Dietrofront di Franceschini: il Museo del Fumetto è salvo

«Un errore, i fondi arriveranno»: questa la precisazione che arriva dal Ministero per i Beni e le Attività culturali e per il Turismo, dopo che "Wow Spazio Fumetto-Museo del Fumetto" ha rischiato di chiudere per sempre

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Museo del Fumetto

La disavventura di “Wow Spazio Fumetto-Museo del Fumetto” giunge a un fortunato lieto fine. Il noto museo milanese dedicato alle arti del fumetto, delle illustrazioni e delle immagini animate si era visto rigettare dal ministro Franceschini la richiesta di un contributo utile per far fronte alle perdite per chiusura forzata durante lo scorso lockdown. Dure le parole del ministro, che con un atteggiamento di rigido conservatorismo culturale aveva definito lo spazio di viale Campania un «luogo espositivo di cose prive della qualità di beni culturali».

Il contrordine: cos’ha dichiarato il ministro Franceschini?

A seguito delle numerose proteste provenienti dal mondo della cultura, il tweet chiarificatore del ministro Franceschini non poteva che giungere repentino: «Ho chiamato il direttore Luigi Bona [direttore del museo, n.d.r.] per scusarmi per l’esclusione di “Wow Spazio Fumetto” dai contributi per l’emergenza Covid. Un errore di interpretazione che correggeremo subito. I fumetti sono arte».

Il direttore, alla luce di quanto dichiarato dal ministro, può dirsi sicuramente più tranquillo. Bona dichiara, infatti: «L’impegno del ministro a rimediare immediatamente a questo errore ci rassicura ed è certamente una buona notizia anche per altre realtà. Soprattutto fa piacere la sua dichiarazione di attenzione all’intero mondo del fumetto. Speriamo che sia soltanto un anomalo inizio di un buon rapporto collaborativo per il quale siamo certamente pronti».

Un periodo difficile per il Museo del Fumetto

Inutile ribadire come la situazione resti ancora assai complicata per il Museo del Fumetto. Bona sottolinea come: «In qualche modo stavamo cercando di sopravvivere con le nostre sole forze, cercando di strutturaci per reggere e andare avanti a prescindere dalla mancanza quasi totale di aiuti. Avevamo un progetto di evoluzione del museo con la creazione di una permanente, un’iniziativa estremamente impegnativa, le risposte erano positive, alcuni privati importanti sarebbero diventati nostri partner in questa operazione, ma tutto questo è stato interrotto a marzo, insieme ad altre cose che stavamo perfezionando o varando come la mostra Marvel».

Il direttore aggiunge ancora: «Abbiano dovuto arrampicarci sugli specchi per andare avanti, per parare i colpi anche solo a livello organizzativo con i ragazzi che lavorano con noi e per noi. Lo scorso anno avevamo avuto cinquemila iscritti ai nostri laboratori, quest’anno, di colpo, tutto cancellato».

Il museo, tra le mille difficoltà, è riuscito anche a riaprire, seguendo scupolosamente tutte le normative e attenendosi a tutte le regole. Non sono mancate attività didattiche con un campus estivo, con grande gioia dei ragazzi e delle loro famiglie. Specifica il direttore: «Ci siamo riusciti in giugno, in luglio, e anche a settembre per una settimana, senza avere un solo centesimo di contributo da nessuno. Abbiamo inaugurato la mostra sui Supereroi Marvel, siamo riusciti anche a fare lezione con un paio di licei, si stava riavviando il meccanismo, poi di nuovo fermi».

Milano, capitale del fumetto

Tra i vari meriti del capoluogo lombardo vi è anche quello di essere una delle capitali europee del fumetto, in particolare grazie all’azione culturale di autori e case editrici che qui operano da molto tempo. Di nuovo il direttore Bona: «Ho davanti a me delle tavole meravigliose, quelle della mostra, al momento chiusa naturalmente, su Guido Crepax e la sua collaborazione a “Tempo medico”». «Crepax ha cominciato a lavorarvi, appena laureato, sette anni prima di fare Valentina, ha disegnato le copertine, gli interni, i casi clinici illustrati, per trent’anni! Una cosa meravigliosa e preziosa di un artista che è considerato giustamente un emblema di Milano».

Pochi giorni fa, l’1 novembre, è venuta a mancare la moglie di Guido Crepax, ispiratrice del celebre personaggio di Valentina, giovane dal fascino raffinato ed erotico. La coppia ha vissuto per 40 anni nella loro casa di via De Amicis. Probabilmente, giunti a questo punto, all’interessamento e al contributo del ministero andrebbe affiancato anche l’intervento di un paladino della giustizia. Quale? «Basterebbe Capitan Buonsenso», propone il direttore di “Wow Spazio Fumetto”.