Divi & serie tv: Tanti auguri a Hugh Grant

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Hugh Grant

Hugh John Mungo Grant, nato a Londra, Inghilterra, nel 1960, spegne oggi 59 candeline. Attore britannico dalla lunga e gloriosa carriera, si è fatto apprezzare ai tempi d’oro in tutto il mondo grazie alle sue interpretazioni in film divenuti ormai dei classici. Tra i tanti premi conquistati in tanti anni di recitazione menzioniamo: 1 BAFTA vinto (nel 1995 come “Miglior attore protagonista” per Quattro matrimoni e un funerale; più la nomination del 2017 come “Miglior attore non protagonista” per Florence), 1 Golden Globe vinto (nel 1995 come “Miglior attore in un film commedia o musicale” per Quattro matrimoni e un funerale; più altre 4 nomination nel 2000 come “Miglior attore in un film commedia o musicale” per Notting Hill, nel 2003 come “Miglior attore in un film commedia o musicale” per About a Boy – Un ragazzo, nel 2017 come “Miglior attore in un film commedia o musicale” per Florence, e nel 2019 come “Miglior attore in una mini-serie o film per la televisione” per A Very English Scandal), una vittoria alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (Coppa Volpi vinta nel 1987 per la “Migliore interpretazione maschile” per Maurice), 2 candidature al Satellite Awards (nel 2002 come “Miglior attore non protagonista in un film commedia o musicale” per Il diario di Bridget Jones e nel 2003 come “Miglior attore protagonista in un film commedia o musicale” per About a Boy – Un ragazzo), ed una candidatura allo Screen Actors Guild Awards (nel 1996 al “Miglior cast” per Ragione e sentimento). Infine l’8 luglio del 2000 ha ricevuto il Diamond Award al Taormina Film Festival.

L’enorme successo cinematografico: Il re delle commedie romantiche

Hugh ha fatto la sua prima esperienza cinematografica nel 1982 in un film prodotto dall’università in cui studiava, la celebre Oxford, intitolato Privileged e diretto da Michael Hoffman, un suo compagno di studi. Poi nel 1987 il regista Michael Radford lo sceglie per interpretare un piccolo ruolo in Misfatto bianco, ma soprattutto, nello stesso anno, James Ivory lo volle come co-protagonista nel suo Maurice (tratto dall’omonimo romanzo di E. M. Forster, storia della tormentata omosessualità di uno studente nella puritana Inghilterra di inizio Novecento), film che segnò la consacrazione dell’attore: il film ottenne un grande successo e Grant vinse la Coppa Volpi al festival di Venezia come “Miglior attore”. Nel 1988 interpretò Lord Byron in Remando nel vento di Gonzalo Suárez, mentre nel 1991 vestì i panni di Fryderyk Chopin in Chopin amore mio di James Lapine. Nel 1992 recitò nel film thriller erotico Luna di fiele di Roman Polański e nel 1993 in Sirene di John Duigan. Altra svolta per l’attore avvenne nel 1994, anno in cui uscì nei cinema di tutto il mondo l’acclamata commedia Quattro matrimoni e un funerale di Mike Newell, in cui Hugh interpretò il ruolo del timido Charles ottenendo un successo planetario, vincendo con merito il Golden Globe ed il BAFTA nel 1995, divenendo così uno degli attori di commedie più richiesti sul mercato. Tra i vari film in cui lavorò in quel periodo d’oro per lui ci sono anche gli statunitensi Nine Months – Imprevisti d’amore (Chris Columbus, 1995), Ragione e sentimento (Ang Lee, 1995), Extreme Measures – Soluzioni estreme (Michael Apted, 1996) e Mickey occhi blu (Kelly Makin, 1999). Nel 1999 ottiene un nuovo successo planetario di critica e di pubblico grazie alla fortunatissima commedia romantica Notting Hill di Roger Michell, storia d’amore improbabile e fiabesca tra un comune libraio londinese e una grande diva del firmamento di Hollywood, interpretata da Julia Roberts. La pellicola è divenuta a tutti gli effetti un cult del genere. Nel 2000 recita in Criminali da strapazzo di Woody Allen mentre nel 2001 partecipa ad un’altra commedia di assoluto successo, Il diario di Bridget Jones (di Sharon Maguire), al fianco di Renée Zellweger. Nel 2002 altra pellicola di grande successo, About a Boy – Un ragazzo (di Chris e Paul Weitz, film tratto dall’omonimo romanzo di Nick Hornby), nella quale grazie al personaggio di Will Freeman, protagonista del film, ottiene una nuova candidatura ai Golden Globe. Nello stesso anno recita anche nella fortunata commedia Two Weeks Notice – Due settimane per innamorarsi (di Marc Lawrence), nel 2003 è nel nutrito cast della commedia natalizia Love Actually – L’amore davvero (di Richard Curtis), mentre nel 2004 torna a vestire i panni del cinico capoufficio in Che pasticcio, Bridget Jones! (di Beeban Kidron), sequel del grande successo commerciale di tre anni prima, sempre al fianco di Renée Zellweger. Dopo American Dreamz (Paul Weitz, 2006) è la volta di un’altra grande prova attoriale, stavolta offerta in Scrivimi una canzone (Marc Lawrence, 2007), in cui ha interpretato un ex-divo degli anni ’80 che ebbe la possibilità di scrivere una canzone per una diva del pop (Grant ha qui dovuto imparare a cantare e a ballare, interpretando la maggior parte delle canzoni del film). Nel 2009 è di nuovo protagonista in una commedia romantica, Che fine hanno fatto i Morgan? (diretto da Marc Lawrence), in cui ha recitato al fianco di Sarah Jessica Parker. Negli ultimi anni, dopo Cloud Atlas (Andy e Lana Wachowski e Tom Tykwer, 2012) e Professore per amore (Marc Lawrence, 2014), ha regalato un’altra grande interpretazione in Florence (Stephen Frears, 2016), ricevendo per l’ennesima volta il plauso della critica; ed infine ha partecipato a Paddington 2 (Paul King, 2017).

La televisione: A Very English Scandal

Per quanto riguarda il piccolo schermo, Hugh ha lavorato in diverse produzioni britanniche (serie, miniserie e film TV) dalla seconda metà degli anni ottanta fino ai primi novanta. Ciò che gli ha regalato il successo planetario anche in televisione è stata la miniserie televisiva inglese del 2018 in 3 puntate A Very English Scandal (basata sull’omonimo romanzo di John Preston, a sua volta ispirato alla vera storia del politico protagonista, Jeremy Thorpe), che ha offerto uno sguardo coinvolgente e terrificante sulla politica e sulla società britannica. Grant, autore di un’ottima interpretazione, si è meritato, così come la serie in generale, diverse nomination per Satellite Awards, Screen Actors Guild Awards e Golden Globe.

Buon compleanno Hugh!

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