Un’ulteriore conferma, ma sembra non essere mai abbastanza, atta a distruggere i preconcetti e i pregiudizi sulla diversità di genere, prova che le donne possono orientarsi in mare al pari degli uomini e trova una dimostrazione scientifica. E’ una importante ricerca pubblicata su Current Biology e condotta su 500mila persone di 57 paesi.

Lo studio prova che il minor senso dell’orientamento femminile non è frutto di capacità innate, ma connesso alla mancanza di pari opportunità.

Sebbene alcuni studi abbiano già dimostrato che la cultura influenza le strategie cognitive, non era mai stato condotto uno studio così ampio da poter valutare obbiettivamente la questione “differenza di genere”. Avrebbe richiesto  il test di milioni di persone di tutte le età in molti paesi diversi nel mondo.

Uno dei principali autori dell’analisi, Hugo Spiers, neuroscienziato dell’University College di Londra, in un intervista alla BBC ha spiegato quanto segue:

Poiché i paesi variano nelle loro proprietà geografiche e culturali, abbiamo previsto che queste variazioni danno origine a una distribuzione spaziale organizzata della cognizione su scala planetaria. Per verificare questa ipotesi, abbiamo sviluppato un compito cognitivo basato su app mobile, misurando la capacità di navigazione spaziale non verbale in oltre 2,5 milioni di persone e campionando popolazioni in ogni stato nazione. Ci siamo concentrati sulla navigazione spaziale a causa del suo requisito universale attraverso le culture. Utilizzando un approccio di clustering, scopriamo che la capacità di navigazione è raggruppata in cinque distinti, ma geograficamente correlati, gruppi di paesi. In particolare, la ricchezza economica di una nazione era predittiva della capacità di navigazione media dei suoi abitanti, e la disuguaglianza di genere era predittiva delle dimensioni della differenza di prestazioni tra maschi e femmine. Pertanto, le abilità cognitive, almeno per la navigazione spaziale, sono raggruppate in base alla ricchezza economica e alle disuguaglianze di genere a livello globale, il che ha implicazioni significative per studi interculturali e studi clinici multicentrici che utilizzano test cognitivi.”
“Nei Paesi in cui c’è una maggior uguaglianza tra i sessi, la differenza tra donne e uomini nei risultati raggiunti nel nostro test di navigazione spaziale è molto piccola, andando ad aumentare là dove esiste una disparità più accentuata”.

Sea Hero Quest

L’app in questione  è il gioco Sea Hero Quest, sviluppato da Glitchers. In questo viaggio il giocatore deve salvare i ricordi di un vecchio marinaio. Il marinaio compie un percorso su isole disabitate e iceberg di ghiaccio.

 

 

 

 

La suddetta app aveva come altra finalità di raccogliere dati su demenza senile e morbo di Alzheimer, superando i confini geografici che ne limitano lo studio. Difatti, il disorientamento spaziale è uno dei primi sintomi di tali malattie, pertanto gli esperti hanno intenzione di  identificare la demenza nelle fasi iniziali, sviluppando una versione speciale del gioco, che servirà come un nuovo strumento diagnostico.

 

 

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