Dia de los muertos, inno vitale alla morte

La tradizione messicana che celebra la vita

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Primo novembre 2020. Oggi, come ogni anno, ricorre la giornata dedicata ai defunti. Nonostante le difficoltà del periodo che stiamo vivendo, molte persone si stanno aggirando per i cimiteri muniti di mascherine e gel disinfettante. La pandemia non impedisce di andare a fare visita a chi non è più con noi, ma continua comunque a respirare allo stesso ritmo. Si sa, una visita al camposanto non è l’unica maniera di ricordare o rendere omaggio a chi ha lasciato questa Terra. Nonostante questa ricorrenza sia capace di smuovere lacrime ed emozioni negative, esistono tradizioni che donano un significato alternativo alla giornata. Oggi in Messico si festeggia el dia de los muertos, ossia il giorno dei morti.

Qual è il significato di el dia de los muertos?

Chi conosce Coco, l’ormai celebre cartone firmato Disney, è possibile che sappia già di che cosa stiamo parlando. Si tratta di una tradizione messicana da antiche origini. All’interno di molte culture, si crede che durante questa giornata, i defunti tornino sulla Terra a fare visita ai propri cari. Anche el dia de los muertos, riprende questa concezione. Tuttavia, durante il giorno dei morti messicano, la malinconia non fa da colonna portante alla ricorrenza. Più che un dì dedicato alle lacrime e alla nostalgia, si tratta di un’autentica celebrazione della vita. La morte, è infatti parte della vita stessa. Se non avessimo la consapevolezza che un giorno tutto questo finirà, probabilmente perderemmo il senso dell’esistenza. Ad esempio, che ne sarebbe del tempo? Il nostro fluire sarebbe comunque scandito da mesi, giorni, ore, minuti e secondi, se la nostra vita su questo pianeta fosse infinita? Le domande sono molte, le risposte soggettive.

Nel momento in cui il nostro cuore cessa di battere, la nostra clessidra vitale smette di scorrere. Tuttavia, il nostro passaggio raramente potrà passare inosservato. Qualsiasi vita, anche la più breve, lascia le sue tracce. Segni che, anche se apparentemente sono ignorante, entrano comunque a far parte di continua a calpestare il suolo terrestre. Ecco perché, durante el dia de los muertos si celebra la vita di chi la vita ha lasciato. Affinché i defunti vengano ricordati per ciò che hanno compiuto durante il loro fluire, e non esclusivamente per il giorno in cui la scatola che li contiene ha smesso di pulsare. Sebbene la morte sia difficile da accettare, resta comunque fondamentale rendere omaggio a chi l’ha già incontrata, per ciò che è stato in vita. Perché nessun respiro cada nell’oblio, ma venga ricordato nella sua vitale importanza.

Come si celebra questa giornata?

El dia de los muertos si divide in due giornate principali. La prima, si svolge oggi, il primo novembre. Il dì odierno è chiamato el dia de los santos inocentes, i santi innocenti. Quest’ultimi, sono i bambini, quelle vite che hanno abbandonato la Terra ancor prima di fare esperienza del circostante. Domani, invece, sarà la giornata di tutti i defunti. La celebrazione, segue alcuni simboli portanti. Le persone si recano presso le tombe dei propri cari il giorno prima, e cospargono il sentiero dal cimitero a casa propria con petali di calendula. La fragranza del fiore e il suo colore raggiante, segnerà il percorso che il defunto dovrà percorrere per arrivare all’abitazione che occupava.

Un altra tradizione, è quella di costruire un altare all’interno del proprio focolare domestico. Quest’ultimo è composto da foto di chi non c’è più, nonché molteplici ofrendas, ossia doni e prelibatezze cucinate apposta per loro. Gli altari risultano particolarmente colorati e decorati. Non mancano i calavaritas de azucar. Si tratta di dolci a forma di teschio, colorati con glasse dalla consistenza del caramello. Il tutto è risalato dalla musica dei mariachis, musicisti del folklore messicano. La gente danza a ritmo di musica, con i volti trasformati in teschi stilizzati. Una vera e propria festa dunque, capace di far rifiorire la tragedia della morte.

Il giorno dei morti ai tempi della pandemia globale

Quest’anno, i defunti da commemorare sono troppi. La pandemia globale continua a mietere le sue vittime, e il Messico rimane uno degli stati più colpiti in assoluto. Ecco perché il presidente messicano Andrés Manuel López Obrador, ha disposto alcune norme al fine di contenere il contagio del virus. Le persone dovranno rendere maggio ai loro cari che non ci sono più, all’interno delle mura domestiche. I cimiteri sono chiusi, e ogni celebrazione pubblica è sospesa. Ciò nonostante, i defunti saranno comunque celebrati. Attraverso i social network, i messicani stanno esponendo foto delle loro ofrendas, e le famiglie si stanno riunendo tramite le videochiamate. Il virus si sta portando via troppe vite, ma non sta riuscendo a distruggere quel legame che tiene unita l’umanità: l’amore.

https://twitter.com/DiadeMuertos_/status/1310314768838938624