Il Decreto Milleproroghe diventa legge con 151 voti a favore e 93 contrastanti. Il testo del decreto tratta vari temi. Le novità  principali riguardano i vaccini, la scuola, le periferie e le banche, ma nel decreto sono presenti anche altre tematiche quali le radio, le televisioni e gli enti locali. I vaccini: nessuno stop per entrare a scuola. L’obbligo di presentare i documenti slitta a marzo 2019. Inoltre per i genitori dei bambini di asilo nido e scuola materna basterà che presentino un’autocertificazione. Scuola: i test Invalsi non saranno ancora requisito per accedere agli esami di maturità. Il termine è  stato prorogato all’anno scolastico 2019/2020 per cui sarà  requisito fondamentale per svolgere gli esami di maturità  a partire dagli esami del 2020. È  prevista la proroga del bonus cultura di 500 euro che sarà disponibile ancora per tutto il 2018. Riguardo i risparmiatori colpiti dalla crisi delle banche sono previsti rimborsi. I diretti interessati potranno richiedere un ristoro del 30%  con limite massimo di 100.000 euro direttamente alla Consob. Gli interessati possono infatti avanzare istanza alla Commissione nazionale per la società e la borsa entro 15 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto, al fine di avere tempestivamente l’erogazione. Infrastrutture: il termine ultimo per adeguare le strutture scolastiche per la sicurezza è spostato al 31 Dicembre 2018. Entro questa data le scuole posizionate in territori altamente a rischio dal punto di vista sismico devono essere sottoposte a verifica di vulnerabilità  sismica. Inoltre riguardo i  programmi straordinari di manutenzione  della rete viaria di province e città metropolitane, il termine ultimo per produrre la certificazione di interventi avvenuti è spostata al 30 Giugno dell’anno successivo.  In materia di intercettazioni il termine previsto dal decreto legislativo n. 216 del 29 Settembre 2017  è stato spostato al 31 Marzo 2019. Energia e gas: il passaggio al mercato libero previsto dalla legge 124 del 2017 passa al 1 Luglio 2020. Riguardo le periferie, il decreto slitta al 2020 l’efficacia delle convenzioni sottoscritte dal governo Gentiloni con 96 sindaci di capoluoghi e città metropolitane. Bloccati 1,6 miliardi di euro destinati alla riqualificazione delle periferie. Dopo la protesta dei sindaci il premier Giuseppe Conte è riuscito a raggiungere un accordo con l’Anci che prevede l’inserimento di un successivo decreto finalizzato a recuperare la realizzabilità dei progetti già in fase avanzata. Queste risultano essere le novità principali del decreto Milleproroghe.

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