Divi & serie tv: Tanti auguri a Michael Douglas

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Michael Douglas

Compie oggi gli anni uno degli attori più rilevanti dell’intero panorama cinematografico: Michael Kirk Douglas. Nato a New Brunswick, New Jersey, nel 1944, l’icona (anche produttore produttore cinematografico) statunitense, figlio di un’altra leggenda del cinema (Kirk Doyuglas), spegne 75 candeline. Impegnatissimo in ambito sociale, l’attore ha fondato al tempo la Michael Douglas Foundation, organizzazione no-profit dedita alla lotta al disarmo nucleare, alla pace fra i popoli, alla tutela dei diritti umani e alla salvaguardia dell’ecosistema; nel 1998 il Segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan lo nominò “messaggero di pace”. Michael è sposato dal 2000 con l’attrice Catherine Zeta Jones, ed insieme hanno due figli: Dylan Michael (2000) e Carys Zeta (2003).

I premi più importanti

Nel corso della sua invidiabile carriera Douglas ha vinto tantissimi premi, ragione la quale ci limiteremo a menzionarne i più importanti e prestigiosi: 2 Premi Oscar (nel 1976 al “Miglior film” per Qualcuno volò sul nido del cuculo, di cui lui fu produttore; e nel 1988 come “Miglior attore protagonista” per Wall Street), 4 Golden Globe (nel 1988 come “Miglior attore in un film drammatico” per Wall Street, nel 2004 il Golden Globe alla carriera, nel 2014 come “Miglior attore in una mini-serie o film per la televisione” per Dietro i candelabri, e nel 2019 come “Miglior attore in una serie commedia o musicale” per Il metodo Kominsky; più altre 8 nomination: 1969 – “Miglior attore debuttante” per Hail, Hero!, 1975 – “Miglior attore in una serie drammatica” per Le strade di San Francisco, 1980 – “Miglior film drammatico” per Sindrome cinese, 1985 – “Miglior film commedia o musicale” per All’inseguimento della pietra verde, 1990 – “Miglior attore in un film commedia o musicale” per La guerra dei Roses, 1996 – “Miglior attore in un film commedia o musicale” per Il presidente – Una storia d’amore, 2001 – “Miglior attore in un film drammatico” per Wonder Boys, 2011 – “Miglior attore non protagonista” per Wall Street – Il denaro non dorme mai), un Premio BAFTA (nel 1976 al “Miglior film” per Qualcuno volò sul nido del cuculo), un Premio Emmy (nel 2013 come “Miglior attore protagonista in miniserie o film TV” per Dietro i candelabri), uno Screen Actors Guild Award (nel 2000 al “Miglior cast cinematografico” per Traffic), un Satellite Award (nel 2000 come “Miglior attore in un film commedia o musicale” per Wonder Boys) ed un David di Donatello (nel 1988 come “Miglior attore straniero” per Wall Street; più la candidatura del 1988 come “Miglior attore straniero” per Attrazione fatale).

La straordinaria carriera cinematografica

Michael, che ha sempre avuto il talento per la recitazione nel sangue e soprattutto nel dna (vedi il leggendario padre Kirk), ha esordito al cinema nel 1966 come comparsa nel film Combattenti della notte (di Melville Shavelson), in cui il padre era protagonista. Nel 1969, al suo primo vero film, debuttò come protagonista nel drammatico Hail, Hero! (di David Miller; ricevendo prontamente una candidatura al Golden Globe come “Miglior attore debuttante”) e, negli anni subito seguenti, recitò in Adam at Six A.M. (Robert Scheerer, 1970) ed in Due ragazzi e un leone (Bernard McEveety, 1972). Il suo primo ruolo dopo Le strade di San Francisco (serie tv che lo rese famoso e pronto per un rientro in grande stile al cinema) fu nel 1978 in Coma profondo (di Michael Crichton), suo primo successo commerciale al box-office. Tra alti e bassi lavorò poi in: Sindrome cinese (James Bridges, 1979), Running – Il vincitore (Steven H. Stern, 1979), Amarti a New York (Claudia Weill, 1980) e Condannato a morte per mancanza di indizi (Peter Hyams, 1983). Il successo planetario Douglas lo conquista nel 1984, anno in cui è il protagonista de All’inseguimento della pietra verde (di Robert Zemeckis): il film, nonostante all’inizio venne visto come un sottoprodotto della saga di Indiana Jones, riuscì ad ottenere un grande successo vincendo un Golden Globe come “Miglior commedia” (e sbaragliando al box office avversari, divenuti poi cult, come Beverly Hills Cop – Un piedipiatti a Beverly Hills e Ghostbusters – Acchiappafantasmi). Visto il successo ottenuto, l’anno seguente venne realizzato subito il sequel, Il gioiello del Nilo (di Lewis Teague). Nel 1987 altro doppio incredibile exploit: prima è il protagonista di Attrazione fatale (di Adrian Lyne), poi del celebre Wall Street (di Oliver Stone), in cui interpretò il ruolo dell’avido e spregiudicato finanziere Gordon Gekko: il suo personaggio diverrà un’icona della cinematografia contemporanea, e Michael si aggiudicò con pieno merito l’Oscar ed il Golden Globe al “Miglior attore”, ed il David di Donatello e il Nastro d’argento come “Miglior attore straniero”. Nel 1989 fu la volta poi di Black Rain – Pioggia sporca (di Ridley Scott), e della commedia nera La guerra dei Roses (di Danny DeVito). Nel 1992 tocca ad un altro cult del cinema, Basic Instinct (di Paul Verhoeven), in cui recita assieme a Sharon Stone interpretando il problematico detective Nick Curran, innamorato della sospettata di un omicidio che fa di tutto per confondergli le idee: il film si è reso celebre per una particolare scena divenuta iconica. Nel 1993 altro successo con Un giorno di ordinaria follia (di Joel Schumacher), in cui Douglas sfoggia una delle sue migliori prove attoriali. Nel 1994 sbanca il botteghino recitando accanto a Demi Moore nel drammatico Rivelazioni (di Barry Levinson). Negli anni successivi lo abbiamo visto in: Il presidente – Una storia d’amore (Rob Reiner, 1995), Spiriti nelle tenebre (Stephen Hopkins, 1996), The Game – Nessuna regola (David Fincher, 1997), Delitto perfetto (Andrew Davis, 1998), Wonder Boys (Curtis Hanson, 2000), Traffic (Steven Soderbergh, 2000; il primo film in cui Michael recita con la moglie Catherine Zeta Jones), Un corpo da reato (Harald Zwart, 2001), Don’t Say a Word (Gary Fleder, 2002), Vizio di famiglia (Fred Schepisi, 2003; pellicola di cui è anche produttore in cui eccezionalmente recita col padre Kirk Douglas ed il figlio Cameron Douglas. Il film è incentrato sulla storia di una famiglia newyorkese e vede confrontarsi gli stili di recitazione di tre diverse generazioni della famiglia Douglas), Matrimonio impossibile (Andrew Fleming, 2003), The Sentinel – Il traditore al tuo fianco (Clark Johnson, 2006), Tu, io e Dupree (Anthony e Joe Russo, 2006), Alla scoperta di Charlie (Mike Cahill, 2007), La rivolta delle ex (Mark Waters, 2009), Un alibi perfetto (Peter Hyams, 2009) e Solitary Man (Brian Koppelman e David Levien, 2009). Nell’ultimo decennio lavorativo Michael, nel 2010, assieme ad Oliver Stone diede il via al progetto di riportare in vita lo spregiudicato Gordon Gekko nel sequel di Wall Street, intitolato Wall Street – Il denaro non dorme mai, diretto dallo stesso Stone e con Douglas in veste di produttore: il film guadagna oltre 130 milioni di dollari al botteghino riconfermando il successo del primo capitolo, e vale a Douglas la sua decima nomination ai Golden Globe. Nel 2011 collabora nuovamente con Steven Soderbergh in Knockout – Resa dei conti, nel 2013 recita in Last Vegas di Jon Turteltaub, e nel 2014 lavora prima in Mai così vicini (di Rob Reiner) e poi in The Reach – Caccia all’uomo (di Jean-Baptiste Léonetti). Nel 2015 entra nel Marvel Cinematic Universe interpretando il personaggio di Henry “Hank” Pym (il primo Ant-Man) nel film Ant-Man di Peyton Reed. Riprenderà in seguito ruolo di Hank Pym anche in Ant-Man and the Wasp (Peyton Reed, 2018) ed in Avengers: Endgame (Anthony e Joe Russo, 2019). Infine nel 2017 ha preso parte a Codice Unlocked di Michael Apted.

Douglas produttore

Michael è anche un importante produttore cinematografico. Dopo aver abbandonato la serie tv Le strade di San Francisco fondò la Big Strick Productions con la quale nel 1975 produsse il film cult Qualcuno volò sul nido del cuculo (di Miloš Forman) con Jack Nicholson: la pellicola vinse il Premio Oscar ed il Golden Globe per il “Miglior film”. Produsse poi due pellicole di cui fu anche protagonista, Sindrome cinese (1979) e All’inseguimento della pietra verde (1984), ed altre in cui invece non recitò: Starman (John Carpenter, 1984), Linea mortale (Joel Schumacher, 1990) e Face/Off – Due facce di un assassino (John Woo, 1997). Si poi è autoprodotto altre cinque volte: Il gioiello del Nilo (1985), Spiriti nelle tenebre (1996), Un corpo da reato (2001), The Sentinel – Il traditore al tuo fianco (2006) e Wall Street – Il denaro non dorme mai (2010). Infine ha prodotto anche altri 3 film: L’uomo della pioggia (Francis Ford Coppola, 1997), Flatliners – Linea mortale (Niels Arden Oplev, 2017) e We Have Always Lived in the Castle (Stacie Passon, 2018).

La televisione: Le strade di San Francisco, Dietro i candelabri ed Il metodo Kominsky

Ad inizio carriera Michael cominciò a farsi strada anche sul piccolo schermo facendo piccoli camei in serie di successo soprattutto tra la fine degli anni sessanta ed i primi dei settanta. Il vero primo ruolo che lo fece conoscere al grande pubblico arrivò nel 1971 con la serie poliziesca Le strade di San Francisco, in cui era protagonista assieme al caratterista Karl Malden: in questa serie, in cui l’attore nell’arco delle 5 stagioni recitò in ben 98 episodi fino al 1976 (lasciando lo show alla penultima stagione, nel momento di massimo successo), vestì i panni dell’ispettore di polizia Steve Keller, il quale, insieme all’anziano collega Stone (Malden), deve mantenere la giustizia nella città californiana. La serie riscosse grande consenso da parte di critica e pubblico e Douglas venne nominato più volte ai Golden Globe ed ai Premi Emmy (affrancandosi dalla pesante ombra paterna). Nel 2013 l’attore, dopo molti anni di assenza, è tornato a recitare sul piccolo schermo ed in particolare nel celebrato film TV autobiografico Dietro i candelabri (diretto nuovamente da Soderbergh) interpretando il famoso pianista Liberace: la pellicola, che ha seguito le vicende del pianista inclusa la sua storia d’amore con Scott Thompson, riscosse grande successo, e per la sua interpretazione Douglas vinse il suo secondo Premio Emmy ed il suo terzo Golden Globe. Infine nel 2018 è stato il co-protagonista, assieme ad Alan Arkin, della prima stagione della nuova serie Netflix Il metodo Kominsky (8 episodi), osannata dalla critica specializzata. La serie è già stata rinnovata per una seconda stagione, e ad ora è valsa il quarto Golden Globe all’attore.

Buon compleanno Michael!

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