Discriminazioni “intime”: l’esercito svizzero concede biancheria femminile

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L’esercito svizzero

Costrette ad indossare indumenti maschili, le soldatesse, hanno un’opportunità di riscatto. Infatti, l’esercito svizzero, pare abbia deciso di concedere due cambi di intimo femminile: uno estivo e l’altro invernale. Ma la motivazione, è moralmente etica o solo politicamente corretta?

Cosa ha deciso l’esercito svizzero?

Pensato solo per personaggi prettamente maschili, l’esercito, ha subito estremi mutamenti nel tempo. Molte donne hanno deciso di arruolarsi e, in un certo qual modo, di ridurre il divario d’espressione fra uomo e donna. Il punto è, che sebbene la rivalsa del genere femminile, sia determinata ad entrare nel mondo lavorativo maschile, il contrario non sembra essere pronto. Ed è proprio per questo che oggi, vi mostriamo una piccola vittoria. Almeno così pare. L’esercito svizzero, ha asserito di dover andare incontro alle esigenze delle donne che operano nello stesso ente militare. La proposta, nella fattispecie, riguarda la decisione di fornire biancheria intima apposita per esigenze femminili. Per l’appunto, fino a poco fa, venivano forniti indumenti prettamente maschili. Questi, talvolta, di taglie ben più “comode” e, si fa per dire. Ma non solo la Svizzera, anche l’esercito americano, ha deciso di voltare pagina e, comprendere quanto sia importante andare incontro alle problematiche che le donne riscontrano.

Le donne nell’Esercito Italiano: 20 ottobre 1999

Il piano per aumentare reclute femminili

Da un punto di vista, questo programma, può essere visto su due fronti ben distinti tra loro. Da una parte le esigenze delle donne, che non riguarderebbero solamente la biancheria intima. Bensì, le uniformi e pure gli zaini. L’altro orizzonte, si basa su un possibile incremento delle reclute femminili. L’esercito, si pone l’obiettivo di aumentare dall’1% al 10% nei prossimi decenni, la presenza di soldatesse all’interno del nucleo militare. Pare, quindi, che il Ministro della Difesa, Viola Amherd, abbia accolto tale proposta con estremo favore nel merito di ciò che fu una “discriminazione intima”. Il fine e, l’ottenimento di queste misure, non è solamente una vittoria per ciò che concerne direttamente l’oggetto, ma soprattutto la moralità, riflessa in tale oggetto. Perché le donne, non debbano più subire discriminazioni di genere.