Disordini a Barcellona

0
423
Disordini a Barcellona dopo la sentenza del 13 ottobre

All’indomani della sentenza di condanna per gli indipendentisti catalani, il 13 ottobre scorso, accusati di delitti di sedizione e di malversazione di fondi pubblici, si sono susseguiti gravi disordini a Barcellona, ma anche nel resto della Catalogna.

Perché i disordini a Barcellona: la sentenza del 13 ottobre

La sentenza del 13 ottobre ha condannato a pene di carcere tra i 9 e i 13 anni, nove leader catalani tra cui il vicepresidente del Governo della Comunità Autonoma della Catalogna, Oriol Junqueras con una pena di 13 anni di carcere.

Il 1º ottobre 2017 viene indetto un referendum promosso dalla Generalitat di Catalunya, con l’allora presidente Carles Puigdemont, oggi accusato in Spagna ma fuggitivo dal 2017. Il Tribunale Costituzionale spagnolo dichiara illegale tale referendum ma questo viene celebrato lo stesso, provocando altresì disordini a Barcellona e una crescente frattura nella società.

Barricate a Barcellona
Barricate a Barcellona

Il Governo Spagnolo

Il presidente del Governo spagnolo, Pedro Sánchez, finora non ha creduto necessaria l’applicazione dell’articolo 155 della Costituzione spagnola, che dona allo Stato la capacità di agire in modo coercitivo contro le comunità autonome per garantire l’interesse generale della nazione.

Sánchez, al momento non vede neanche necessaria l’applicazione della legge di Sicurezza Nazionale, approvata con ampio appoggio di tutte le forze politiche nel 2015 e che garantisce tutti i mezzi umani e materiali “per proteggere la libertà e il benessere dei cittadini”.

Il Governo spagnolo, ha fin da subito condannato gli atti violenti che si susseguono da lunedì scorso, specie a Barcellona.

Disordini a Barcellona
Disordini a Barcellona

Il Governo catalano

Il Presidente della Generalitat de Catalunya, Quim Torra in primis non ha condannato apertamente gli atti di violenza anche se gli era stato richiesto più volte di farlo.

Ma messo alle strette, nel suo discorso di giovedì a mezzanotte, Quim Torra dichiarava “abbiamo sempre condannato la violenza” e che gli atti vandalistici dovevano fermarsi il più presto possibile. Inoltre ha sostenuto che degli “infiltrati” non potevano macchiare la manifestazione pacifica di “un milione di persone” che avevano marciato questa settimana. Quindi chiedeva “serenità, determinazione, civismo e non violenza”.

La mattina dopo, Quim Torra è poi comparso nel pieno del parlamento catalano, la Generalitat de Catalunya, chiedendo ai separatisti di continuare attraverso la “disobbedienza civile” e sosteneva che “nessun tribunale potrà impedire a questo presidente di continuare a dare impulso alle iniziative per l’autodeterminazione”. Inoltre, ha annunciato un nuovo referendum, fortemente criticato dall’opposizione che ha chiesto le sue dimissioni.

Venerdì 18 ottobre è prevista uno sciopero generale indipendentista.

Annunci

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here