Dal 19 al 28 maggio, la città di Bologna ospiterà “(Di)Stanze”, il progetto fotografico sugli italiani all’estero. La mostra, di Max Cavalieri, è situata a Palazzo d’Accursio, in Piazza Maggiore.

(Di)Stanze è un progetto che mira prima di tutto a raccontare la storia di italiani all’estero e, in senso più generale, ad affrontare il tema dell’emigrazione. Quella che spinge sempre più giovani, spesso con un titolo di laurea, a lasciare l’Italia per cercare un lavoro è un fenomeno di emigrazione paragonabile a quello dell’Italia nel secondo dopoguerra. Non si parte solo per cercare una prospettiva sociale migliore, ma, talvolta, per disperazione o necessità. Si fugge da un Paese che non ha saputo offrire nulla se non disoccupazione o lavori saltuari.

Il progetto racconta una condizione che attraversa tutte le sfaccettature della penisola italiana: dal ceto sociale al titolo di studio, dalla provenienza geografica alla condizione familiare. Ogni storia è stata filtrata dall’ottica del fotografo che ha colto l’attualità incombente di un fenomeno in espansione. Di fatto, non si tratta più solo di una “fuga di cervelli”, ma andare all’estero sembra l’occasione proprio per tutti.

Il fotografo ha voluto raccontare come questa separazione fisica del nucleo familiare, abbia sfruttato la potenza delle tecnologie, in vigore attualmente, per mantenere i contatti e quindi accorciare, anche se solo virtualmente, le distanze.

Le famiglie sono ritratte in una posa plastica all’interno della propria casa e l’assenza fisica del parente all’estero viene, in qualche modo, rimpiazzata dal mezzo con cui si mantengono in comunicazione, che ritrae sullo schermo il volto dell’assente. Si tratta di una sorta di archivio storico che, attraverso una rete di programmi virtuali, quali skype o whatsapp, ha voluto sostituire quella serie innumerevole di lettere con cui una volta si raccontava la propria vita lontano da casa e dagli affetti.

Un progetto di un’attualità straordinaria, narrante le storie vere di un’Italia intera.

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