Del tempo e della verità, di Giuseppe Lazzaro

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In questo libro di Giuseppe Lazzaro, “Del tempo e delle verità” (PAV Edizioni), ci addentriamo in un viaggio per scoprire la realtà. Ma questa, non è una realtà data dall’alto, ma è quella che trova ciascuno. La ricerca della verità non è altro che la ricerca del significato e del senso della nostra vita.

Verità e realtà

La vita ci mostra diversi cammini ed esperienze “Ho questa sensazione, quando credo di essere arrivato alla fine di una strada; di lì ne inizia un’altra e un’altra ancora e così vorrei vivere più velocemente per vedere cosa c’è oltre la vita stessa, ma tutto questo non mi spaventa e ho paura: la paura di non vedere più niente.” Sostiene Andrea Lazzaro.

Ma di verità ce ne sono tante, anche se spesso cerchiamo di incasellarle secondo i nostri schemi e secondo le nostre “etichette”. La realtà è complessa, e renderla semplice non è fruttifero se vogliamo scovarne il senso. Le persone semplici riescono ad andare oltre questi pregiudizi.

Quindi, Giuseppe Lazzaro sostiene ne “Del tempo e della verità”, che non si può cercare la verità se siamo isolati dentro la corsa frenetica della vita quotidiana. Bisogna fidarsi di questa e avere fede nella relazione che vi è tra gli eventi. Perché la verità ha qualcosa di misterioso ed è lì che bisogna condurre la propria ricerca.

Dolore

“Il dolore si trasforma in accettazione e poi in esperienza”. Non si guarisce mai dal dolore afferma Lazzaro. E rigetta così il concetto di “elaborazione del dolore” dato che è come se si volesse categorizzare il dolore dietro una definizione. Stessa cosa che facciamo con le persone, non si guarda tanto a chi è la persona quanto a quello che fa. Così come si cerca di contenere il corpo quando attraverso il dolore gli si dà un antidolorifico: lo si fa tacere piuttosto che ascoltarlo.

L’appartenenza

Ne “Del tempo e della verità”, l’appartenenza viene descritta come quel fare parte di qualcosa di più grande, come portare gli altri dentro di sé (cita la canzone di Giorgio Gaber, Canzone dell’appartenenza). Perciò, il senso di appartenenza ci arricchisce dato che impariamo a non avere pregiudizi.

E collegato a ciò, è il il concetto di pregiudizio che porta alla costruzione di una realtà che si autoavvera. Giuseppe Lazzaro riporta un esperimento condotto sul rendimento scolastico dei bambini dove il giudizio sul loro profitto dava come risultato delle performance diverse. Cercare di conformarsi al giudizio altrui, era l’elemento che aveva condizionato i soggetti sperimentali.

Immaginazione

Ancora, l’Autore esorta al recupero dell’immaginazione e del gioco, come quando si era bambini. Attraverso l’immaginazione si possono creare le realtà di cui noi abbiamo bisogno. Il concetto di creatività, inoltre, viene recuperato come strumento per cercare il senso della realtà e non tanto, come delle volte si crede, sia appannaggio solo di chi fa l’artista.

Infine, è fondamentale il dialogo con gli altri e con sé stessi. Attraverso questa dimensione relazionale riusciamo ad emozionarci “Se provo interesse per una persona, vivo il suo immaginario. Se non si mantiene l’interesse per le immagini dell’altro, un rapporto può finire. Ogni relazione di immagini tra persone produce un’intimità profonda.”

Il libro di Giuseppe Lazzaro, “Del tempo e della verità” è un breve trattato, scritto in modo molto chiaro, per compiere un passo nel viaggio dentro sé stessi, che ci dia il senso della propria verità in un tempo che è qui e ora.

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