De Benedetto assolto: il sostegno del ministro Fabiana Dadone

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Walter De Benedetto e la sua serra di cannabis: assolto perché il fatto non costituisce reato. A dare l’annuncio è stata il Ministro per le Politiche Giovanili Fabiana Dadone, che ha “festeggiato” con un test antidroga.

Chi è Walter De Benedetto?

Walter De Benedetto ha 49 anni ed è malato di artrite reumatoide da quando ne aveva 16. Costantemente sotto cura per via dei dolori, ha allestito una coltivazione di cannabis abusiva nelle campagne di Arezzo. Nel 2019 la denuncia proprio per via di quelle piantine: in questi giorni l’assoluzione, in quanto si tratta di solo uso personale.


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Il sostegno del ministro Dadone

“Oggi è un giorno storico. Walter De Benedetto aveva allestito una serra di marijuana per usare la sostanza a scopo terapeutico e lenire i dolori. Quella serra non era reato. Quindi oggi è arrivata l’assoluzione, perché il fatto non sussiste” ha dichiarato il ministro Fabiana Dadone in un post su Facebook. “Questa sentenza è naturale, ovvia, scontata. Così come sono irrazionali le argomentazioni di chi dice che i malati hanno accesso alla cannabis terapeutica in Italia e che va tutto bene. Oggi mi sento di festeggiare questa sentenza e lo faccio con un test antidroga del capello”.

Un atto di coerenza

Il ministro continua: “In Italia ad oggi i malati sono costretti a battaglie legali, perché abbiamo troppi legislatori che rifiutano pregiudizialmente un confronto nel merito. Invito per l’ennesima volta ad un atto di coerenza pubblica i detrattori della legalizzazione della marijuana che ritengono ‘cattivi maestri’ quelli a favore. Abbiate un filo di coerenza e fatelo anche voi, dimostrando che non c’è ipocrisia in questa vostra posizione”.

Questione di empatia

“Posso non assumere sostanze stupefacenti ed essere a favore della legalizzazione della marijuana. Posso essere eterosessuale ed essere a favore dei diritti LGBT” prosegue ancora il post del ministro. “Non c’è bisogno di vivere direttamente un’esperienza per comprenderla, per empatizzare con chi soffre ogni giorno in silenzio per i soprusi di una mentalità violenta e repressiva. Non siamo noi quelli sbagliati, non siamo noi i criminali: e spesso è proprio chi vive di questa linearità di pensiero a nascondere una frustrazione, un segreto. Non abbiate paura, e se siete contro la legalizzazione e contro i diritti per chi soffre argomentate le vostre idee senza slogan, senza violenza e senza pregiudizi. Fate un passo verso il confronto, non è mai una mossa sbagliata. Walter oggi non è stato un cattivo maestro, anzi. Voi potete dire lo stesso?”.