Dipendente troppo smart, usava WhatsApp per ricevere i documenti dai clienti violato il GDPR in banca

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Un impiegato della banca, lavorava molto bene, velocemente portava a compimento tutte le pratiche amministrative con l’aiuto della tecnologia, utilizzava WhatsApp per ricevere i documenti dai clienti come carte d’identità, anche dei minorenni, copie dei documenti di riconoscimento dei rappresentanti legali, contravvenendo alle misure interne e andando a violare il regolamento sulla privacy.

Da una parte, l’utilizzo dell’applicazione WhatsApp, non è incompatibile con il GDPR, all’interno di un ufficio, di un’azienda, il titolare del trattamento dei dati deve regolamentare  l’uso dell’app, trattando con la giusta cautela e il rispetto del regolamento della privacy, tutti quei dati personali dei minori, informazioni sensibili, applicando le giuste misure di sicurezza a cui dovranno poi attenersi i dipendenti per gestire i dati personali e sensibili dei clienti.

Il caso è stato portato alla luce, da un cliente di una banca, nel caso specifico si tratta di una banca rumena, il correntista non aveva gradito scambiarsi la documentazione tramite l’applicazione di WhatsApp.

Dall’indagine svolta dal Garante della privacy rumena, è emerso effettivamente il dipendente della banca si faceva inviare i documenti sul proprio cellulare personale, in questo modo commetteva una prima violazione sulla policy della banca presso cui prestava lavoro, poi le altre disposizione sul GDPR e le trattazioni dei dati personali.

Alla fine dell’indagine il Garante rumeno contestava alla banca di non aver implementato le giuste misure tecniche e di sicurezza, in modo tale che i propri dipendenti come soggetti autorizzati a trattare i dati per conto dell’istituto bancario, li utilizzassero nel rispetto delle istruzioni ricevute.

La banca veniva sanzionata per non aver rispettato le disposizione in materia di sicurezza in base all’art. 32 par. 4 in combinazione con l’art. 32 paragrafi 1-2 del Regolamento UE 2016/679 sulla protezione dei dati, per questo motivo la banca Comerciala Romana S.A. veniva multata con una sanzione di 24.163 lei, corrispondente alla somma di 5000 euro.

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