Disordini in Myanmar: si cerca la via del dialogo

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Disordini in Myanmar

I disordini in Myanmar, dopo il golpe militare, dilagano. La capitale del Paese, Yangon, è teatro di guerriglie urbane. La polizia spara e lancia granate assordanti sulla folla di manifestanti. La situazione appare fuori controllo e la violenza è la nuova legge.

Disordini in Myanmar: cosa sta accadendo?

I ministri dell’ASEAN (Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico) chiedono un colloquio con i militari, nel tentativo di porre fine ai disordini in Myanmar. I colloqui arriveranno due giorni dopo il più sanguinoso degli scontri nella capitale. Yangon sembra una gigantesca trincea, i manifestanti erigono barricate in strada e le usano per ripararsi dagli attacchi dei poliziotti. Le proteste dilagano in tutto il Paese ma, essendo Yangon la capitale, è pacifico che la lente di ingrandimento si soffermi sulla città. Il ministro degli Esteri di Singapore, Vivian Balakrishnan, ha dichiarato che parlerà con gli altri membri dell’ASEAN.

I ministri dell’ASEAN a colloquio con i militari

Nei prossimi giorni i ministri dell’ASEAN parleranno con un rappresentante delle forze armate del Myanmar. In un’intervista televisiva rilasciata lo scorso lunedì, Balakrishnan ha dichiarato che l’ASEAN farà da mediatore e le sue parole hanno suscitato le ire degli aderenti al movimento di disobbedienza civile. I gruppi sparsi per tutto il Myanmar, che si oppongono al regime militare illegittimo, si sono detti contrari al dialogo con i militari. Un comitato di legislatori, estromessi dai militari dopo il golpe, li ha definiti un “gruppo terrorista”. Più che parlare con i “terroristi”, l’ASEAN dovrebbe andare a colloquio con i rappresentanti internazionali dell’amministrazione di Suu Kyi.

L’ASEAN sui disordini in Myanmar

Il ministro degli Esteri filippino, Teodoro Locsin, ha scritto su Twitter che l’ASEAN avrebbe adottato una politica di non interferenza nei confronti del Myanmar. Questa scelta, ha specificato il ministro, “non significa che l’organizzazione approvi le brutalità perpetrate dai militari”. L’ambasciatrice degli USA alle Nazioni Unite, Linda Thomas-Greenfield, spera di sollecitare una discussione approfondita sui disordini in Myanmar in vista del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

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