Designer Aldo Rossi: la metafisica di forma e uso

Una mostra che presenta gli arredi e i progetti di edilizia pubblica e privata realizzati in quasi 40 anni

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designer Aldo Rossi
Aldo Rossi e la poltrona Parigi per Un iFor, 1989. © Federico Brunetti. Courtesy Federico Brunetti.

Il Museo del Novecento presenta il designer Aldo Rossi a cura di Chiara Spangaro, in collaborazione con la Fondazione dell’architetto e Silvana Editoriale. L’evento è in programma dal 29 aprile al 2 ottobre. L’istituzione prosegue
nel dialogo interdisciplinare tra le arti, caratteristico della contemporaneità, approfondendo la figura del teorico e critico, tra i
protagonisti della cultura visiva del XX secolo.


Aldo Rossi e l’architettura delle città del dopoguerra


Che influenza ha il designer Aldo Rossi nell’estetica del Novecento?

In quasi vent’anni di lavoro elabora più di 70 arredi e oggetti, molti dei quali ancora oggi in produzione. Sperimenta forme e cromie nel campo di metalli e legno, del marmo e della pietra, della ceramica e della porcellana. Ha lavorato anche con tessuti artigianali e industriali e dei materiali plastici. Rossi in tutta la sua produzione, fin dai primi mobili realizzati nel 1960 con Leonardo Ferrari, riflette sul rapporto tra la scala architettonica e urbana e la monumentale e oggettuale. Dal 1979 si apre al mondo della produzione industriale e di alto artigianato, realizzando arredi e prodotti d’uso prima con Alessi, poi con Artemide, DesignTex, Bruno Longoni Atelier d’arredamento. Collabora anche con Molteni&C|UniFor, Richard-Ginori, Rosenthal, Up&Up (oggi UpGroup).

Rossi, teorico dell’architettura

Per la prima volta sono esposti, in un percorso spettacolare, oltre 350 tra arredi e oggetti d’uso, prototipi e
modelli, dipinti. Ci sono pure disegni e studi progettati e realizzati da Rossi dal 1960 al 1997, una testimonianza visiva della sua attività di designer, progettista e teorico dell’architettura. La mostra, il cui progetto di allestimento è firmato da Morris Adjmi – MA Architects, collaboratore e poi associato di Rossi a New York, racconta l’universo del critico in nove sale. Ogni ambiente rappresenta un mondo nel quale emerge la relazione tra opere grafiche e prodotti artigianali e industriali. Ci sono
riferimenti alle architetture e allo spazio privato di Aldo.

Il percorso museale

La prima sala introduce al rapporto tra immagine dipinta e realtà oggettuale, la seconda è dedicata a prototipi e varianti di un immaginario panorama domestico. La ricostruzione di un ambiente poetico si ritrova nello spazio successivo, dove sono esposte la serie Parigi (UniFor, 1994) e il servizio Tea & Coffee Piazza (Alessi, 1983) sono il centro visivo e metafisico. Alle
pareti ci sono i disegni inediti degli interni della casa di Rossi in via Rugabella. Poi il visitatore scopre la varietà della produzione oggettuale, in rapporto con la forma del cubo che rievoca il Cimitero di San Cataldo a Modena. Un complesso che introduce le figure geometriche apollinee utilizzate sia nel design sia nell’architettura. Si passa quindi alla zona dei prototipi per Richard Ginori e Rosenthal, alle piante architettoniche del Monumento ai Partigiani di Segrate e della scuola di Fagnano Olona. Da apprezzare i tappeti realizzati con ARP Studio in Sardegna (1986) o le tarsie lignee di Bruno Longoni Atelier d’arredamento (1997).

L’arredamento per case e spazi pubblici

‘allestimento comprende anche sedie, poltrone, grandi mobili e le loro varianti per materiale e colore, dalla scrivania Papyro (Molteni&C, 1989) al tavolino Tabularium (Up&Up, 1985). La ricostruzione dell’interno
domestico dello spazio sette riunisce mobili e oggetti di Rossi con altri da lui collezionati e presenti nelle sue case. La raccolta comprendeva: caffettiere americane, una stampa di Giovanni Battista Piranesi, una credenza ottocentesca che è servita da ispirazione al suo design. Il rapporto con l’architettura, puntuale in tutta la mostra, è evidente nel nucleo dedicato agli arredi ideati per alcuni suoi edifici. Compaiono la seduta per il Teatro Carlo Felice di Genova (Molteni&C|UniFor, 1990) o la sedia Museo costruita per il Bonnefanten Museum di Maastricht (UniFor, 1994). La presenza magica e misteriosa del
Teatro del Mondo, che chiude la mostra, rievoca le costruzioni temporanee in legno, dal faro alla cabina, al teatro galleggiante.

Il designer Aldo Rossi

Aldo Rossi (1931-1997) compie la sua formazione negli anni Cinquanta al Politecnico di Milano. Assistente di Ignazio Gardella e Marco Zanuso, insegna con Ludovico Quaroni alla Scuola urbanistica di Arezzo e Carlo Aymonino allo Iuav di Venezia. Professore incaricato nel 1959, vince la cattedra di Caratteri degli edifici nel 1970, quando comincia a collaborare anche con atenei americani. Lavora con Cooper Union University, l’Institute for Architecture and Urban Studies, Harvard e Yale. Tra i primi progetti realizzati: l’ampliamento della scuola De Amicis di Broni (1970), un’unità residenziale al quartiere Gallaratese di Milano (1973). Ha ideato poi il Cimitero di San Cataldo di Modena (1978) e la scuola elementare di Fagnano Olona (1976). Si è occupato degli edifici pubblici di Fontivegge-Perugia e Borgoricco (1989), della ristrutturazione del Teatro Felice di Genova (1989) e dell’ampliamento dell’aeroporto di Linate (1993). Ha partecipato alla ricostruzione di La Fenice.

Il riconoscimento internazionale

Contemporaneamente la sua notorietà si afferma oltre i confini nazionali. Sonosuoi progetti l’isolato tra Kochstrasse e Friedrichstrasse a Berlino (1981), l’Hotel Il Palazzo di Fukuoka (1989) e a Maastricht il Bonnefanten Museum (1994).
L’attività di teorico dell’architettura comprende, oltre alle collaborazioni con riviste Casabella Continuità, Società e Il Contemporaneo, la pubblicazione di L’architettura della città (1966). Ha realizzato anche Autobiografia scientifica (1984) e il film Ornamento e delitto (con Gianni Braghieri e Franco Raggi) realizzato per la sezione internazionale di architettura alla Triennale di Milano (1973). La pellicola è presentato pure alla sezione architettura della Biennale di Venezia del 1983.
Architetto e studioso, è nominato Accademico di San Luca nel 1979, insignito del Pritzker Prize 1990 e della 1991 Thomas Jefferson Medal in Architecture. Aldo Rossi è noto anche per la sua attività di designer e artista, dal Teatro del
Mondo presentato alla Biennale di Venezia del 1979, al Monumento a Sandro Pertini (Milano, 1990). Noto anche per l’opera pittorica e grafica, da sempre legata alla sua attività progettuale.

Aldo Rossi. Design 1960-1997

L’esposizione conduce lo spettatore in un racconto inaspettato, immaginifico e spettacolare che si muove tra forma e uso, classicità, ironia e metafisica. La libreria ha la foggia di un Piroscafo (con Luca Meda per Molteni&C, 1991), la conica o la cupola sono macchine del caffè (Alessi, 1984 e 1988) o elementi allestitivi del Teatro Domestico (XVII Triennale di
Milano, 1986). Il Faro, già teatro a Toronto e museo nell’isola di Vassivière, è una teiera in vetro e ceramica per Rosenthal (1994) e il Monumento di Segrate si affaccia da una tarsia lignea per Bruno Longoni o da un tappeto tessuto in
Sardegna. Lo straordinario insieme delle opere in mostra è per la prima volta riunito grazie al dialogo e alla collaborazione con musei e archivi aziendali (Museo Alessi, Molteni Museum, archivi di Bruno Longoni Atelier d’arredamento e di
Up Group. Hanno messo a disposizione i materiali collezioni museali italiane e internazionali (Bonnefanten Museum,
Maastricht, Centre Georges Pompidou, Parigi, Fondazione Museo Archivio Richard-Ginori della Manifattura di Doccia, Firenze. MAXXI – Museo delle arti del XXI secolo, Roma, Università Iuav di Venezia, Triennale di Milano) e diverse raccolte private.

Il catalogo della mostra

Durante il periodo di apertura, l’esposizione sarà implementata da un programma di eventi collaterali. In occasione della mostra sarà pubblicato il catalogo ragionato edito da Silvana Editoriale a cura di Chiara Spangaro e con un saggio critico di Domitilla Dardi. La prima pubblicazione che raccoglie tutti i progetti di Rossi designer: i prototipi, gli oggetti realizzati, gli inediti e i fuori catalogo disegnati dall’architetto-designer milanese insignito del Pritzker Prize nel 1990. L’esposizione è un progetto Museo del Novecento, Fondazione Aldo Rossi e Silvana Editoriale. Main Sponsor sono: Molteni&C|UniFor, Alessi, Bruno Longoni Atelier d’Arredamento, dallo sponsor G.T.DESIGN. Sponsor tecnico è di Pollice Illuminazione
e Up Group.