DEM street artist che partecipa alla mostra Alla Natura

La mostra ricorda anche l'artista argentina Hyuro, scomparsa da poco

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DEM, Inaugurazione palazzo San Giacomo, Foto Marco Miccoli

DEM è tra gli artisti che espongono alla mostra Alla Natura allestita a Palazzo San Giacomo a Russi. L’esposizione, a cura di Alessandra Carini con l’assistente Benedetta Pezzi, ricorda l’artista argentina Hyuro, recentemente scomparsa. Un’iniziativa organizzata dopo la ristrutturazione del piano terra dell’edificio storico che proseguirà fino al 25 settembre.


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Chi sono gli artisti che partecipano all’esposizione, oltre DEM?

Borondo (Spagna, 1989), Daniele Cabri (Italia, 1965), DEM (Italia, 1977), Oscar Dominguez (Argentina, 1970). Espongono anche Gola Hundun (Italia, 1982), Monika Grycko (Polonia, 1970), Chiara Lecca (Italia, 1978), Margherita Paoletti (Italia, 1990), Joseph Beuys (Germania, 1921-1985).

Le ricerche di DEM e degli altri talenti

Gli artisti selezionati hanno tutti un legame col territorio. Alcuni hanno operato direttamente nel tessuto rurale e urbano attraverso festival o performance, altri hanno preso parte a Equidistanze. Si tratta di residenze artistiche che si svolgono a pochi chilometri da Russi e coordinate dallo stesso team curatoriale. In tutte le loro ricerche ritroviamo gli elementi alchemici che costituiscono il cuore di questo progetto. Andreco, Borondo, DEM e Gola Hundun sono artisti provenienti dalla street art, molto conosciuti a livello internazionale. Sono impegnati in ricerche di carattere ambientale e storico. Oscar Dominguez, landartist, lavora con materiale organico che reperisce in zona.

Natura e simboli

Chiara Lecca, rappresentata dalla galleria Fumagalli di Milano, da anni focalizza la sua ricerca sulla relazione tra uomo e natura per farne emergere le contraddizioni. Grycko porta l’uso della ceramica al suo estremo con le sue creature zoomorfe. Paoletti, con un linguaggio illustrativo estremamente contemporaneo attrae lo spettatore più giovane. Daniele Cabri, allievo di Cristobal Jodorowsky, da anni è impegnato nella ricerca di simboli e riti ancestrali. Joseph Beuys, artista tedesco famoso in tutto il mondo, con la sua Difesa della Natura è il seme dal quale il percorso espositivo nasce e cresce.

Arte e salvezza

La curatrice, Alessandra Carini, parla del progetto. «Non ho pensato a una mostra, o perlomeno non solo. Ritengo non si possa prescindere dagli avvenimenti che tuttora, e sempre di più, attanagliano le nostre vite. Idealmente ci affidiamo a ciò che, paradossalmente, potrebbe essere la salvezza: una magia, un gesto che contiene dentro di sé la speranza più genuina e primordiale». L’opera d’arte e l’azione artistica, diventano così riti propiziatori e atti sciamanici che richiamano gli Spiriti della Natura a protezione del mondo. Per allestire l’esposizione gli esperti si sono rivolti al creatore-sciamano per eccellenza Joseph Beuys e hanno anche preso spunto dalla Psicomagia di Alejandro Jodorowsky. Quindi hanno selezionato un gruppo di artisti che per gli organizzatori rappresentano al meglio i concetti.

La sistemazione di Palazzo San Giacomo

Nel 1977 il Comune di Russi acquista palazzo San Giacomo che diventa sede di eventi artistici e musicali. Nel 2021 iniziano i lavori di ristrutturazione del piano terra, trasformando le varie stanze in sale espositive. Per celebrare il nuovo percorso di Palazzo San Giacomo, l’Assessorato alla Cultura ha quindi incaricato Alessandra Carini di Magazzeno Art Gallery di organizzare la mostra.

I lavori in esposizione di DEM e altri artisti

Le opere saranno tutte site specific e comprenderanno installazioni indoor, performance con conseguenti documentazioni video da inserire nel percorso. In programma anche interventi che agiscono sull’edificio del palazzo. Inoltre, Oscar Dominguez dialogherà con gli spazi del primo piano nel totale rispetto della storia dello stesso.

Palazzo San Giacomo

Il Sindaco di Russi, Valentina Palli commenta il progetto. «Palazzo San Giacomo rappresenta, per i russiani, un luogo di ricordi di infanzia, spazio di concerti e delle persone festanti. È un edificio di identità e di memoria, di storia. Un luogo di rifugio, tale fu durante la guerra e porta i segni dei combattenti canadesi, un atelier d’arte. Il ricordo di Mattia Moreni e le sue pennellate ancora oggi lo impreziosiscono. Con questo intento la struttura è oggetto, negli ultimi tre anni, di un importante progetto di restauro e risanamento di alcune stanze. Un intervento che ha voluto e dovuto essere delicato, armonico, in sintonia con il Palazzo e la Sua storia».

La riapertura dell’edificio

Prosegue così la Rappresentante dell’Amministrazione. «Riaprirne le stanze alla cittadinanza, in un progetto che dovrà avere lungimiranza di visione e di respiro, rappresenta un momento di gratitudine per il lavoro svolto e di sfida per il futuro. Perché San Giacomo è anche una sfida: nelle sue dimensioni, nella sua storia, nel suo essere intrinsecamente poliedrico. È con sguardo amorevole e curioso che ci riaffacciamo alle sue stanze. Speranzosi di poterne preservare il valore, intimamente convinti del fatto che saprà stupirci, ancora una volta».

Immagine da cartella stampa.