Dieci razzi contro una base Usa nell’ovest dell’Iraq

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Sono stati scagliati almeno 10 razzi nell’ovest dell’Iraq, precisamente nella base militare di Ain al-Asad, che ospita le truppe Usa. Lo riferiscono la coalizione a guida Usa e l’esercito iracheno. L’attacco di oggi giunge due giorni prima della visita di Papa Francesco in Iraq, in cui il pontefice si recherà a Baghdad. Nel sud del Paese e nella città settentrionale di Erbil.

La ricostruzione dei fatti: quando è successo?

Secondo quanto riferisce il colonnello Wayne Marotto, portavoce della coalizione a guida Usa, i razzi hanno colpito la base alle 7:20 ora locale. Successivamente l’esercito iracheno ha comunicato che l’attacco non ha causato perdite significative. Le forze di sicurezza hanno scovato la piattaforma di lancio usata per i missili. I Katiuscia son stati lanciati da una distanza di circa otto chilometri dalla base. Si tratta del quarto attacco condotto con razzi contro le forze americane in Iraq e nella regione del Kurdistan iracheno negli ultimi trenta giorni.


Dal nucleare iraniano alle provocazioni israeliane


L’attacco Usa

La settimana scorsa il presidente Joe Biden aveva autorizzato un attacco contro una base di milizie irachene filo-iraniane in Siria. Il raid secondo il Pentagono era stato autorizzato: “in risposta ai recenti attacchi e alle minacce continue contro personale americano e della coalizione in Iraq”. Questa volta, visto che non ci sono stati danni: secondo alcune fonti pare che un contractor civile sia morto per infarto, ma la base non è stata colpita. E’ probabile che gli Usa per qualche giorno interrompano il ciclo di attacchi, soprattutto per non alzare il livello della tensione in Iraq. Alla vigilia della visita di Papa Francesco nel Paese.

L’attacco non è riconducibile alla visita di Papa Francesco

L’attacco, secondo fonti ecclesiali irachene, non sembra in alcun modo collegato alla visita di Papa Francesco. “Ci sono stati lanci di razzi sulla base internazionale in Iraq. Ma vengono considerati non eccezionali da chi è sul territorio, come qualcosa di non straordinario. Nessuno individua una correlazione con la visita apostolica Papa“, ha detto Alessandro Monteduro. Direttore della fondazione pontificia “aiuto alla chiesa che soffre”.

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