Di Battista in tour: ritorno in politica? Inaspettato davvero

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Alessandro Di Battista annuncia il tour in giro per l’Italia. Il motivo sembra sia per parlare, dibattere e ascoltare. Ma poi su Facebook ammette anche che la Politica gli manca. Noi siamo mediocri in matematica ma le addizioni ci vengono ancora abbastanza bene. Inizia la strada per un ritorno in politica? Diventerà un salvagente per il M5S o traccerà un suo cammino?

Di Battista in tour: di cosa si tratta?

Siamo sinceri fin da subito, per noi è una prova generale. Prima di formare un partito è giusto farsi quattro conti in tasca. Ma, giustamente, Di Battista nell’annunciare il tour è più cauto. Come tutti sappiamo dopo l’esperienza politica 2013-2018 scelse di non ricandidarsi. Ha comunque sempre appoggiato il M5S fino ad alcuni mesi fa, quando il Governo dell’assembramento (come lo definisce nel suo nuovo libro) ha preso forma e a lui non è proprio andato giù. Ora è libero da ogni partito e sembra inizi a edificare qualcosa di suo. La sua frase riportata su La Stampa lascia poco da intendere: “Se ci saranno 40 persone in piazza, ne prenderò atto, ma se saranno in 400, allora dovrò assumermi responsabilità diverse”. Al momento però sulla pagina Facebook si legge che sarà un tour insieme a ex colleghi, attivisti (di cosa?) e cittadini. L’intento è stimolare il dibattito pubblico, promuovere una politica d’informazione quindi. Ma non è una storia già vista? Di Battista parte in tour da Siena e poi si recherà in varie città d’Italia, probabilmente a breve uscirà un calendario.

Diventerà un salvagente per il M5S?

Dopo essersi ritirato dal M5S tornò ad occuparsi di giornalismo internazionale, quello che faceva prima del successo politico avuto. Ora scrive e anche molto. Sulla sua pagina Facebook si possono leggere i suoi attacchi al fascismo dopo gli scontri a Roma ma anche a Draghi e al governo in carica e molto altro. Ma qualcuno ha mai pensato che uscire dal Movimento nel 2018 fosse una mossa politica? Bella la storia dell’allontanamento dal Palazzo e dall’aria pesante ma nessuno davvero ha mai pensato a una scissione della coppia Di Maio – Di Battista? Possiamo dire che sono stati i due eletti con maggior riscontro mediatico nel Movimento. Se fosse rimasta in piedi l’idea dei 2 mandati e poi a casa con questa mossa avrebbero assicurato la leadership del Movimento per 15 anni. Inutile prenderci in giro, la politica è fatta sopratutto di comunicazione e Alessandro è un ottimo comunicatore. Si può essere d’accordo o meno con le idee ma la parte comunicativa è efficace. Non avrebbe un milione e mezzo di follower su Facebook! Se nessuno l’ha pensato complimenti, io però al tempo lo pensai. Ma ad oggi le cose sono cambiate. La pandemia, il governo con la Lega e poi con il PD. E nel frattempo è arrivato Conte! Ora il M5S non è più quella cosa nata dal basso che sputava rabbia e dissenso. Ora si allea, concorda, scende a compromessi. Il M5S duro e puro non esiste più. Grillo ormai non se ne occupa più, e viste le uscite su Conte quest’estate meglio così per il Movimento. Ma se la strada della tolleranza e di Conte dovesse andar male? Si può tornare indietro? Sempre questione di addizioni, o sottrazioni in questo caso.

Di Battista: mi manca la Politica

Alessandro Di Battista con il suo tour quindi vuole fare da termometro politico? Insomma, al posto suo chi non lo farebbe! Ha un buon seguito e probabilmente potrebbe riconquistare almeno la metà dei voti persi dal M5S. E viste le ultime amministrative non sono pochi. Durante la trasmissione Contro Corrente gli viene esplicitamente chiesto, visto che si sente contro tutti i poteri che si sono riuniti al governo, perché non crea un suo partito? E la risposta è semplice, chiara, cristallina e cioè per tutto ci vuole il suo tempo. Quindi insomma, non c’è una smentita ne una conferma. Ma a quanto pare c’è l’intenzione. Di certo Di Battista dovrà calcolare bene i suoi passi. Costruire davvero un suo gruppo o raccogliere i voti dispersi e far risorgere il Movimento in caso di disfatta? Qua neanche una palla di vetro grande come l’Everest saprebbe rispondere a una domanda del genere. Di certo vedremo gli sviluppi del suo tour e ci aggiorneremo. La foto in articolo è mia, personale. L’ho fatta durante un suo intervento nel 2013 a Trento. Lo si conosceva, ma non come oggi. Se avrà un seguito almeno uguale in tutte le piazze che toccherà allora dovrà essere bravo anche lui con le addizioni. Per me la scelta sarebbe scontata e la minestra riscaldata non piace a nessuno.


Cosa è successo a Roma e perché si parla di fascismo? Leggi qui: Scontri a Roma: quando un vaccino per la decenza?