Direttore FBI: 6 gennaio è stato terrorismo interno

Il direttore dell’FBI, nella sua prima testimonianza pubblica, ha affermato che l’attacco al Campidoglio si è trattato di terrorismo interno

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Direttore FBI

Il direttore dell’FBI Christopher Wray, nella sua prima testimonianza pubblica davanti alla Commissione giudiziaria del Senato, ha affermato che l’assalto al Campidoglio del 6 gennaio si è trattato di terrorismo interno. Wray ha poi sfatato numerose teorie del complotto dei legislatori repubblicani, come ad esempio quella che affermava che i rivoltosi erano falsi pro-Trump.

Cosa ha detto il direttore dell’FBI?

Il direttore dell’FBI Christopher Wray ha testimoniato per la prima volta, dopo il 6 gennaio, davanti alla Commissione di giustizia del Senato. Wray ha affermato che l’assalto al Campidoglio da parte dei sostenitori dell’ex presidente Trump si è trattato di terrorismo interno. Il direttore dell’FBI ha dichiarato: “Quell’attacco, quell’assedio, era un comportamento criminale chiaro e semplice. È un comportamento che noi, l’FBI, consideriamo terrorismo interno”. Wray ha poi lodato gli sforzi di numerosi cittadini americani che hanno aiutato ad identificare le numerose persone che presumibilmente hanno partecipato all’attacco. Ha detto: “I cittadini di tutto il paese ci hanno inviato più di 270 mila segnalazioni sui media digitali. Alcuni hanno addirittura compiuto il doloroso passo di consegnare i loro amici o i loro familiari”.

Wray ha anche affermato che l’attacco al Campidoglio non si è trattato di un’unica ideologia estremista. Ha detto che il gruppo di aggressori includeva una varietà di background. Ha dichiarato: “Gli aggressori del 6 gennaio includevano un numero – e il numero continua a crescere man mano che sviluppiamo le nostre indagini – di quello che chiameremmo estremismo violento della milizia. E ne abbiamo già arrestati alcuni che inseriremmo nella categoria dell’estremismo violento di matrice razzista, anche bianchi. Queste sarebbero le categorie che finora abbiamo individuato”.

Wray smentisce le teorie di complotto

Il direttore dell’FBI, durante la sua testimonianza, ha anche sfatato numerose teorie di complotto propagandante dai legislatori repubblicani. Wray ha affermato che non ha trovato alcuna prova che indichi che i rivoltosi che hanno preso parte all’attacco al Campidoglio fossero “falsi manifestanti di Trump”. Wray ha respinto con forza l’affermazione avanzata dal senatore repubblicano Ron Johnson, il quale nelle ultime settimane ha cercato di minimizzare la violenza commessa dai sostenitori di Trump. Il direttore ha poi chiarito che Antifa e altri gruppi di sinistra non hanno preso parte alla violenza del 6 gennaio. Ha detto: “Finora non abbiamo visto alcuna prova di estremisti violenti anarchici o persone che sono inscritte ad Antifa in relazione al 6 gennaio”. Wray ha inoltre sottolineato che l’FBI non è a conoscenza di alcuna prova di frode elettorale diffusa che avrebbe influito sul risultato delle elezioni.

Alcuni legislatori democratici hanno criticato Wray per non aver condannato apertamente i legislatori che sostengono le teorie di cospirazione di QAnon e che hanno difeso gli insurrezionalisti. Tuttavia Wray ha sottolineato che l’FBI sta monitorando con attenzione i gruppi di QAnon.  


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