Direttiva Bolkestein: il regalo del Governo agli stabilimenti balneari

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La direttiva Bolkestein è un atto approvato dalla commissione europea nell’anno 2006 ed è stata recepita dall’ordinamento italiano nel 2010. Il nome è del commissario dell’epoca per la concorrenza e del mercato interno Frits Bolkestein.  Tale direttiva prevede la possibilità di mettere al bando le concessioni balneari, in Italia non è mai stata applicata, all’epoca il Governo decise di rinviare l’applicazione della direttiva sul territorio italiano fino al dicembre 2018.

Il nuovo Governo giallo-verde ha deciso di rinviare nuovamente  l’applicazione della direttiva per altri 15 anni, il rischio è veramente grande, l’Italia andrà incontro ad una grossa sanzione di 100 milioni circa,  la commissione europea ha invitato il Governo italiano a ritirare la proroga  per violazione dell’art.12 della direttiva Bolkestein, impedendo la gara pubblica delle concessioni degli stabilimenti. Allo stato attuale, gli stabilimenti sono oramai occupati da molti anni dagli stessi proprietari, che pagando una cifra molto bassa al demanio continuano ad incassare lauti guadagni durante la stagione estiva. Cosi’, dopo che il Ministro del turismo ha deciso di far uscire tutti gli stabilimenti dalla direttiva Bolkestein  pur  ammettendo che i canoni demaniali andrebbero rivisti perché troppo bassi, in questi giorni i comitati delle spiagge, hanno fatto sentire la loro voce inviando a diversi sindaci  delle lettere di diffida e sono pronti ad agire legalmente dinanzi al Giudice competente per bloccare la proroga di 15 anni concessa dal Governo. Intanto i gestori degli stabilimenti continuano a pagare canoni bassi in cambio di enormi guadagni, la Bolkstein prevede una gestione limitata nel tempo della concessione senza nessun tipo di rinnovo automatico. La Corte di giustizia già con una sentenza del 2016 aveva stabilito che le concessioni balneari rientrano a pieno titolo nella direttiva. Oramai in Italia si assiste ad una vera e propria privatizzazione delle spiagge,  concessioni rilasciate troppo facilmente che vanno ad occupare qualsiasi area a discapito sempre del cittadino, oggi trovare una spiaggia libera è diventato quasi impossibile, quelle poche aree rimaste libere spesso non sono neanche più balneari.

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