Diana Souhami: le lesbiche e il Modernismo

Un libro che descrive alcune figure di donne emancipate che contribuiscono a far conoscere scrittori e artisti

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Diana Souhami
L'influenza lesbica nel pensiero moderno (Immagine di press 👍 and ⭐ da Pixabay)

Diana Souhami pensa che le donne lesbiche abbiano avuto un ruolo fondamentale nella formazione del pensiero moderno. Il suo libro presenta infatti le biografie di alcune protagoniste dei cambiamenti tra fine Ottocento e inizio Novecento. Nella Parigi del periodo hanno finanziato il movimento e culturale e sociale.


Il processo di Wilde per omosessualità del 1895


Di cosa parla Diana Souhami nel libro “No Modernism without lesbians”?

La sua opere descrive la vita e le principali esperienze di alcune donne che si sono ribellate alla società conservatrice. Le storie di Gertrude Stein, Sylvia Beach e Natalie Barney sono ambientate a Parigi, città più aperta all’inserimento delle donne in alcuni settori. Con intraprendenza le signore omosessuali riescono a guadagnare, investire nelle proprie attività e sponsorizzare alcuni talenti artistici. Frequentano circoli e personaggi facoltosi e insieme riescono a dare una svolta alle proprie vite.

Il Modernismo

Un movimento che interessa tutte le discipline ed è collegato all’urbanizzazione e all’industrializzazione. Un principio fondamentale è l’autocoscienza che si esplica in un modo di agire progressista e nella sperimentazione scientifica e culturale. Quindi, l’uomo persegue un miglioramento personale e collettivo e rifiuta le convenzioni.

Le lesbiche che hanno cambiato il modo di pensare

Gertrude Stein vive a Parigi dal 1903 col fratello e si interessa d’arte, soprattutto all’opera di Picasso. Conosce il pittore e come lui cerca di cambiare il modo di espressione dell’arte, in particolare nell’uso delle parole. Infatti, è autrice e sostiene alcuni scrittori che possono pubblicare i propri libri con la sua collaborazione.
Natalie Barney è un’icona dell’omosessualità, una donna disinibita che non rifiuta il piacere e si oppone al puritanesimo dilagante. La condizione agiata le permette di avere molti amanti e di non nascondere le proprie tendenze nelle scelta dei partner. In un’epoca repressiva, diventa un modello da seguire anche per altre ragazze lesbiche.

Diana Souhami racconta Sylvia Beach

Il libro parla anche di Sylvia Beach nella capitale francese incontra in una libreria Adrienne Monnier che diventerà la sua compagna di vita. La passione per la letteratura la spinge ad aprire il negozio-biblioteca “The Shakespeare & Co”. Diventa così un club del libro e un centro in cui intellettuali e artisti si incontrano. L’esercito nazista lo chiude però nel 1942. Le due donne hanno contribuito alla fama di James Joyce insieme a Margaret Anderson e Jane Heap, serializzando l’opera su “The Little Review”.

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