Una ragazza disabile viene esclusa dalla cena di classe con un messaggio Whatsapp. Ecco come è andata.

Una studentessa di secondo superiore che vive a Parma riceve un messaggio Whatsapp sul suo cellulare da parte delle sue compagne. La sua presenza non sarebbe stata gradita alla cena di classe perchè la ragazza, disabile, avrebbe dovuto essere accompagnata da un genitore. La ragazza avrebbe poi promesso ai suoi compagni che i genitori si sarebbero messi in disparte e la loro presenza non avrebbe di certo impedito i festeggiamenti.

Si scatena sul gruppo Whatsapp la bufera. Si susseguono per la ragazza messaggi offensivi,  brutali. Una vera e propria crociata nei confronti della ragazza. La sua presenza alla festa era sgradita e basta. La sua disabilità era sgradita.disabile

I genitori non hanno potuto far altro che denunciare il triste accaduto alla Polizia Postale e al Provveditore. I due hanno anche dichiarato alla Gazzetta di Parma di essere amareggiati per il comportamento delle compagne. I due non hanno potuto procedere a una denuncia per stalking perchè questo reato prevede un comportamento molesto nei confronti della vittima, ma che sia reiterato e continuo nel tempo. Neanche gli organismi scolastici sono potuti ancora intervenire essendo finito l’anno scolastico.

Un episodio molto triste che fa riflettere e fa emergere in maniera dirompente la necessità di dover intervenire sulle dinamiche relazionali tra adolescenti e disabilità e tra adolescenti e rete. Ora tutto viaggia sui social network. Anche l’insulto denigratorio con frasi che sbeffeggiano, le offese e le situazioni violente e problematiche che si ricompongono attorno al nome di cyberbullismo. Il cyberbullo usa il telefono, il gruppo whatsapp, il social network per ferire: brutti commenti e prese in giro possono davvero far male e avere conseguenze.

A differenza del bullismo tradizionale, le vessazioni sono continue, perchè si è connessi 24 ore su 24. La vittima non è più tranquilla neanche fra le quattro mura di casa. Occorre intervenire e alle famiglie demandare con insistenza il compito di vigilare.

 

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