Democrazia sospesa: il paradosso degli italiani?

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Molti, indistintamente dal colore del pensiero politico, percepiscono il concetto di una democrazia sospesa, come possibile cura per uno stato politico ed economico dal futuro oscuro. Quindi a conti fatti, non esiterebbero a consegnare la loro vita a Mario Draghi, senza porsi il pensiero del bene supremo: il diritto personale. E’ anche vero che la forma di diritto è quasi sempre legata alla conditio sine qua non del dovere. Per cui si potrebbe dire che: in uno Stato dove il diritto, in quasi tutte le sue forme, non viene esercitato, viene a mancare, nel 90% dei casi, anche la condizione di dovere. Non espletabile, vista la radice mafiosa insita nel DNA italico.

Democrazia sospesa: negligenza o necessita?

Possiamo stabilire quindi, che un paese che eserciti la tolleranza e l’ideologia, a favore dell’interdizione dei partiti di potere come prolungamento dello stesso, di per se è un paese finito. Soprattutto nello stabilire i suoi parametri ideo-politici. Da qui nasce il paradosso della democrazia sospesa. Quindi, un banchiere in pensione, non eletto e non realisticamente eleggibile, senza una ordinaria maggioranza parlamentare, rappresenti la garanzia per una democrazia, che in realà è sospesa. Questo modello rappresenta per la maggioranza degli italiani, la realizzazione del modello di rappresentanza politica da seguire. Ciò che sto giudicando non è il Draghi si o il Draghi no, ma soltanto il Draghi come. L’idealizzazione di un Governo che non presenta incongruenze con quello precedente, e che nella sua forma, anche se in tempi diversi, trovi addirittura la stessa maggioranza, rappresenta un ozio politico e intellettuale. Il percorso democratico ideale sospende la sua corsa per lasciar spazio ad un surrogato democratico ed elettivo: il Presidente della Repubblica affida l’incarico.


I giornali internazionali accolgono con entusiasmo il governo Draghi


La lealtà e la sua tattica

E’ illogico che una forma democratica, come quella apena descritta, non nasconda al suo interno tranelli ideologici. Prendete Salvini e la Meloni: davvero si può credere che siano sinceri nel far coincidere la difesa della libertà con la delegittimazione dei vaccini? Oppure prendiamo Letta e consideriamolo, per la sua permanenza partitica, un politico avveduto, questo politico può lottare contro le discriminazioni? Può sostenenere una legge che non ha i numeri in Parlamento per essere approvata? Gli elementi in questione: M5S, Lega, Pd, possono sopravvivere ad una forma democratica sospesa? No, ma se osservate bene, la sospensione democratica è ben sostenuta da uno scambio di necessità concretizzate dagi altri due a turno. Il tutto mantenendo però un pubblico diniego attraverso social e media. In questa forma esasperata della semplificazione anarchica, a goderne i frutti non è certo il popolo, ma la democrazia stessa. Il grande Leonardo Sciascia diceva: “Il popolo cornuto era e cornuto resta: la differenza è che il fascismo appendeva una bandiera sola alle corna del popolo e la democrazia lascia che ognuno se l’appenda da sé, e del colore che gli piace”.