Diplomazia fallimentare UE riguardo il conflitto del Nagorno Karabakh

Erdogan ha approfittato di un diplomazia fallimentare della UE

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Diplomazia fallimentare UE

L’UE non è intervenuta a spegnere il conflitto nel Nagorno-Karabakh tra Armenia e Azerbaigian. Per la risoluzione diplomatica, Josep Borrell ha passato la palla al gruppo di Minsk. Mostrando la diplomazia fallimentare UE. I combattimenti tra Armenia e Azerbaigian per la regione “stavano davvero peggiorando sempre più“, ha detto il capo delle relazioni estere dell’UE Josep Borrell agli eurodeputati a Bruxelles mercoledì (7 ottobre). L’Ue non sapeva nemmeno cosa stesse realmente accadendo sul campo. Causa, una nebbia di disinformazione e dell’assenza di osservatori internazionali. Borrell quindi si è rivolto agli eurodeputati, dicendo che non poteva fare altro che rilasciare dichiarazioni e lavorare al telefono per chiedere il cessate il fuoco e per evitare vittime tra i civili.


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Questa diplomazia fallimentare della UE ha deluso la comunità armena in Europa

Mercoledì scorso centinaia di armeni in esilio si sono riuniti davanti all’edificio del Parlamento europeo a Bruxelles. Hanno protestato contro la mancata azione dell’UE contro la Turchia, accusata di aver alimentato l’attuale conflitto nel Nagorno-Karabakh. “Chiediamo che l’Ue prenda misure concrete“. Molti manifestanti erano venuti dalla Francia, che vanta una delle più grandi comunità armene, dopo che circa mezzo milione di persone si erano insediate in quel Paese dopo il genocidio armeno iniziato nel 1915.

Altri erano venuti dai Paesi Bassi. L’organizzatrice della protesta si è espressa riguardo la totale cecità e lentezza della UE sul conflitto. Aggiunge poi che : “Tutti gli armeni in Europa devono alzare la voce in modo che il mondo si renda conto di chi sono i veri terroristi“. Sostiene che i governi di Turchia e Azerbaigian stavano destabilizzando l’intera regione.

I deputati chiedono un’azione contro la Turchia


Durante il dibattito, la maggior parte dei membri del Parlamento europeo ha convenuto che qualcosa doveva essere fatto. “Chiediamo che i combattimenti si fermino”, ha detto Sylvie Guillard, una deputata francese, che fa parte della fazione liberale Renew Europe, sostenendo che la Turchia dovrebbe essere punita per aver alimentato il conflitto.

Peter van Dalen, un deputato cristiano-democratico olandese, ha detto che il presidente turco Recep Tayyip Erdogan stava cercando di “ricreare l’Impero Ottomano” e che non poteva essere fermato con discorsi, ma solo con dure sanzioni.

L’eurodeputato bulgaro Angel Dzhambazki ha accusato la Turchia di coltivare “fantasie imperiali” e di esportare i combattenti islamisti nella regione. Alcuni eurodeputati, come i manifestanti, accusavano Ankara di voler portare a termine il genocidio contro gli armeni iniziato nel 1915.

L’eurodeputato svedese Charlie Weimer dei Conservatori e Riformisti europei ha descritto il conflitto come “una guerra di aggressione, sostenuta dalla jihadi di Erdogan“.


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Il ruolo del Gruppo di Minsk

Solo l’eurodeputato tedesco Michael Gahler del Partito popolare europeo ha messo in guardia contro “l’internazionalizzazione” del conflitto. Afferma che il Gruppo di Minsk dell’OSCE dovrebbe essere lasciato solo a fare il suo lavoro. Il gruppo, è presieduto da Francia, Federazione russa e Usa. Creato dalla Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa nel 1992. Il suo obbiettivo è di incoraggiare una soluzione pacifica e negoziata del conflitto tra Azerbaigian e Armenia sul Nagorno-Karabakh.

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In generale, la maggior parte degli eurodeputati sembra essere favorevole all’imposizione di sanzioni alla Turchia. Tuttavia, quando l’Alto Rappresentante dell’Unione Europea Josep Borrell ha preso la parola per rispondere, è apparso frustrato: “Penso che il suo messaggio sia chiaro, è stato ripetuto 65 volte con voci diverse, ma esprimendo le stesse preoccupazioni e la stessa richiesta di agire”.

“Ma il Consiglio europeo è stato chiaro nel ritenere che il quadro entro il quale mediare e agire su questo conflitto è quello dei copresidenti del Gruppo di Minsk dell’OSCE”, ha aggiunto. “Faremo quello che possiamo fare come Unione europea, con le risorse che abbiamo in campo diplomatico”, ha detto, ricordando al MEPS la decisione del Consiglio europeo di rinviare a dicembre il dibattito sull’imposizione di sanzioni alla Turchia. “Devo attenermi a questo”, ha detto.


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Erdogan ha approfittato di un diplomazia fallimentare della UE


Marc Pierini, ex ambasciatore dell’UE in Turchia e attualmente visiting scholar presso il think tank Carnegie Europe, ha affermato che la diplomazia regolare non ha mai aiutato in questo conflitto.

Non si è fatto illusioni sulle motivazioni di Erdogan, dicendo di aver circondato l’Europa di conflitti in fiamme. Dalla Siria, alla Libia, a Cipro e alla Grecia e ora al Nagorno-Karabakh. L’obiettivo, sostiene Pierini, era quello di distruggere e smantellare l’Ue per motivi interni. A questo proposito, Erdogan era sulla stessa lunghezza d’onda del suo omologo russo Vladimir Putin.

Pierini ha sottolineato che il tempismo di Erdogan riguardo al Nagorno-Karabakh è particolarmente intelligente. Gli Usa sono attualmente paralizzati dalle elezioni e lo saranno almeno fino alla fine di gennaio. La Russia ha un patto di difesa con l’Armenia, ma non si applica all’enclave. Questo è uno dei motivi per cui Mosca era riservata durante il conflitto. Inoltre, “l’esercito azerbaigiano è equipaggiato con droni turchi e israeliani estremamente efficaci”. Mentre gli aerei e i carri armati che l’Armenia


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