Devastante incendio a Milano: un palazzo bruciato come una torcia

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Devastante incendio a Milano

Il Devastante incendio a Milano: «In strada cadevano pezzi incandescenti». Il musicista Morgan tra gli sfollati abita nei loft di fronte alla torre di via Antonini.

Devastante incendio a Milano: Non abita nella torre, ma di fronte, nei loft bianchi col tetto aguzzo, e quando esce di casa nel tardo pomeriggio, giacca bianca e borsello, ciuffo di capelli viola, riferisce la prima sensazione che ha avuto, una sorta di percezione fisica di quel che stava accadendo a poche decine di metri di distanza: «Ho sentito molto caldo, erano circa le cinque e mezza, siamo subito scappati, io e il mio assistente». Ed è così che anche il musicista Morgan, in una sonnolenta domenica di fine estate milanese, s’è ritrovato tra gli sfollati della torre in fiamme, e come loro ha osservato quel palazzo distrutto dall’incendio«Cadevano i pezzi della facciata racconta e c’era tanto fumo, oltre all’incendio. È stata una scena allucinante, le fiamme erano altissime. Ci siamo spaventati e siamo scappati».

Morgan dice di abitare nella zona da poco più di un mese, con lui in questo pomeriggio ci sono anche la sorella e il nipote, è scosso e impressionato dalla scena: «Mi devo trasferire su Marte». Quello stesso sgomento lo lascia poi trapelare anche in serata, quando ripercorre la sua esperienza in una storia su Instagram: «È allucinante, stavamo per andare a fuoco anche noi». Nell’apparizione sui social il musicista aggiunge qualche particolare: «Noi stiamo nella casa di fianco. Sono scappato subito appena ho sentito il calore in casa, in un attimo è divampato il fuoco nel palazzo».

Le sue parole raccontano l’apprensione che s’è diffusa in questa zona di periferia a Sud di Milano, dove le case popolari s’alternano alle palazzine basse a pochi piani, e a qualche costruzione ex industriale oggi ristrutturata e riconvertita in abitazioni: anche di notte nell’intero quartiere galleggiano ancora l’odore aspro dei materiali bruciati, la cenere e la polvere portate dal vento, la preoccupazione per la stabilità di una struttura macerata dall’incendio. Morgan ricorda: «Ho fatto in tempo a fare un video ma sono scappato, perché sentivo le fiamme addosso».