Deportazioni in Ruanda: Corte europea interrompe l’operazione

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Deportazioni in Ruanda: Corte europea interrompe l’operazione

La Corte europea dei diritti umani ha interrotto l’operazione del Regno Unito di deportazioni di alcuni richiedenti asilo in Ruanda. Il primo volo, il cui decollo era previsto per oggi, dunque non partirà. Londra ha criticato la decisione della Corte, specificando che prossimamente il piano continuerà.

Deportazioni in Ruanda: il piano è annullato?

Il primo volo di richiedenti asilo dal Regno Unito al Ruanda non decollerà. È quanto risulta dalle ingiunzioni emesse all’ultimo minuto dalla Corte europea dei diritti umani. Ciò pone un primo limite al progetto del governo di Londra di espatriare i migranti in Ruanda, mossa criticata da diversi attivisti, enti di beneficienza e leader religiosi, che avevano definito l’azione disumana. Già nei giorni scorsi il governo aveva dovuto fare i conti con diversi ricorsi in tribunali per fermare il volo. I richiedenti asilo si sarebbero dovuti imbarcare presso una base nel sud-ovest dell’Inghilterra.

La risposta di Londra

Non si è fatto attendere il responso di Londra. “Ho sempre detto che questa politica non sarà facile da realizzare e sono deluso dal fatto che la sfida legale e le affermazioni dell’ultimo minuto abbiano impedito al volo di oggi di partire”. È quanto afferma il ministro dell’Intero Priti Patel. Il quale ha aggiunto: “È molto sorprendente che la Corte europea dei diritti dell’uomo sia intervenuta nonostante i ripetuti precedenti successi dei nostri tribunali nazionali”. Il ministro ha fatto sapere che il Regno Unito non si farà scoraggiare e si preparerà per portare avanti prontamente il progetto.

Diversi hanno criticato il piano del Regno Unito

Molte sono state anche nell’ultima giornata le critiche in merito a questo progetto. Il capo delle Nazioni Unite per i rifugiati Filippo Grandi aveva denunciato il programma, definendolo “tutto sbagliato”, sottolineando che il Regno Unito non avrebbe dovuto scaricare la propria responsabilità su un altro Paese. l’’arcivescovo di Canterbury Justin Welby, insieme con altri leader della Chiesa d’Inghilterra, aveva definito il piano di deportazioni in Ruanda qualcosa “che dovrebbe farci vergognare come nazione”. “La nostra eredità cristiana dovrebbe ispirarci a trattare i richiedenti asilo con compassione, equità e giustizia, come abbiamo fatto per secoli”, ha affermato.


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