Disabilità – L’appello di Francesco, il “padre fortunato”, che combatte per il popolo dei caregiver

0
251
Francesco, la moglie Valentina e il piccolo Tommi

“Quando è nato ci siamo accorti che qualcosa non andava; […] Poi la risonanza, la sentenza: un’atassia cerebellare degenerativa e un grave ritardo psicomotorio. Noi la chiamiamo il drago, i medici non le hanno ancora dato un nome” racconta a Repubblica Francesco Cannadoro, 37 anni, padre del piccolo Tommaso. Lui, insieme ad altri 7 milioni di italiani, si prende cura del figlio disabile e rientra così nella categoria fondamentale ma poco considerata dei caregiver familiari.

Francesco, che vive con la famiglia a Vigevano, utilizza i social network per parlare con toni ironici della vita di padre di un bambino disabile, ma soprattutto con lo scopo di informare e sensibilizzare le persone sulla situazione di tante famiglie come la sua che combattono ogni giorno mille difficoltà psicologiche ed economiche.

Il blog di Francesco, “Diario di un padre fortunato”, prende la forma di un diario e racconta le avventure di Tommi, che lotta contro “il drago” (così chiamano ironicamente la malattia da cui è affetto che, ad oggi, non ha ancora un nome) tra ospedali e cure.

Il blog ha aiutato Francesco in momenti bui, permettendogli di esorcizzare le difficoltà confrontandosi con altre famiglie: oggi è diventato una sorta di community dove scambiarsi consigli o farsi forza a vicenda, offrendo conforto a tante altre persone che come lui non vivono una situazione facile.

A Francesco sta molto a cuore la condizione dei caregiver in Italia.

Essere un caregiver significa prendersi cura di un familiare non autosufficiente: questo ruolo viene ricoperto da persone di qualsiasi fascia di età, dai giovani in età compresa tra i 15 e i 25 anni, fino ad anziani. Considerati come “volontari generosi”, i caregiver si trovano di fatto a non avere alternative e sono costretti a sostituirsi alla mancanza di servizi sociosanitari sul territorio, senza aiuti economici e senza alcuna legge che li tuteli.

Qualcosa si è mosso col disegno di legge 1461, che, tuttavia, presenta alcune falle secondo Francesco. A suo parere infatti “In questo ddl ci sono cose assurde, come dare ai disabili una tessera per avere la precedenza in coda, quando il 95% delle pratiche burocratiche e delle file le fanno i familiari. Vogliono che il disabile nomini il caregiver, e così per far capire quanto sia improponibile in molti casi questa idea, l’ho messa in scena con mio figlio, nato col cervelletto atrofizzato”.

Sempre durante l’intervista a Repubblica Francesco afferma che “In Parlamento non sembrano avere idea di cosa sia la vita, la sfida, la fatica di chi spesso ha dovuto lasciare il lavoro, perché una badante finisce a costare troppo, e lotta per tirare avanti, far quadrare i conti, per prendersi cura di chi ama”.

“Per aiutare veramente i caregiver” continua Francesco “che quotidianamente hanno sulle spalle situazioni spesso insostenibili, bisognerebbe assicurare loro uno stipendio. E soprattutto che leggi fossero fatte da chi conosce il problema”

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here