Deaccessioni al Museo Newark: venduti manufatti africani

L'Istituzione ha deciso di mettere all'asta un gruppo di 217 oggetti per recuperare fondi per le attività culturali

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Scellino delle colonie americane
All'asta da Morton e Eden un moneta coloniale (immagine da Pixabay)

La vendita di parte delle collezioni di un’esposizione permanente è una pratica autorizzata per reperire fondi per i poli culturali. Le deaccessioni al museo Newark sono numerose e interessano materiali africani, greci e romani.


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Come funziona la politica di deaccessioni al Museo Newark?

I curatori dell’esposizione hanno messo all’asta molti pezzi, il più importante dei quali è un Thomas Cole. Di solito, i musei avviano il procedimento per carenza di fondi a disposizione e vendono i materiali doppi o rimasti in deposito troppo a lungo. Il centro culturale di New York invece ha deciso di togliere dalle proprie collezioni 217 lotti, soprattutto di arte africana. Si potrebbe pensare quindi a un atto di discriminazione razziale, considerando che l’area in cui sorge l’Istituzione è a maggioranza nera. Comunque, sul sito sono illustrati i modi in cui sono utilizzati i fondi ottenuti dalle cessioni.

“Pounder del ritmo”

Tra le opere che il Museo Newark ha ceduto c’è una statuetta funeraria in legno della cultura Senufo. Un “Pounder del ritmo” una scultura antropomorfa utilizzata durante le processioni che accompagnavano il defunto alla tomba. Il soggetto indossa un copricapo e dei bracciali sull’omero; il corpo è longilineo e l’ombelico è segnato. Tra le genti africane è diffusa la consuetudine di riunirsi in associazioni maschili a carattere esoterico, Poro. Gli adepti conoscono i riti di fertilità della terra e anche femminili e sono i custodi delle conoscenze tecniche e teoriche.

L’asta delle opere del museo

I lotti del Museo di Newark sono in vendita sul sito di aste Millea Bros. Gli interessati possono cliccare sul pulsante “Contattaci” per ricevere informazioni sui pezzi per cui c’è ancora tempo per fare delle offerte. Il centro culturale dovrebbe considerare l’idea di realizzare un catalogo dei materiali che cede in modo che i fruitori siano consci del patrimonio conservato.