Dieta ipoglicemica: una valida soluzione?

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Dieta ipoglicemica

Il periodo delle festività natalizie è caratterizzato da una preoccupazione comune. Per alcune persone pare che quello di concedersi un dolcetto in più sia uno sfizio da pagare a caro prezzo. Tanto da costringersi a rimettersi a regime una volta terminate le feste. Sebbene questa mentalità sia del tutto discutibile, possiamo comunque cercare di far fronte a tutto ciò. La dieta ipoglicemica potrebbe rappresentare un asso nella manica.

Quali sono le peculiarità della dieta ipoglicemica?

È da tenere a mente che prima di cominciare un qualsiasi piano alimentare è bene rivolgersi agli/alle esperti/e del settore. Dunque, nutrizionisti/e e dietisti/e. Tuttavia, gli effetti della dieta ipoglicemica possono ritenersi efficaci da più punti di vista. Questo perché il principio che sta alla base di questo regime d’alimentazione non fa che stabilizzare uno dei tanti sistemi fisiologici del nostro corpo. Sostenere questa tipologia di dieta significa alimentarsi di cibi a basso indice glicemico. Quest’ultimo non è altro che l’espressione propria dei carboidrati d’innalzare la glicemia. Ossia la concentrazione di glucosio nel sangue. Gli alimenti a basso indice glicemico comportano un rilascio glicemico a lungo termine. Ciò significa che eviteranno di farci incorrere in un picco glicemico immediato.

Zuccheri semplici e complessi

In chimica e biologia, gli zuccheri rientrano nella grande famiglia dei carboidrati. Quest’ultimi possono dirsi semplici o complessi. I primi sono i cosiddetti monosaccaridi. I principali monosaccaridi sono il glucosio e il fruttosio. Questi composti sono in grado di rilasciare zucchero in maniera immediata. Innalzando istantaneamente la glicemia. Troviamo poi gli zuccheri complessi. Dunque, principalmente i polisaccaridi. Per quanto riguarda il regno vegetale, il polisaccaride fondamentale è l’amido. Al contrario, negli animali è il glicogeno. I polisaccaridi possiedono la capacità di emanare zucchero a lungo termine. Permettendo alla glicemia d’innalzarsi a poco a poco. Il che evita scompensi ematici. Oltre che una maggiore possibilità d’innalzare il proprio peso corporeo. Vediamo dunque quali sono gli alimenti a basso indice glicemico. Quindi che favoriscono quest’ultimo processo.

La base della dieta ipoglicemica: i cereali integrali

Quando si parla di dieta integrali in molti storcono il naso. Questo perché fin dall’infanzia siamo comunemente abituati a consumare alimenti raffinati. Quest’usanza può dirsi congeniale per i primi ventiquattro mesi di vita. Quando l’intestino umano non è ancora abbastanza sviluppato da assimilare e digerire le fibre. Al contrario, crescendo i nostro bisogno giornaliero di questi elementi aumenta. Dunque, dovremmo imparare a introdurle in maniera maggiore. Sia attraverso frutta e verdure, sia attraverso vari carboidrati più complessi. Scegliere prodotti integrali significa regolare il sistema insulina-glucagone in maniera adeguata.

Legumi

In una dieta a basso indice glicemico non possono mancare i legumi. Una volta venivano chiamati “La carne dei poveri”. Adesso gli/le esperti/e sanno bene che le proprietà di questi alimenti sono tutt’altro che povere. Innanzitutto, per quanto riguarda la perdita di peso, i legumi rappresentano un autentico asso nella manica. Non solo per la loro versatilità. Essi, oltre a essere particolarmente ricchi di ferro e altri oligoelementi, sono in grado di saziare in maniera rapida. Dunque, un’adeguata porzione giornaliera di legumi può considerarsi un’alleata contro l’eccessivo aumento di peso. Inoltre, questi alimenti possiedono un basso indice glicemico. Di conseguenza, non metteranno alla prova il nostro organismo.

Verdure a basso indice glicemico

Sebbene tutte le verdure possiedano proprietà insostituibili, nel caso di una dieta ipoglicemica è bene fare un po’ di chiarezza. Soprattutto se la si sta effettuando al fine di contrastare un ingente aumento di peso o alcune patologie. Come ad esempio la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS). Non tutte le verdure possiedono un basso indice glicemico. Ad esempio, i tuberi e gli ortaggi facenti parte della famiglia delle cucurbitacee, non fanno rientrano nei parametri della dieta ipoglicemica. Dunque, è meglio consumarle con parsimonia. Discutendo a tal proposito con il/la proprio/a nutrizionista o dietista.

Alternative vegetali ai latticini

I classici derivati del latte non sono del tutto amici della dieta ipoglicemica. Soprattutto se si usa consumarli nella loro forma “intera”. E non scremata o priva di lattosio. Dunque, è bene parlare apertamente con un/a esperto/a a proposito della loro assunzione. In alcuni casi è sufficiente ridurne il consumo. In altri, è bene rimboccarsi le maniche. Favorendo le alternative vegetali. Purché quest’ultime risultino in forma semplice e prive di zuccheri aggiunti. In particolare, è ormai noto che la soia risulta particolarmente benefica in questo senso.

Dieta ipoglicemica: una soluzione ottimale?

Non finiremo mai di ripeterlo. La gestione della salute umana non è un compito semplice. Ecco perché è fondamentale evitare le autodiagnosi. È invece buona norma rispettare sempre e comunque il parere medico. Tenendo a mente che solo quest’ultimo può risultare affidabile. Non è finita qui. Spesso si ricorre a diete drastiche al fine di perdere qualche chilo considerato di troppo. Questo perché viviamo in una società ossessionata dalla perfezione e dalla bellezza. Questi due concetti sono comunemente associati alla magrezza. Si dice che un corpo magro possa dirsi bello a vedersi. Siamo sicuri/e che sia proprio così? Prima di stravolgere la nostra alimentazione dovremmo schiarirci un po’ le idee. Innanzitutto, distinguendo una condizione patologica da un mero giudizio estetico. Poiché non sempre i chili “di troppo” sono realmente di troppo.

Si parla spesso di benessere personale. Molte persone, soprattutto donne, sostengono di voler perdere peso per se stesse. Al fine di guardarsi allo specchio senza paura. Ci sarebbe da ragionare sul perché di questo atteggiamento. In questo modo, stiamo realmente reagendo per il nostro bene? O siamo semplicemente il riflesso della comune mentalità antropologica? Non è cosi semplice stabilirlo. Potrebbe trattarsi della somma di più fattori. Il punto è che dovremmo cercare di riordinare i nostri pensieri. Di cercare il motore che ci spinge ad agire così. Ricordando che la bellezza univoca non esiste. Tantomeno la perfezione. Non è attraverso un corpo più esile che raggiungeremo la felicità. Piuttosto, tramite una mente sviluppata e priva di barriere.


Il digiuno intermittente che impazza