lannister nella serie televisiva Il Trono di Spade, è proprio ad essa che deve i suoi premi ottenuti in carriera, tra cui: 3 Emmy Award come “Miglior attore non protagonista in una serie drammatica” (nel 2011, nel 2015 e nel 2018; più altre 4 candidature identiche ricevute nel 2012, nel 2013, nel 2014 e nel 2016) ed un Golden Globe vinto nel 2012 come “Miglior attore non protagonista in una serie”.

Dinklage ha esordito sul grande schermo nel 1995 nel ruolo di Tito in Si gira a Manhattan. Tra le altre pellicole in cui ha recitato in seguito figurano: Station Agent (Thomas McCarthy, 2003), Tiptoes (Matthew Bright, 2003), Elf – Un elfo di nome Buddy (Jon Favreau, 2003), Prova a incastrarmi – Find Me Guilty (Sidney Lumet, 2006), Funeral Party (Frank Oz, 2007), Le cronache di Narnia – Il principe Caspian (Andrew Adamson, 2008; in cui ha interpretato il nano Trumpkin) ed Il funerale è servito (Neil LaBute, 2010; remake del film britannico a cui l’attore già lavorò). Nel 2014 è stato il villain Bolivar Trask nel film X-Men – Giorni di un futuro passato (di Bryan Singer); nel 2015 ha preso parte a Pixels di Chris Columbus; nel 2017 ha lavorato in Tre manifesti a Ebbing, Missouri (Martin McDonagh, 2017); e nel 2017 ha recitato in Three Christs (Jon Avnet, 2017). Infine nel 2018 ha prima recitato in Avengers: Infinity War (di Anthony e Joe Russo; in cui ha interpretato Eitri il Nano) e poi in I Think We’re Alone Now (Reed Morano, 2018).

Per il piccolo schermo, dopo qualche fugace apparizione, ha preso parte alla prima e unica stagione della sfortunata serie fantascientifica Threshold (2005-06, 13 episodi; in cui ha vestito i panni di Arthur Ramsey). Ha avuto poi un ruolo regolare nella quarta stagione di Nip/Tuck (7 ep. nel 2006 col ruolo di Marlowe Sawyer). Nel 2009 Dinklage ha ottenuto la parte che gli è valsa la carriera e la popolarità a livello globale: quella di Tyrion Lannister nella serie record d’ascolti Il Trono di Spade (61 ep. tra il 2011 ed il 2019), interpretazione che gli è valsa 3 Premi Emmy (2011, 2015 e 2018), un Satellite Award (2011) ed un Golden Globe (2012) come “Miglior attore non protagonista in una serie tv drammatica”. Il suo è stato uno dei personaggi principali dello show kolossal, nonché uno dei più amati dai fan. Infine nel 2018 è stato il protagonista del film TV My Dinner with Hervé di Sacha Gervasi.

Joshua Jackson

Nato a Vancouver, Canada, nel 1978, compie oggi 41 anni. L’attore canadese nel 2010 ha vinto il 30º premio annuale Genie Award come “Migliore interpretazione di un attore in un ruolo da protagonista” per il suo ruolo nel film indipendente canadese One Week, di cui è stato anche produttore. Jackson è universalmente noto per i ruoli televisivi di Pacey Witter in Dawson’s Creek, Peter Bishop in Fringe e Cole Lockhart in The Affair – Una relazione pericolosa.

Il suo debutto cinematografico è avvenuto con un piccolo ruolo in Cuori incrociati (Michael Bortman, 1991). Prende poi parte a: Piccoli grandi eroi (Sam Weisman, 1994), Magia nel lago (Rick Stevenson, 1995), Ducks – Una squadra a tutto ghiaccio (Robert Lieberman, 1996), Cruel Intentions – Prima regola non innamorarsi (Roger Kumble, 1999), The Skulls – I teschi (Rob Cohen, 2000), La sicurezza degli oggetti (Rose Troche, 2001), Cursed – Il maleficio (Wes Craven, 2005), Vengo a prenderti (Brad Mirman, 2005), Ombre dal passato (Masayuki Ochiai, 2008), One Week (Michael McGowan, 2008) ed Inescapable (Ruba Nadda, 2012). Apparizioni di rilievo le ha fatte nei noti film: Ocean’s Eleven – Fate il vostro gioco (Steven Soderbergh, 2001), Bobby (Emilio Estevez, 2006) ed Una ragazza a Las Vegas (Stephen Frears, 2012).

Sicuramente è sul piccolo schermo che Joshua Jackson si è costruito la propria carriera, la propria fama ed il proprio successo. Dopo una manciata di film TV ottiene il ruolo che gli ha cambiato la vita, che lo ha reso popolare ovunque: diviene infatti Pacey Witter in Dawson’s Creek (124 episodi tra il 1998 ed il 2003), serie cult adolescenziale, considerata oggi un pezzo di storia della tv di fine anni ’90. Tra l’altro qui ha debuttato anche in regia, dirigendo nel 2003 l’episodio 6×19. La serie in questione ha lanciato anche le carriere degli altri giovani attori allora protagonisti: James Van Der Beek, Michelle Williams e Katie Holmes. Questo show gli ha permesso, durante le pause di registrazione, di rendersi appetibile per ruoli cinematografici. Da lì in poi ha ottenuto altri due ruoli televisivi che ne hanno confermato il talento ed aumentato la fama, rendendolo un volto molto amato. Dal 2008 al 2013 ha interpretato (per 96 ep.) Peter Bishop, protagonista dell’amato sci-fi Fringe, altra serie di primissimo piano adorata dai fan. Infine dal 2014 al 2018 è stato uno dei protagonisti di The Affair – Una relazione pericolosa (in cui vi ha recitato per 28 ep.), recitando il ruolo di Cole Lockhart.

Shia LaBeouf

Nato a Los Angeles nel 1986, spegne oggi 33 candeline. Attore statunitense dalla turbolenta vita privata (con alle spalle una difficile infanzia), condita da diversi arresti per vari futili motivi, è anche regista di 4 cortometraggi.

Dopo il debutto cinematografico avvenuto nel 1998, ottiene i primi importanti ruoli in: Holes – Buchi nel deserto (Andrew Davis, 2003), Scemo & più scemo – Iniziò così… (Troy Miller, 2003), Charlie’s Angels – Più che mai (McG, 2003), La battaglia di Shaker Heights (Efram Potelle e Kyle Rankin, 2003), Io, robot (Alex Proyas, 2004), Constantine (Francis Lawrence, 2005), Il più bel gioco della mia vita (Bill Paxton, 2006), Guida per riconoscere i tuoi santi (Dito Montiel, 2006), Bobby (Emilio Estevez, 2007) e Disturbia (D. J. Caruso, 2007). Questi ultimi quattro film in particolare lo rendono noto al grande pubblico aprendogli le strade del successo, che infatti arriverà di lì a breve. Il ruolo che gli svolta la carriera arriva nello stesso 2007, anno in cui gli viene assegnato il ruolo di protagonista (ovvero Sam Witwicky) nel film dei robottoni Transformers di Michael Bay, assieme a Megan Fox, con cui avrà una relazione sul set. LaBeouf verrà confermato nel ruolo per l’intera (prima) trilogia (grazie alla quale diventa uno dei volti più noti di Hollywood), comprendente anche: Transformers – La vendetta del caduto (Michael Bay, 2009) e Transformers 3 (Michael Bay, 2011). La carriera di LaBeouf è quindi distinta da continui successi, che lo portano ad essere considerato uno dei giovani attori più potenti di Hollywood. Altre pellicole importanti in cui ha recitato, sino ad arrivare all’oggi, sono state: Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo (Steven Spielberg, 2008; in cui interpreta la parte del figlio del celebre archeologo impersonato da Harrison Ford, Henry “Mutt” Jones III), Eagle Eye (D. J.Caruso, 2008), Wall Street – Il denaro non dorme mai (Oliver Stone, 2010; sequel del cult Wall Street del 1987), Lawless (John Hillcoat, 2012), La regola del silenzio – The Company You Keep (Robert Redford, 2012), Charlie Countryman deve morire (Fredrik Bond, 2013), Nymphomaniac: volume I (Lars von Trier, 2013), Nymphomaniac: volume II (Lars von Trier, 2013), Fury (David Ayer, 2014), Man Down (Dito Montiel, 2015), American Honey (Andrea Arnold, 2016) e Borg McEnroe (Janus Metz Pedersen, 2017).

Nel novembre 2015 ha dato vita ad un esperimento cinematografico estremo: la visione ininterrotta, per un totale di 3 giorni, dei suoi film in ordine cronologico inverso. La maratona è stata proiettata all’Angelica Film Center di New York: il pubblico ha potuto assistere agli spettacoli gratuitamente mentre la postazione dell’attore era ripresa 24 ore su 24. Fu pubblicizzata con l’hastag #allmymovies e trasmessa in streaming da newhive.com. Nel dicembre 2015 ha dato vita ad un nuovo esperimento pubblicizzato con l’hastag #TOUCHMYSOUL. Esso è consistito in una sorta di call-center all’interno di una galleria d’arte britannica, a Liverpool, in cui chiunque poteva chiamare un numero prestabilito per “toccare l’anima di LaBeouf”. È durato 4 giorni consecutivi, dalle 11 del mattino alle ore 18:00 del pomeriggio. Nel febbraio 2016 l’attore, accompagnato dai suoi collaboratori, ha deciso di passare 24 ore in un ascensore dell’Università di Oxford, in Inghilterra, dando a chi voleva l’opportunità di andare in ascensore e mettersi a parlare con loro (pubblicizzata con l’hastag #ELEVATE e trasmessa in diretta streaming su YouTube).

Dal finire degli anni ’90 LaBeouf è apparso più volte in televisione come comparsa in serie televisive o film TV; cosa che ha fatto fino ai primi duemila. Tra il 2000 e il 2003 è stato il protagonista dei 66 episodi (divisi in 3 stagioni) della sit-com per ragazzi targata Disney Even Stevens nel ruolo di Louis. Questo rappresenta ad ora l’unico ruolo di rilievo dell’attore sul piccolo schermo.

Buon compleanno Peter, Joshua e Shia!

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