Difendiamo il mare: il nuovo progetto di Greenpeace

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Si chiama Difendiamo il mare, ed è il nuovo progetto che vede la collaborazione tra Greenpeace, Univpm e Cnr. L’obiettivo è la salvaguardia del Mar Adriatico.

In cosa consiste Difendiamo il mare?

L’iniziativa è stata presentata nel corso di un evento tenutosi ad Ancona, organizzato dal Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente dell’Università Politecnica delle Marche. La campagna Difendiamo il mare si pone come obiettivo quello di documentare i cambiamenti climatici negli ambienti marini, oltre a rilevare lo stato di salute delle acque del Mar Adriatico. Il tutto si svolgerà con l’invio di una spedizione su barca a vela della Fondazione Exodus, con la collaborazione dell’Istituto per lo Studio degli impatti antropici e sostenibilità in ambiente marino del Cnr di Genova.


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Collaborazioni importanti

“Un momento per noi molto importante, non solo perché la salute del mare è un tema di fondamentale rilevanza e attualità. Anche perché testimonia la necessità di creare sinergie ed approcci multidisciplinari per affrontare e trovare soluzioni a problemi complessi” ha spiegato durante l’incontro Gian Luca Gregori, rettore dell’Università Politecnica delle Marche. “La ricerca ha fatto enormi passi avanti nello studio dell’inquinamento da plastica in mare. Ma questo non sarebbe stato possibile senza quella cooperazione tra comunità scientifica, associazioni ambientaliste, società civile e mondo produttivo. Tutti presenti nella giornata di oggi”.

Il problema delle plastiche

Il direttore del Dipartimento dell’Università Francesco Rigoli, invece, ha sollevato la questione dell’inquinamento da plastiche. “Le plastiche che vediamo in mare sono solo la punta dell’iceberg: oltre il 95% di questi materiali è sotto forma di microplastiche, particelle microscopiche, invisibili a occhio nudo. Sono ingerite da tutti gli organismi marini, e in grado di indurre effetti subdoli e spesso difficili da diagnosticare”.

Il Blue Growth

Anche negli scorsi anni, questa collaborazione ha consentito di apportare un notevole contributo alle politiche europee sulla tutela ambientale. Difendiamo il mare è in linea con gli obiettivi promossi in tal senso dall’Unione Europea, nell’ambito delle politiche Blue Growth e a favore degli ambienti marini. L’agenda politica europea ha rilevato un gettito di 500 miliardi di euro l’anno, e 5,4 milioni di posti di lavoro generati nei settori inerenti allo sviluppo verde. Parliamo di acquacoltura e programmi di ricerca sugli organismi (funghi e alghe) utili a produzione sostenibile e bioenergia.