Dear You: sono state inviate più di 1000 lettere

Il progetto Dear You ha ottenuto un successo straordinario. Perché?

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Dear You

L’arte trova sempre un modo per raggiungere le persone. E l’ultimo anno ne è stata la prova lampante. Con le sue mostre fatte online, per esempio. O gli incontri tramite zoom. In un modo o nell’altro, l’arte è giunta nelle case degli italiani. Il MAMbo di Bologna si è mosso in questo senso, infatti. Come l’ha fatto, però? Tramite un progetto curato da Cristina Molteni e che si chiama Dear You. Il progetto è nato qualche mese fa e in esso trovano spazio sia l’arte che la letteratura.

Cosa c’è da sapere sul progetto Dear You?

Come già accennato, Dear You è un progetto a cura di Cristina Molteni. E destinato a chiunque abbia richiesto di ricevere le lettere. Il progetto non vede protagonista, però, solo l’Italia. Anche chi vive al di fuori del Bel Paese ha potuto, infatti, richiedere le lettere. Scopo del progetto è quello di interrogarsi sull’intimità. Non più vista solo come solitudine. Anche, però, come “Luogo di una possibile e vitale autodeterminazione“. Come si legge nel comunicato stampa. È quindi necessario rivalutare l’intimità. In particolare, in un periodo storico come quello questo. In cui le persone sono costrette a rimanere in casa. Abbandonando così la vita la vita di tutti i giorni. E ritrovandosi così ad avere con se stessi. Con la propria intimità, per l’appunto. Non va, però, dimenticato un altro punto del progetto. Ossia quello di rendere fruibili opere oltrepassando i confini geografici nazionali. Superando, quindi, l’ostacolo della pandemia.


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Un nuovo modo di raccontare l’amore

Arte, narrativa e poesia si ritrovano in queste lettere. Lettere che hanno, inoltre, lo scopo anche di raccontare l’amore da un punto di vista diverso. Così come l’erotismo, l’amicizia e la lealtà. In una chiave più introspettiva e personale. “Dear You” si presenta, infatti, come una corrispondenza d’amore. In modo da “Accentuare il forte intimismo innescato dalla ricezione di una lettera“. Questo obiettivo si collega a un altro sempre seguito dal progetto. Ossia, quello di “Rivalutare condizioni ed esperienze emotive“. Si lavora, dunque, sulle proprie fragilità. Così come sull’emotività. Dando loro il peso che si meritano e che spesso viene o sottovalutato o ignorato. “Dear You” vuole riportare l’intimità e l’introspezione in auge. Ridando loro la giusta importanza.

I sei artisti che hanno partecipato

Sei sono gli artisti che hanno partecipato a Dear You. Tutti e sei raccontano della contemporaneità. Di cosa essa comporti. Basandosi, in particolar modo, su ciò che ha tolto la pandemia. Come, per esempio, “La perdita di contatto fisico“. Gli artisti riflettono anche sulle ripercussioni che questa pandemia ha avuto, ha e avrà sulle persone. Sulla loro emotività e la loro quotidianità. Chi sono, però, questi artisti?

  • Hamja Ahsan;
  • Giulia Crispiani;
  • Dora García;
  • Allison Grimaldi Donahue;
  • David Horvitz;
  • Ingo Niermann

La prima lettera a essere stata spedita è quella di Dora García. Nella sua lettera, García cerca di rendere partecipe il suo futuro lettore. Gli pone davanti le sue idee e le sue riflessioni. Interrogandosi sulla parità del loro rapporto. Domandandosi, poi, se il lettore stesso non ricreerà un nuovo testo. Partendo proprio dalla sua lettera. Da questa settimana, poi, il testimone passa ad Allison Grimaldi Donahue. Chi ha richiesto le lettere, riceverà l’opera di Donahue.

Dear You: come sta andando il progetto?

Dear You ha avuto un enorme successo. Il progetto ha, infatti, raggiunto un numero di consensi straordinario e che ha superato le aspettative. Tra il 19 febbraio e il 14 marzo, 1211 persone hanno richiesto di ricevere le lettere. 1099 vivono in Italia. Le restanti sono, invece, sparse per diciannove Paesi. Alcuni appartenenti all’Unione Europea. Altri no. Ciò a significare di quanto l’arte sia necessaria. Anche e soprattutto in un periodo come quello odierno. In cui non si può andare ai musei né incontrare tutte le proprie amicizie. Queste lettere rappresentano, dunque, quello di cui si sente la mancanza. E nel loro farsi portavoce dell’arte, della letteratura, così come delle problematiche contemporanee, questi artisti riusciranno a raggiungere il cuore di tantissime persone. Dear You è il progetto di cui si aveva bisogno.

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