Dimenticarsi di respirare: riprendere fiato

Ecco alcune preziose tecniche meditative

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dimenticarsi di respirare

Dimenticare. Lo facciamo di continuo. Ci scordiamo dove abbiamo posato le chiavi, quando ricorre un anniversario, chi ci ha raccontato quella determinata cosa. E’ un fenomeno tanto comune da essere in genere definito normale. In fondo, la vita di tutti i giorni è così caotica che lasciare andare dei pezzi fa parte della quotidianità. E’ come se la nostra esistenza fosse un quadro d’arte contemporanea. Di quelli che devi osservare con attenzione per comprendere il pensiero dell’artista. Ecco, anche il circostante è piuttosto confusionario e incomprensibile. Tanto che, distogliere gli occhi da esso è addirittura pericoloso. Ciò nonostante, per quanta attenzione possiamo prestare alla vita, è inevitabile che qualche sfumatura ci sfugga. Cosa succede però, quando si lasciano in disparte quelle azioni fondamentali per il nostro fluire? Dimenticarsi di respirare è diventato per molte persone la normalità.

Com’è possibile dimenticarsi di respirare?

Una dimenticanza parecchio comune, è quella d’idratarsi. Molta gente non è abbastanza idratata perché si scorda d’integrare un corretto apporto d’acqua durante il giorno. C’è chi considera quest’atteggiamento incomprensibile, poiché bere è un’azione che facciamo in seguito a una richiesta da parte del nostro corpo. Per quanto riguarda il respiro, tutto dovrebbe essere ancora più semplice. E’ il nostro stesso organismo che opera la ventilazione polmonare. Non è la nostra volontà che la mette in atto. Eppure, parecchia gente vive letteralmente col fiato sospeso. Il primo fattore di ciò, è lo stress. La situazione corrente, di certo non aiuta in questo senso. Le preoccupazioni fanno parte della nostra stessa esistenza. Solo che può succedere che queste prendano il sopravvento su di noi. E quando ciò accade, ecco che il respiro si strozza. La vita può regalare, ma riesce anche a sottrarre. E talvolta, ci soffoca.

Tuttavia, lo stress non è l’unica causa di questa mancanza. Succede di dimenticarsi di respirare anche per via del nostro continuo impegno in questa vita. Con lo scorrere del tempo, l’esistenza umana si è sempre più distaccata dalla sua natura. Ogni essere vivente di questa Terra lotta per la sopravvivenza. L’uomo, soprattutto di questi tempi, sembra dover combattere più degli altri. Siamo diventati dei professionisti nel colmare le nostre giornate d’impegni, lavoro, studio e quant’altro. Ognuno di noi ha in mente un obiettivo, una meta. O semplicemente, un motivo, quello che poeticamente definiamo “l’amor che move il sole e l’altre stelle”. Quest’ultimo è quella forza motrice che ci permette d’alzarci al mattino. Quella ragione che ci spinge a continuare questo folle viaggio per le vie del mondo.

L’altra faccia della luna

Sebbene tutto questo tran tran abbia i suoi lati positivi, è innegabile che da una parte ci faccia dimenticare di noi. Del nostro corpo, quella scatola che ci contiene e ci permette di scorrere all’interno del pentagramma della vita. E non è tutto. Questo continuo ammassarsi di eventi, azioni e sensazioni, è in grado d’instillare nelle nostre menti un messaggio sbagliato. “Chi si ferma è perduto”, si suol dire. Eppure, a volte mettere in standby la propria vita può rivelarsi una soluzione. Ecco perché è importante ricordarsi di respirare. E soprattutto, farlo nella maniera corretta.

Sette esercizi per imparare a respirare

Se il primo passo è il ricordo, il secondo non può essere che l’apprendimento. Siamo abituati a pensare al respiro come a un’azione semplice e scontata. Il fatto che si tratti di un automatismo fisiologico, tuttavia non rende questa nostra opinione una verità assoluta. Chi pratica yoga o chi è pratico di meditazione lo sa bene. Imparare a respirare non è un gioco da ragazzi. Per farlo ci vuole concentrazione, proprio come per qualsiasi lezione da apprendere. D’altra parte però, si tratta comunque di un’azione naturale, intrinseca del nostro essere. Ecco perché più che apprendere da zero, dovremmo piuttosto rieducare noi stessi a una corretta ventilazione polmonare. Per farlo, ecco alcuni esercizi che ci vengono in aiuto.

Respirazione consapevole

E’ il metodo più semplice. Può essere praticato ovunque e in qualsiasi momento. Consiste nel rallentare il proprio ritmo respiratorio. Lo si attua passando dai tipici dieci o quattordici atti respiratori al minuto, a sette atti respiratori al minuto. Un suggerimento è quello per inspirare per cinque secondi, trattenere il respiro per un attimo ed espirare per dieci secondi. Lo si può praticare sia in totale relax, magari in solitudine sul proprio letto, sia nel bel mezzo di qualsiasi situazione. Anche la più complicata, come per esempio un esame universitario, un’interrogazione scolastica o qualsiasi altro scenario che imprime stress.

Respirazione cellulare

Ecco un valido metodo finalizzato alla concentrazione e al rilassamento del corpo. Per metterlo in pratica, per prima cosa è necessario sdraiarsi a terra o su una superficie comoda. Dopodiché, bisogna porre la mano destra in concomitanza col cuore, proprio dove sentiamo il battito. La mano sinistra va invece a posarsi sull’addome. Gli arti sono dunque posizionati sui centri del respiro, della vita. Cerchiamo di sentire il cuore che batte, l’addome che si alza e si abbassa. Concentriamoci sulle nostre mani e si ciò che sta succedendo all’interno del nostro organismo. Teniamo conto del lavoro dei polmoni. Del loro continuo riempirsi e svuotarsi di soffio vitale. Ecco, con questa tecnica è possibile rilassarsi, prendere coscienza di sé. E notare la perfezione del nostro organismo, anche nei piccoli dettagli scontati.

Respiro attivo e calmante

Quando lo stress ci attanaglia, tutto l’organismo ne risente in maniera negativa. In particolare, un muscolo che potrebbe indispettirsi di tale condizione è il diaframma. Quest’ultimo segna il confine tra torace e addome. Dunque, è in prima linea nell’atto della respirazione polmonare. Questa tecnica di respirazione si divide in due atti: azione e calma. E grazie a questi passaggi non capiterà più di dimenticarsi di respirare.

Azione

Inizia concentrandoti sul tuo respiro. Espira emettendo a voce alta il suono “sssshh”, come se stessi chiedendo a qualcuno di fare silenzio. Poni la tua attenzione su ciò che succede tra torace e stomaco. Fallo finché a termine esalazione. Ripeti il passaggio per altre otto volte.

Calma

Respira profondamente. Unisci le tue labbra dolcemente ed emetti il suono “mmmhh”, mentre espiri. Questo rumore andrà a creare una vibrazione che si distribuirà per tutta la tua testa. Concentrati su questa. Ripeti l’azione per altre otto volte facendo attenzione al suono.

Apri il tuo cuore per combattere l’ansia

Chi soffre d’ansia, è solito a lamentare il sintomo del “cuore in ostaggio”. Si sente come se qualcuno avesse in mano il nostro cuore e lo stesse stritolando come una spugna. Ecco una tecnica per liberarsi da questa sensazione. Siediti su una sedia o sul pavimento. Metti le mani sulle spalle, solleva i gomiti e lascia che si tocchino fra loro. Ispira, permettendo al tuo petto di allargarsi. Espira separando i gomiti e sollevando il mento. Espira e appoggia i tuoi gomiti sul petto, in prossimità del cuore, abbassando il mento. Respira profondamente contando fino a otto, concentrandoti sul respiro. Ripeti i passaggi fino a quando non ti senti più calmo/a. Non ti preoccupare se il successo non è immediato. Funzionerà.

Dimenticarsi di respirare danneggia la pancia: respira per guarirla

Chi soffre di ansia, stress o depressione, lamenta spesso problemi di stomaco o intestino. Non a caso, esiste una correlazione tra sistema nervoso e digerente. Nel momento in cui le cattive sensazioni invadono anche questa parte del corpo, è bene cercare di risolvere la situazione. Ecco una tecnica di respirazione finalizzata proprio a questo. E’ meglio svolgerla su un tappetino o su una superficie soffice, soprattutto se si hanno problemi con le ginocchia. Inizia praticando quella che nello yoga si chiama “posizione della tavola”. Posa le mani e le ginocchia sul pavimento. Le mani devono essere parallele alle spalle, e le ginocchia parallele alle anche. Inspira e solleva lentamente la testa e i fianchi. Espira abbassando testa e anche, oltre ad abbassare l’addome e inarcare la spina dorsale. Ripeti la pratica finché non ti senti più rilassato/a.

Di’ “vuu”

Potrebbe sembrare bizzarro, eppure questa tecnica sembra funzionare sul serio. Ad affermarlo è stato il dottor Peter Levine, esperto nella ricerca sul trauma. Pare che il metodo “vuu” sia particolarmente efficace per ricentrare se stessi nel circostante. Il trauma, infatti, ha il potere di farci sentire “di troppo”. Molte persone che ne hanno fatto esperienza si percepiscono se stessi come se non facessero più parte del naturale ritmo vitale. Dunque, ecco un tentativo che può essere d’aiuto a questi soggetti. Prima di tutto, prenditi un attimo per osservare con attenzione il circostante.

Dopodiché, focalizzati su te stesso/a, sul tuo respiro. Se vuoi puoi chiudere gli occhi. Pensa al suono di una sirena nella nebbia e imitala emettendo un “vuu”. Indirizza il suono alla tua pancia. Una volta che sei a corto di fiato respira naturalmente, con consapevolezza. Ripeti il ciclo finché non ti senti meglio, almeno per due o quattro minuti.

Espandere della cassa toracica per non dimenticarsi di respirare e combattere i traumi

Questa tecnica risulta particolarmente efficace per chi soffre d’attacchi di panico o ansia. Poni un dito della mano destra sulla cassa toracica. Poni la tua mano sinistra sulla testa. Respira profondamente, tanto da poter osservare sensorialmente ciò che accade durante questi atti. Osservare il nostro corpo funzionare, mentre noi stessi ci sentiamo imperfetti, può risultare un buon metodo al fine di riacquistare speranza nel circostante. Poiché anche se questo pazzo mondo sembra andare a rotoli, e noi con esso, la natura riesce a provvedere per tutto e per tutti. Può succedere di dimenticarsi di respirare, ma noi dobbiamo ricordarcene. Quindi respira. Sei nel tuo posto. Sei in questo pianeta per una ragione. E se adesso stai vivendo una situazione difficile, ricorda che, comunque vada, non durerà per sempre. Nulla è per sempre. Nemmeno il dolore.