Le dimissioni

È con le lacrime agli occhi che Theresa May annuncia le sue dimissioni da primo ministro. Il mandato che aveva iniziato nel luglio del 2016 terminerà il 7 del prossimo mese. “Lo faccio senza animosità, ma con enorme e duratura gratitudine per aver avuto l’opportunità di servire il paese che amo”, si sfoga la leader conservatrice tra commozione e tristezza.

Il rimpianto più grande è quello di non essere riuscita a portare a compimento la Brexit, sostiene la premier. Il compito dunque passerà al suo successore che sarà eletto nelle prossime settimane. La data ultima per l’insediamento del nuovo capo di governo è infatti il 24 luglio, giorno del recesso estivo del parlamento britannico.

Tra tristezza e speranza

“Presto lascerò il lavoro che è stato l’onore della mia vita, (essere) la seconda donna premier, ma certamente non l’ultima”, annuncia con voce rotta la premier davanti al numero 10 di Downey Street. “Ho fatto del mio meglio, purtroppo non sono riuscita a far passare la ratifica della Brexit, malgrado ci abbia provato tre volte”, ammette lei. La speranza che ripone in chi la susseguirà alla guida del Paese, è relativa alla capacità di portare a compimento il referendum sulla Brexit ma anche all’idea di non considerare potenziali compromessi come il male assoluto. Ciò a cui deve tendere il partito, sostiene, è il rafforzamento dell’anima conservatrice e patriottica che ha a cuore l’interesse e l’unità della nazione, oltre alla riduzione delle ingiustizie sociali, tramite politiche che garantiscano “sicurezza, libertà e opportunità”.

La reazione di Corbin

L’avversario Jeremy Corbin, valuta quella della May una scelta giusta e inevitabile. Il leader laburista non ritiene però che il suo successore potrà migliorare la situazione, auspica invece le elezioni anticipate. La premier “ha ammesso ciò che il Paese sa da mesi: che lei non può governare e neppure può il suo partito, diviso e in via di disintegrazione” sentenzia Corbin.

I pareri europei

Anche il presidente francese Emmanuel Macron si è espresso a proposito delle dimissioni del primo ministro inglese. “Un lavoro coraggioso”, sostiene il leader francese, spostando però subito il focus sulla questione Brexit: è necessario “un rapido chiarimento”, conclude Macron. Infine arriva la voce del presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker, il quale si esprime con parole di stima nei confronti della May. A lui infatti la leader ” piaceva, trovandola una donna di molto coraggio, meritevole di grande rispetto”. Ad ogni modo, a livello europeo “la situazione non cambia”, annuncia la portavoce della Commissione Mina Andreeva. L’accordo di recesso quindi non può essere ritrattato.

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