Divi & serie tv: Tanti auguri a Kathy Bates

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Kathleen Doyle “Kathy” Bates è nata a Memphis, Tennessee, nel 1948, e spegne oggi 71 anni. Attrice e regista statunitense dal grandissimo talento, ha raggiunto la popolarità massima grazie al film Misery non deve morire. In carriera ha vinto un Premio Oscar (1991) proprio grazie a Misery non deve morire in qualità di “Miglior attrice”, 2 Golden Globe (nel 1990 come “Miglior attrice” sempre per Misery, e nel 1997 come “Miglior attrice non protagonista” per The Late Shift), 2 Screen Actors Guild Awards (nel 1996 come “Migliore attrice in una miniserie o film per la televisione” per The Late Shift e nel 1998 come “Migliore attrice non protagonista” per I colori della vittoria) e 2 Premi Emmy (nel 2012 come “Miglior guest actress in una serie commedia” per Two and a Half Man e nel 2014 come “Miglior attrice non protagonista in una miniserie o film” per American Horror Story: Coven). Ha inoltre ricevuto altre 2 candidature agli Oscar (come “Miglior attrice non protagonista” per le sue interpretazioni ne I colori della vittoria, 1998, e A proposito di Schmidt, 2002), altre 10 agli Emmy, altre 4 ai Golden Globe, altre 4 agli Screen Actors Guild Award ed una ai Tony Award (nel 1983 per lo spettacolo Una finestra nella notte). Nel settembre 2016 le viene dedicata l’importante stella sulla Hollywood Walk of Fame.

La premiata carriera cinematografica

Dotata di un talento naturale per la recitazione, Kathy debutta al cinema verso la metà degli anni settanta, e nel 1982 ottenne il suo primo ruolo importante nel film Jimmy Dean, Jimmy Dean (Robert Altman, 1982). Dopo una serie di altri film, tra cui Il mattino dopo (Sidney Lumet, 1986), ottiene il successo internazionale e la fama grazie alla sua magistrale interpretazione dell’infermiera Annie Wilkes, apparentemente dolce e cortese, ma in realtà sadica e mentalmente disturbata che è disposta a tutto perché il suo personaggio letterario preferito non muoia, nel thriller Misery non deve morire (Rob Reiner, 1990; tratto dall’omonimo romanzo di Stephen King): la pellicola ottiene grande successo e lei vince un Premio Oscar ed un Golden Globe come “Migliore attrice protagonista”; inoltre nel 1998 l’American Film Institute inserisce la sua interpretazione al 17º posto nella classifica dei 50 migliori “cattivi” del cinema statunitense. Negli anni seguenti è impegnata tanto in ruoli primari quanto in quelli secondari: Ombre e nebbia (Woody Allen, 1991), Pomodori verdi fritti alla fermata del treno (Jon Avnet, 1991; in cui è una delicata e fragile donna con un matrimonio in crisi che si rifugia nell’amicizia con un’anziana signora), Genitori cercasi (Rob Reiner, 1994), L’ultima eclissi (Taylor Hackford, 1995; in cui interpreta un’ambigua domestica accusata della morte della sua padrona), Diabolique (Jeremiah S. Chechik, 1996; in cui veste i panni della determinata detective Shirley Vogel), Titanic (James Cameron, 1997; film cult in cui lei è l’eccentrica arricchita Molly Brown), I colori della vittoria (Mike Nichols, 1998; nel quale è una lesbica idealista), A proposito di Schmidt (Alexander Payne, 2002; in cui è la debordante e lasciva con-suocera di un disincantato Jack Nicholson), Il giro del mondo in 80 giorni (Frank Coraci, 2004; interpretando la regina Vittoria), Ultimatum alla Terra (Scott Derrickson, 2008), Revolutionary Road (Sam Mendes, 2008), Chéri (Stephen Frears, 2009), Midnight in Paris (Woody Allen, 2011), Babbo bastardo 2 (Mark Waters, 2016) e La mia vita con John F. Donovan (Xavier Dolan, 2018).

Come regista ha diretto: Talking with (film TV, 1995), un episodio di Homicide, Life on the Street (serie tv, 1996), un episodio di NYPD – New York Police Department (serie tv, 1997), un episodio di Oz (serie tv, 1998), Dash and Lilly (1999), un episodio di Everwood (serie tv, 2002), 5 episodi di Six Feet Under (serie tv, 2001-2003), Fargo (film TV, 2003), Ambulance Girl (film TV, 2005) e Have Mercy (2006).

Le serie tv: Harry’s Law, American Horror Story e Disjointed

La Bates ha dedicato gran parte della sua carriera alla televisione, piccolo schermo in cui si è trovata sempre a suo agio ottenendo anche ottimi successi. Ha iniziato prendendo parte alla miniserie televisiva del 1994 L’ombra dello scorpione, poi, dal 2003 al 2005, partecipa a 10 episodi della serie cult Six Feet Under (dirigendone 5). Tra il 2010 e il 2011 partecipa ad 8 episodi della serie comica The Office, mentre tra il 2011 ed il 2012 è stata la protagonista dei 34 episodi del legal drama Harry’s Law, interpretando il ruolo dell’avvocato Harriet Korn che dopo aver perso il lavoro apre un suo studio legale in un ex negozio di scarpe abbandonato in un quartiere malfamato di Cincinnati. Nel 2013 entra a far parte del cast della terza stagione della serie antologica American Horror Story: Coven, aggiudicandosi il suo secondo Premio Emmy della carriera. Questa serie le regala una seconda giovinezza ed un’altra forte ondata di popolarità, tanto che con merito viene riconfermata anche per altre tre stagioni della serie: Freak Show (per la cui performance ottiene la candidatura agli Emmy e ai Golden Globes), Hotel (ricevendo nuovamente la candidatura agli Emmy ed ai Critics’ Choice Awards 2016) e Roanoke. Infine nel 2018 ritorna dopo due anni ad AHS in occasione dell’ottava stagione, Apocalypse, grazie al quale viene nuovamente molto elogiata. Tra le altre partecipazioni figurano quelle in 2 episodi di Mike & Molly (ep. 4×15 e 5×18, 2014-2015), nella prima stagione dell’antologica Feud (2017) ed in 3 ep. di The Big Bang Theory (ep. 11×24, 12×01 e 12×08, 2018). Infine è stata la protagonista dei 20 episodi della sit-com Disjointed (2017-2018).

Buon compleanno Kathy!

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