Diana Del Grande, ecco chi è l’illustratrice che fa sognare i bambini

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Diana Del Grande

Avevamo già parlato del suo racconto per bambini, L’Omino del Pigiamino (La Strada per Babilonia edizioni) e ci aveva incuriosito la sua doppia veste di narratrice e illustratrice. E ora è arrivato il momento di conoscere un po’ più da vicino Diana Del Grande, l’autrice che con i suoi scritti e i suoi disegni sta facendo sognare tutti i bambini che hanno conosciuto Tommy, il bimbo delizioso dal pigiamino a strisce blu.

1. Diana, raccontaci qualcosa di te e della tua formazione artistica.

Una volta, avevo circa 5 o 6 anni, mio padre mi costruì una casa delle bambole con il polistirolo, completamente bianca e immacolata. Mi lasciò lì a giocarci mentre lui si mise a lavoro e quando dopo un po’ tornò da me, io avevo dipinto ogni stanza ed ogni mobile di un colore differente: non ce n’era uno che stonasse con gli altri, almeno così mi dissero. Poi lui mi guardò e disse “Eccola là… abbiamo un’altra artista in casa!” (il papà di Diana è scultore, ndr.)

Sin da piccolissima sapevo quindi che avrei fatto studi artistici, dato che ho sempre amato disegnare e dipingere. Fino alla seconda media ero convinta che avrei intrapreso un percorso di studi che avesse avuto a che fare con la moda, dato che non facevo altro che disegnare figure femminili in modelli differenti. Poi qualcosa cambiò. Sentivo che non mi soddisfava più disegnare solo quel genere. Conobbi quello che in gergo viene definito come il blocco artistico, così decisi di iscrivermi a Grafica Pubblicitaria (all’IStituto Supriore Virginia Woolf di Roma), dato che c’era comunque il disegno ed in più avrei potuto studiare programmi grafici interessanti. C’era qualcosa che mi spingeva a iscrivermi in quella scuola, anche se ancora non sapevo cosa. Il biennio trascorse tranquillo con la realizzazione di varie pubblicità disegnate a mano quindi mi piaceva sì, ma non ero del tutto soddisfatta. Al terzo anno una professoressa  di grafica  portò in classe dei libri illustrati da vedere. Tra questi c’erano Andrea Pazienza e Munari. Sfogliandoli ebbi come un’illuminazione su ciò che volevo fare… libri illustrati! Una volta diplomata, lavorai per qualche tempo per mettere i soldi da parte e frequentare poi nell’anno accademico 2008/2009 l’Accademia internazionale di Comics, corso triennale di illustrazione. All’inizio entrai decisa a che avrei illustrato libri fantasy, ma più andavo avanti e più c’era qualcosa che non andava, sentivo che non sarei stata adeguatamente soddisfatta.  All’inizio del secondo anno approfondimmo tecniche di illustrazione per l’infanzia e lì ebbi la mia seconda, e finora ultima, illuminazione. Mi ricordo che alzai la testa, guardai la mia insegnante e le dissi : “Io voglio fare illustrazione per l’infanzia!” . Lei mi guardò e semplicemente disse: “Ah… l’hai capito”… io mi misi a ridere perchè lo avevano capito tutti i miei insegnanti tranne io! Mi diplomai nell’anno accademico 2011/2012 e da lì partecipai ad una mostra. Fui selezionata per un concorso italiano di favolistica che si chiama Scarpetta D’oro. Il tema del concorso era le scarpe d’Italia: mi posizionai e rientrai nella mostra e nel catalogo dell’esposizione.

Diana Del Grande

 

2.Quali sono le tue fonti di ispirazione?

La mia prima ed incessante fonte d’ispirazione è la Disney, lo Studio Ghibli e la Pixar se parliamo di video e animazione. Per quanto riguarda gli illustratori ho una lunghissima lista, troppo lunga per inserirli tutti. Citerò solo alcuni nomi per dare una vaga idea: Massimiliano Frezzato, Daniela Volpari, Monika Filipina, Benjamin Lacombe, Valeria Docampo, Rebecca Dautremer. Se parliamo di ispirazione nei testi io mi affido ed amo Gianni Rodari e il Dottor Seuss, perchè nella loro totale semplicità risiede una profonda morale ed intelligenza, nonché la capacità di trasmettere la loro passione e quindi appassionare chi legge. Un’altra importantissima fonte d’ispirazione per me è senza dubbio Hayao Miyazaki che ha nutrito incessantemente negli anni la mia anima artistica.

 

3.Quali soddisfazioni ti dà lavorare per l’editoria?

 Beh forse è un po’ presto per dirlo, dato che ho pubblicato il mio primo libro a gennaio, ma certo ne stanno già arrivando molte. Vedere che la gente apprezza il mio lavoro, vedere che si innamora di un mio personaggio fino a commuoversi o della storia che li fa tornare bambini è gioia pura che arriva all’anima. Ovvio la soddisfazione più grande poi arriva proprio dai bambini, che apprezzano il tuo libro, ridendo con il tuo personaggio e vivendo ciò che vive lui. Recentemente un bambino ha detto del mio libro ai suoi genitori: “Me lo compri e lo leggiamo stasera quando vado a dormire?”. E mi sono commossa. Sentir dire all’editore che a solo un mese dalla prima stampa del tuo libro  “dobbiamo fare la prima ristampa perchè il libro sta andando bene”, è una cosa a cui quasi non riesci a credere e che ti stordisce dall’emozione. Vedere una libreria che allestisce un’intera vetrina solo per te e la tua presentazione mi ha fatto  piangere, ed in quelle lacrime c’erano tutti gli sforzi, i dolori e le pene che ho sopportato per arrivare a questo. Penso che un’altra grandissima soddisfazione l’avrò quando girerò per caso passeggiando, entrerò come sempre in una libreria e guardandomi intorno vedrò il mio libro in mano a un bambino che lo sta leggendo solo perchè lo attirava e non perchè qualcuno glielo ha messo davanti o perchè  in fase di promozione. Ha voluto prenderlo lui perchè  sentiva qualcosa. Quando e se questo accadrà, dovrò uscire di corsa perchè o gli salterò addosso per riempirlo di baci o inizierò a piangere e forse è meglio evitare le due cose…

 

4. Perché raccontare ai bambini le emozioni con le illustrazioni?

 

Perché questo è il mio modo di  sentirmi ancora bambina. Perché creare disegni fantastici per loro libera il mio estro. Perché da un disegno i bambini traggono un mondo di fantasia. Perché l’illustrazione è una forma d’arte che arriva più facilmente ad un bambino. Perché l’illustrazione ed il disegno li stimola e li aiuta a crescere in modo diverso, con più coscienza, con più creatività e a vedere la vita in modo diverso, ad essere diversi rispetto alla massa. L’arte può fare molto per un bambino.

 

5.L’omino del pigiamino. Raccontaci qualcosa.

 L’idea dell’Omino del pigiamino nacque per caso, quando un giorno su Facebook, una mia compagna di accademia, scrisse qualcosa come: “Sono distrutta, ci vorrebbe qualcuno che mi infili il pigiama e poi sotto le coperte”. Quella frase mi frullò in testa per giorni finché non feci un sogno in cui vidi per la prima volta Tommy e il suo pigiama a righe con le orecchie. Il mattino dopo iniziai a buttare giù gli schizzi che avevo sognato. Mi capita spesso di sognare ciò che poi realizzo, e man mano che i disegni finivano concretamente sul foglio la storia prendeva forma. Cosa del tutto diversa da ora, in quanto prima mi viene la storia con il protagonista e subito in sequenza i disegni. Immagino che questa storia abbia avuto bisogno di tempo per svilupparsi in quanto fosse la prima e soprattutto in quanto trattasse una tematica complessa come quella del non perdere la capacità di sognare quando si diventa adulti. Tommy è un bambino molto curioso e che come tutti i bambini ama la magia, quindi la sua mamma decide di raccontargli la storia di questo magico Omino che culla i sogni dei bambini di tutto il mondo, una sorta di Sandman. All’inizio l’unico interesse di Tommy è quello di incontrarlo per imparare la magia, e come dargli torto? Ma poi, essendo un bambino con una coscienza molto profonda, inizierà a farsi delle domande ben più importanti e complesse come ad esempio “Come fanno gli adulti a fare dei bei sogni se l’Omino si occupa solo dei bambini?” Da lì intraprenderà un viaggio nel mondo dei sogni per cercare le risposte alle sue domande, non vi dico altro altrimenti che gusto ci sarebbe a leggerlo?! Posso dirvi che è un libro che non ha una specifica fascia d’età, come detto anche da Sabrina Verderio, psicologa clinica e dello sviluppo, ma  adatto a bambini anche molto piccoli, ovviamente accompagnati nella lettura da un genitore o da entrambi, fino agli adulti che troppo spesso perdono la capacità si sognare crescendo e non si rendono conto di quanto un bambino possa fare per loro.

 

Ecco le prossime date del tour di presentazione dell’Omino del Pigiamino

10 MARZO @ LIBRERIA ORIZZONTE h 11 ( Roma – Via Fernando Santi 64, zona Colli Aniene)

10 MARZO @ LIBRERIA INFINITE PARENTESI h17:30 (Via Pedicciano – Roma zona Castelverde)

24 MARZO @ RISPARMIO LIBRI h 17:30 (Via Prenestina – Roma)

7 APRILE @ LIBRERIA EQUILIBRI (Piazzale Medaglie d’Oro- Roma Balduina)

8 APRILE @ FELTRINELLI NAPOLI
Diana Del Grande
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