Disordini in Benin in vista delle elezioni di domenica

L' intervento dell' esercito nella città di Savè, nel centro del Paese, ha registrato un morto e 6 feriti

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disordini in Benin

A quanto pare le elezioni di domenica 11 aprile in Benin saranno vinte dal presidente Patrice Talon. Questo almeno è quanto temono i sostenitori dell’opposizione che sono scesi in piazza. Le manifestazioni hanno avuto un triste epilogo nella città di Savè, dopo l’intervento delle truppe militari si hanno notizie di un morto e sei feriti. Le proteste vanno avanti da lunedì, il punto focale dei disordini in Benin è centrato sul fatto che, secondo l’opposizione, il mandato del presidente uscente è finito il 5 aprile.

Riforma costituzionale causa dei disordini in Benin?

Una riforma costituzionale, introdotta nel 2019, invece sposta avanti di 45 giorni il mandato. L’opposizione si sente messa da parte a causa di questa riforma e intima al presidente Talon che deve mantenere la promessa fatta nel 2016 al suo insediamento: si sarebbe dimesso alla fine del mandato dei 5 anni. Ovviemente, la mossa di spostare in avanti la scadenza del mandato è vista negativamente. Tra l’altro la vittoria che si teme, appare certamente come fraudolenta, poichè si è lavorato per l’indebolimento delle opposizioni e per il rafforzamento in parlamento dei sostenitori di Talon.

Cosa è successo per arrivare a questo punto?

Talon appare ormai evidente che sia tutto tranne che un democratico. Nel 2019 le elezioni legislative hanno registrato un risultato anomalo e a dir poco allarmante. L’opposizione, di fatto, non vi partecipò in quanto esclusa da una tassa introdotta proprio quell’anno, la quale richiedeva 428 mila dollari per registrarsi per la tornata elettorale. A quanto richiesto, poi, è stata affiancata la presentazione di un certificato di conformità, ottenuto solo dai partiti fedeli al presidente. Quindi, per essere più precisi quelle elezioni furono un’affronto alla democrazia e l’inizio di una dittatura.


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Disordini in Benin: inevitabili

Da queste premesse si capisce come il Paese sia in ginocchio davanti alla prospettiva di essere soggiogato dal potere acquisito da Talon. L’unica arma sono le manifestazioni, le proteste e i disordini in tutto il Benin. In questi giorni si bruciano gomme d’auto e si bloccano strade. L’esercitò, però, interviene massivamente anche con l’uso di gas lacrimogeni e veicoli blindati anti-sommossa.

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