Digital tax rinviata in autunno dopo pressioni di Washington

La Commissione europea ha annunciato il rinvio del suo progetto di tassazione digitale dopo le pressioni degli Stati Uniti

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Digital tax rinviata

La Commissione europea ha annunciato che la “Digital Tax” è stata rinviata. La decisone è giunta dopo le pressioni di Washington. Secondo Washington, il progetto discriminerebbe le aziende tecnologiche americane. La Commissione ha affermato che il rinvio della “Digital Tax” è necessario per dare priorità all’approvazione della “Global Minimum Tax”.

Digital tax rinviata in autunno: cos’è successo?

Dopo le critiche della Segretaria al Tesoro americana Janet Yellen, la Commissione europea ha deciso di sospendere momentaneamente la “Digital tax” che colpirebbe le aziende tecnologiche americane che lavorano in Europa. Secondo Washington il progetto sarebbe discriminatorio per le aziende tecnologiche americane come Amazon, Facebook o Google. L’UE ha annunciato che il progetto verrà ridiscusso a ottobre. La Commissione ha affermato che il rinvio della “Digital Tax” è necessario per dare priorità al completamento dell’accordo globale sulla tassazione minima delle multinazionali, raggiunto in linea di massima al G20 di Venezia.

Priorità alla tassazione minima delle multinazionali

A margine della riunione, il Commissario europeo all’economia, Paolo Gentiloni, ha affermato: “Lavoreremo insieme agli USA per raggiungere questo accordo globale. Ho informato Janet Yellen della nostra decisione di mettere in attesa la proposta della Commissione della Digital Tax, per permetterci di essere concentrati, lavorando insieme, per raggiungere questo storico accordo”. Anche la Germania è del parere che bisogna concertarsi più sulle misure globali di tassazione delle imprese che sui piani dell’Ue per la tassazione digitale. Il ministro delle Finanze tedesco Olaf Scholz ha affermato: “Il passo più importante è che abbiamo un accordo su una tassa minima globale. Inoltre, che abbiamo anche un accordo su come tassare in maniera più equa le grandi aziende ad alto profitto, comprese quelle che sono attive come giganti digitali globali”.

Cosa prevede la “Global Minimum Tax”?

I ministri delle finanze del G20 hanno approvato una riforma ritenuta “rivoluzionaria” che mira a porre fine ai paradisi fiscali. In particolare, prevede di introdurre una tassa mondiale di almeno il 15% sugli utili delle maggiori imprese internazionali. Inoltre, mira a distribuire in modo più equo i diritti di tassare queste imprese. Alla creazione di questo sistema internazionale voluto dall’Ocse hanno aderito già 130 paesi.


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