Il Decreto fiscale effettua un taglio netto ai diritti sociali di perseguitati politici e razziali

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Il Decreto Fiscale cancella i risarcimenti per i perseguitati politici e razziali annulando la storia per  recuperare 50 milioni di euro

Si tratta di assegni tristissimi di 500 euro al mese destinati a ai nati prima del 1945 perseguitati dal fascismo e quindi dalle leggi razziali.

Questo succedeva grazie alla legge Terracini per i perseguitati politici. In seguito, dal 1986, per mezzo della Corte Costituzionale, anche una parte della comunità ebraica ha potuto beneficiare di un piccolo risarcimento. Per ricevere l’assegno bisognava presentare una documentazione che attestasse persecuzione politica o razziale e/o tesimonianze attendibili e avere un reddito annuo al di sotto di 17mila euro.

Questo Governo sembra non aver studiato la storia e neanche mai acceso la tv. A dirla tutta sembra non essere proprio parte dell’Italia.

Come chi, ad oggi non si indigna avanti ad un tale soppruso deve aver dimenticato, che a seguito delle leggi razziali nel 1938 si è determinato in modo disumano la vita di troppe persone togliendo loro tutti i diritti. Togliere dignità non può essere economicamente quantificato ed anche un assegno di 500 euro non risarcisce, ma ancor peggio è cancellare il simbolismo di un paese colpevole.

Noemi Di Segni, Presidente UCEI dopo l’indignazione degli ebrei italiani, ha scritto al Presidente Conte per essere sentita dalla Commissione Finanze del Senato:

“Non abbiamo neanche il coraggio di informarne i sopravvissuti, di quanto sta accadendo, che con infinito coraggio affrontano nei loro nuclei famigliari, dinanzi a studenti e insegnanti l’impegno di raccontare gli orrori della Shoah, narrando l’inenarrabile, e dover leggere nei loro occhi il senso di desolazione e abbandono.  Quale ente che rappresenta tutti gli ebrei italiani non possiamo che invitare governo e Parlamento a riconsiderare la scelta fatta e valutare ogni possibile rimedio amministrativo, legislativo o emendativo al fine di giungere ad una soluzione che non intacchi il lungo percorso fatto in questi ultimi 75 anni di ricostruzione del Paese, permettendo così a chi ha vissuto quel buio periodo della storia e a chi ha subito persecuzioni per difendere i valori oggi sanciti nella nostra Costituzione, di continuare, per ancora una manciata di anni, di poter vivere, o meglio, sopravvivere.”

Molti italiani preferirebbero pagare le loro cartelle esattoriali al di sotto dei mille euro, piuttosto che non risarcire una vita di ingiustizia creata per mano della nostra cara patria….

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