Diritti umani e rifugiati in Turchia: proposta indecente

La Grecia indica la Turchia come Paese terzo sicuro per i rifugiati. Proposta improponibile vista la politica della Turchia in fatto di rifugiati

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Diritti umani e rifugiati in Turchia

Che le isole greche siano allo stremo, sovraffollate dall’umanità sfollata e strappata dal proprio territorio è fatto noto. Ma se si deve trovare una soluzione non si può pensare di mandare al macello individui già provati. L’indicazione della Turchia come Paese terzo sicuro per ospitare i rifugiati è una proposta che va contro ogni principio su cui si fondano i diritti umani. Sono 38 le organizzazioni non governative che richiedono di ritirare la proposta. Tra queste c’è INTERSOS. La Turchia non può essere la soluzione, quindi si fa appello ai diritti umani per i rifugiati. Perchè appare chiaro che non c’è da parte dell’Europa, ancora una volta, volontà di aiutare veramente quanti scappano dalle atrocità delle loro esistenze fatte da guerre e violenza.

La Turchia è un Paese terzo sicuro per tutelare i diritti umani dei rifugiati?

La Turchia non può essere un Paese terzo sicuro per i rifugiati che richiedono asilo. Peraltro le nazionalità designate dei richiedenti asilo sono Somalia, Afghanistan, Siria, Bangladesh e Pakistan. Questi esseri umani hanno il diritto di essere tutelati e di ricevere la protezione internazionale che la Turchia non gli darebbe. Protezione sancita dalla Convenzione sui rifugiati del 1951, che la Turchia respinge. Difatti, il governo Turco dal marzo del 2020 non accetta più il rimpatrio dei rifugiati che richiedono asilo dalla Grecia. Le politiche migratorie messe in atto fino a questo momento dall’Europa sono fallimentari. Ci sono esseri umani, stanziati come bestie, con un passato spaventoso e un presente che produrrà altri problemi in futuro. Ma l’Europa anzichè pensare ai diritti umani da anni gioca a monopoli con la vita di donne e ambini.

Turchia: i diritti umani dei rifugiati non sono fisches da gioco

Ecco che INTERSOS alza la voce: se tutto va bene questa umanità viene abbandonata nei campi profughi in Grecia, se va male viene rispedita in Turchia. Designandolo come un Paese terzo sicuro, viene quindi scaricata una responsabilità, che ovviamente la Turchia non accetta. In queste manovre internazionali di politica migratoria, ciò che fa più schifo è che si è dimenticati della dignità dell’altro. Non è possibile pensare che bambini nati durante le guerre debbano scappare e continuare a vivere come se fossero in guerra. Ancora. Braccati, sfollati e messi da parte. Non è possibile che in una tenda o in un container vivano o hanno vissuto 3 o 4 famiglie. É disumano.


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Richieste delle 38 ONG all’Europa e alla Grecia

Nella lettera congiunta le ONG hanno chiesto all’Europa e alla Grecia: “In linea con un recente annuncio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), le organizzazioni firmatarie sottolineano che “l’esternalizzazione sposta semplicemente altrove le responsabilità in materia di asilo ed elude gli obblighi internazionali“. Chiediamo ancora una volta alle autorità greche ed europee di onorare la loro responsabilità di proteggere i rifugiati e di evitare di compromettere ulteriormente il complesso di norme europeo in materia di asilo e i principi e i valori fondamentali per la protezione dei diritti umani.”.

L’Europa ha fallito

Io non ho la risposta giusta per risolvere la questione migratoria, le concessioni degli asili politici o la distribuzione nei Paesi europei di tutte le persone stanziate in Grecia. Ci sono persone ed organismi preposti per questo. Io da cittadina dell’Europa mi rendo conto che i diritti umani che tutelano la dignità, la libertà e l’integrità sono venuti meno: la Turchia non può essere la salvezza dei rifugiati. L’Europa ha fallito, l’umanità pure.