Ecco dieci destinazioni turistiche a impatto zero (o quasi). Dove andare per un week – end o una vacanza più lunga e sentirsi anche un poco più sostenibili.

Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi.
Marcel Proust

La crisi ha ridimensionato le spese per il turismo ma ha anche offerto la possibilità di un nuovo modo di viaggiare e fare turismo alla ricerca di mete meno note ma ugualmente suggestive, vere e proprie miniere di risorse naturali e culturali. La crisi ha inoltre favorito la destagionalizzazione dei flussi turistici. Si viaggia di più in bassa stagione verso destinazioni non semplicemente marittime ma anche rurali e montane. Ecco allora una green top ten dei luoghi da non perdere. Per la verità i luoghi green da visitare in giro per il mondo sono tanti altri ma elencarli tutti sarebbe impossibile. E chissà se altre località non saranno oggetti di prossimi articoli…

10) Santo Stefano di Sessanio (Italia)

Cominciamo la carrellata di destinazioni turistiche green oriented, con questo incantevole borgo in provincia dell’Aquila. Santo Stefano di Sessanio è un chiaro esempio di turismo sostenibile e propone come modello di ricettività il cosiddetto albergo diffuso. Immerso nel Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga si è via via spopolato a causa dei ripetuti terremoti che hanno colpito la zona. Chi ha salvato il borgo dal completo abbandono e ha avuto l’intuito di convertire lo spopolamento in opportunità è stato un imprenditore italo – svedese Daniele Kihlgren che ha realizzato l’albergo diffuso Sextantio, forma di ricettività rappresentativa del luogo e delle culture locali.

9) Curitiba (Brasile)

In Brasile il sindaco di Curitiba, Jaime Lerner, afferma che qualsiasi città può essere significativamente trasformata in tre anni con quella che lui stesso definisce “agopuntura urbana” ovvero misure coraggiose che diano una svolta positiva alla qualità di vita in città. Egli ha proposto edifici multiuso per evitare che nelle 24 ore vi siano periodi morti e conseguentemente sprechi di energia e acqua. Scuole e musei la notte si trasformano in cinema e teatri. I bus di superficie utilizzano un boarding tube, un’anticamera trasparente per contare i passeggeri e dotarli di biglietto prima dell’imbarco. La metà degli abitanti di Curitiba e dintorni si muove in autobus e sui 10 km di pista ciclabile. Un bell’esempio di mobilità sostenibile.

8) Masdar City (Emirati Arabi)

Letteralmente “la città sorgente”, è la prima città a emissioni zero, progettata da Norman Foster e in costruzione ad Abu Dhabi. Si prevede che avrà decine di migliaia di abitanti. Sarà conclusa entro il 2025 e si presume che sarà molto frequentata da pendolari che andranno a lavorare nelle centinaia di aziende di energia pulita che vi insedieranno. Naturalmente muovendosi su auto elettriche. Il masterplan di Foster si ispira alla sostenibilità e all’integrazione tra vita lavorativa e tempo libero; è finalizzato alla riduzione degli spostamenti e alla certificazione energetica degli edifici.

7) Le Colline del Monferrato (Italia)
Paesaggi enogastronomici fatti di vigneti a perdita d’occhio che si alternano a colline e borghi storici fanno del Monferrato una delle mete preferite per il turismo sostenibile. Terra di vini e tartufi il Monferrato si percorre a piedi o in bicicletta attraversando tutti i sentieri che si dipanano nei vigneti.Terra ricca di prodotti gastronomici tipici (Il Barbera D’Asti Doc, gli amaretti, l’uva blu e succosa, i tartufi). Ad Aqui Terme è da visitare la Piazza della Bollente: un’elegante edicola – tempietto, a forma ottagonale, da cui sgorga acqua termale a 75° C. Se pianificate il vostro viaggio tra il 21 ed il 28 ottobre non potete assolutamente perdervi la Fiera del tartufo di Moncalvo. L’ Unesco ha riconosciuto i paesaggi vitivinicoli di Ranghe – Loero e Monferrato come Patrimonio Mondiale dell’Umanità (World Heritage List).
6) Terme di Bad Blumau (Austria)

Le terme di Bad Blumau in Stiria Orientale, sfruttano la geotermia, propongono massaggi a base di prodotti naturali (miele, sambuco e zucca) e offrono i migliori prodotti biologici locali. Sono state disegnate dall’artista Friedenreich Hundertwasser, austriaco, che esprime nelle sue opere d’arte l’esigenza di vivere in armonia con la natura.

5) L’isola che non c’è

Dalla matita dell’architetto olandese Ramon Knoester nasce un’isola sostenibile capace di ospitare 500 mila persone, realizzata interamente in plastica. L’isola consentirebbe di ripulire 44 milioni di chili di rifiuti plastici nel bel mezzo dell’Oceano Pacifico in cui, per effetto delle correnti che qui confluiscono dal Giappone e dalla California, l’acqua ruota in senso orario e qui convergerebbero tutti i rifiuti di plastica abbandonati in mare. Su quest’isola la comunità si rifornirebbe di energia elettrica sfruttando il moto ondoso e si ciberebbe di prodotti provenienti dalla pesca e dall’agricoltura biologica. Se non ce la fate per il 2013 (visto che si tratta ancora di un progetto) appuntate questa meta sul taccuino…ma prima che faccia la fine di Atlantide.

4) Berceto (Italia)

Situato sull’antica strada Romea, che percorrevano i pellegrini provenienti dal Nord e diretti a Roma, questo piccolo ed incantevole borgo in provincia di Parma offre la possibilità di una vacanza sostenibile. Mente e corpo riposano in strutture ricettive ispirate all’architettura sostenibile, bio – arredamento e pratiche di meditazione per ritrovare l’energia psicofisica perduta.
Da vedere il Duomo di Berceto, emblema della Via Francigena. Il territorio dà molte possibilità (passeggiate, escursioni, trekking) a chi ama la montagna e l’aria aperta: si possono percorrere i tracciati dell’ Ippovia dell’Appennino Parmense e della Via Francigena.

Da vedere il Duomo di Berceto, emblema della Via Francigena. Il territorio dà molte possibilità (passeggiate, escursioni, trekking) a chi ama la montagna e l’aria aperta: si possono percorrere i tracciati dell’ Ippovia dell’Appennino Parmense e della Via Francigena.
3) Marina di Camerota (Italia) 

Marina di Camerota, piccolo angolo di paradiso sulla fascia costiera tirrenica campana, è immersa nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano che è a sua volta Riserva della Biosfera Unesco. Le spiagge sono pulite, a misura di famiglia e di bambino. Ha ricevuto Bandiere Blu per parecchi anni di seguito e le 5 Vele di Legambiente. Da visitare sul territorio le moltissime testimonianze storico – culturali e le grotte paleontologiche.

2)New York (Stati Uniti)

Anche New York ha i suoi posti a impatto zero. Basta andare nei posti giusti e coi mezzi giusti. Lo sapevate che il più grande orto biologico urbano del mondo è a New York? Il Brooklyn Grange è ospitato su un tetto ed è un vero e proprio open air museum che ospita più di 10.000 varietà di piante. Potrete soggiornare a pochi passi da Times Square nell’hotel ecologico Element. Ogni stanza è dotata di bidoni per il riciclaggio ed un sistema di gestione energetica permette la razionalizzazione dell’uso di energia. Tendaggi e decorazioni di interni provengono da materiali riciclati. A pochi metri dall’hotel un servizio di bike sharing assicura divertenti e salutari pedalate in giro per la Grande Mela.
Chi adora cibi bio e vegan non può perdersi i cupcakes vegan da Babycakes (Lower East Side) ed un brunch da Alice’s Arbor, ristorante bio che usa solo primizie di stagione.

1) Hammarby Sjöstad  (Svezia)

Con i suoi circa 30 mila abitanti questa impronunciabile cittadina a sud di Stoccolma merita la medaglia d’oro per la sostenibilità. Gli autobus sono alimentati dalle biomasse provenienti dai liquami domestici, l’acqua del fiume è potabile. L’energia proviene dai pannelli solari e dai rifiuti. Chiunque vive o soggiorna ad Hammarby chiude il cerchio (per dirla alla Barry Commoner) a seguito di scelte tecnologiche, gestionali ed urbane sostenibili.

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