Debacle del centrodestra: triofa la sinistra

Debacle del centrodestra e trionfo della sinistra in questa tornata elettorale. L'evento più eclatante rimane l'astensionismo

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Debacle del centrodestra

Sull’esito delle elezioni amministrative è stato scritto molto. Perciò proviamo ad andare al di là delle statiche fotografie che ci restituiscono gli editoriali di questa mattina. E buttiamo un occhio alla dinamica realtà che oggi, il giorno dopo lo spoglio elettorale, ci troviamo a dover commentare. I numeri e le percentuali, sono noti a tutti. E sono facilmente consultabili online. Su qualunque testata giornalistica. Ma cosa ci raccontano? Sicuramente della debacle del centrodestra. E della vittoria trionfale della sinistra. Questo dato però fa riflettere su un fatto.

E’ debacle del centrodestra?

Dunque il post voto nelle amministrative non è mai un momento destinato a dissolversi velocemente. Ma occupa uno spazio temporale più lungo. Per poter analizzare, non solo il significato politico a livello nazionale, ma anche e soprattutto i vari significati locali. Che si deducono dall’analisi Comune per Comune. Intanto il centrodestra ha scaricato l’insuccesso nelle metropoli sugli aspiranti primi cittadini. Dopo averli scelti. Ma forse bisognerebbe guardare oltre. Facendo i conti della serva l’avanzata della sinistra non può portare che ad una conclusione. Che il centrodestra ha subito una forte battuta d’arresto. Emblema di tale, “annunciato” fallimento, risiede nell’aver disperso un patrimonio di fiducia e speranze che inizialmente la coalizione aveva avuto il merito di suscitare sull’opinione pubblica. Perchè capaci di parlare alla pancia della gente. Ma, del tutto incapaci però di portare a decisi cambiamenti nella vita dei cittadini. I sogni quindi si sono dissolti in bruschi risvegli.


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Il naufragio dei populisti

Pertanto si arriva alla conclusione di questa parentesi elettorale. Intanto c’è da dire che il grande sconfitto in questa competizione è il M5s. Ormai ridotto ad una modesta appendice del PD. Esattamente il contrario di quanto volevano fare. Assieme alla loro storica carenza di classi dirigenti locali, scontano il loro fallimento come perno del sistema politico nazionale nelle due versioni dei governi Conte. Il tempo del “vaffa” è tramontato. Dunque che dire? Se lo conosci lo eviti. E, al netto dei complottisti, anti vaccino, scopritori di scie chimiche ed altra variegata fauna, che comunque a livello nazionale può rappresentare una buona fetta di elettorato, sembra abbiano ben mostrato l’inesistenza totale di una qualunque prospettiva politica. Che vada molto al di là dell’esaltazione dell’analfabetismo funzionale.

Vittoria trionfale della sinistra

In questo quadro ad uscirne bene è solo il PD? Forse. Mutatis mutandis, è quanto accade alla sinistra. Interlocutrice naturale del popolo. Finalmente riesce a parlare, e a comunicare con la propria base. E a non rimanere distaccata. Lontanissima, e pigra nei comodi salotti della propria superiorità. E a guardare, dall’alto di una torre, le piazze piene riempite da qualcun altro. Questo è ciò che i dem del nostro Paese sono riusciti a fare. Procedere a severe autocritiche e a cambi di leadership. Per dar voce a chi si sente silenziato in casa propria. Dialogare e affacciarsi nuovamente con la cautela del principiante nelle piazze, nelle strade. Per capire cosa dice la gente comune. Recuperare il contatto con una realtà che non si era più in grado di leggere da troppo tempo. Per fornire risposte concrete e chissà, magari più affidabili di quelle gridate dagli urlatori.

La Debacle del centrodestra e l’astensionismo

Probabilmente l’evento più eclatante di questa tornata elettorale è dato dall’elevato tasso di astensionismo per elezioni municipali. Intanto qualsiasi considerazione politica deve tenere conto però delle condizioni straordinarie nelle quali si è svolta. Con l’emergenza sanitaria ancora in atto, e nel mezzo di una crisi economico-sociale. Tale premessa è fondamentale per ragionare su un dato inequivocabile. La partecipazione dei cittadini è fisiologica componente ineliminabile del gioco elettorale. Tuttavia gli italiani hanno preferito astenersi forse perchè delusi della “parte” a cui si sentiva legato. Il famoso invito a “turarsi il naso e votare X” non funziona più: in quel caso si resta semplicemente a casa.