Dazi sull’acciaio di Trump portano perdita posti di lavoro

Il presidente Trump aveva promesso di far rinascere l’industria siderurgica americana, ma con i suoi dazi ha avuto l’effetto opposto

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Dazi sull'acciaio

Quattro anni fa il Trump aveva promesso di far rinascere l’industria siderurgica. Con questa promessa era riuscito a conquistare gli elettori del Midwest, specialmente nel Michigan, Stato che lo ha portato alla Casa Bianca. Quatto anni dopo, con i dazi sull’acciaio che Trump ha imposto molte industrie stanno chiudendo.

I dazi sull’acciaio di Trump hanno avuto conseguenze negative

Nel 2016 Trump aveva promesso il boom dell’industria americana. Aveva dichiarato che solo lui è in grado di far rinascere l’industria, mettendo l’America al primo posto. Con queste promesse era riuscito a conquistare il Michigan e così arrivare alla Casa Bianca.

Trump per proteggere le acciaierie statunitensi dalla concorrenza straniera ha imposto una tariffa del 25% dell’acciaio importato. Insieme a questo però aveva promesso di aumentare la domanda dell’acciaio attraverso importanti investimenti nelle infrastrutture.

Tuttavia i prezzi elevati dell’acciaio derivati dai dazi hanno inciso sulla domanda dell’industria automobilistica in Michigan e ad altri consumatori di acciaio. Inoltre l’amministrazione Trump non ha mai stilato un piano infrastrutturale.

Così, quattro anni dopo molte industrie siderurgiche stanno chiudendo.

La Great Lakes Works, una delle più grandi acciaierie in Michigan, ha chiuso la sua attività di produzione dell’acciaio e licenziato 1250 lavoratori. Anche la United States Steel Corps ha annullato un piano di investire 600 milioni di dollari in aggiornamenti a causa del deterioramento delle condizioni di mercato.

I dazi hanno messo in crisi il settore manifatturiero

Secondo gli economisti i dazi di Trump sull’acciaio e alluminio hanno messo in difficoltà aziende delle case automobilistiche come la General Motors e Ford Motors. Inoltre stimano che le tariffe hanno prodotto la perdita di almeno 75 mila posti di lavoro a livello nazionale. Sottolineano anche che la guerra commerciale di Trump a causato la perdita di almeno 175 mila posti nel settore manifatturiero.

In Michigan, da quando Trump è entrato in carica, il settore manifatturiero ha perso oltre 55 mila posti di lavoro.

Le tariffe hanno avuto un forte impatto sui consumatori di acciaio, specialmente le aziende automobilistiche. Anche le aziende di fornitura automobilistica hanno sentito l’impatto della politica commerciale di Trump.

Le aziende pensano di trasferirsi all’estero

Jeff Aznavorian, il capo della Clips & Clamps Industries, azienda che acquista acciaio per produrre parti metalliche per le cause automobilistiche giapponesi e di Detroit, ha affermato che l’azienda ha perso contratti per un valore fino a 3,6 milioni di dollari negli ultimi due anni. Aznavorian ha detto che i concorrenti che producono componenti in Canada e Messico hanno un vantaggio perché in quei paesi il costo dell’acciaio è inferiore. Ha inoltre affermato che potrebbe trasferire alcuni dei suoi affari all’estero.

Nell’ultima manifestazione in Pennsylvania Trump ha affermato di aver ereditato aziende siderurgiche devastate e che le sue tariffe sull’acciaio hanno trasformato un’attività morta in un’impresa fiorente.


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